L’im­pe­gno di Ka­bir Be­di per far stu­dia­re i bam­bi­ni più po­ve­ri

KA­BIR BE­DI (SOT­TO, QUAN­DO ERA L’EROE DI SALGARI) TOR­NA IN ITALIA. NON PER FA­RE L’AT­TO­RE. «AIUTATEMI A FAR STU­DIA­RE I PIC­CO­LI DEI BASSIFONDI DELL’IN­DIA», DI­CE

GENTE - - Sommario - DI ROSSANA LINGUINI

Sandokan è tor­na­to, an­che se questa vol­ta il tour in Italia di Ka­bir Be­di non ha a che fa­re con la no­stra Tv, di cui re­sta inos­si­da­bi­le cam­pio­ne de­gli an­ni Set­tan­ta, ma con la vo­lon­tà dell’at­to­re di so­ste­ne­re i pro­get­ti dell’as­so­cia­zio­ne Ca­re&Sha­re Italia per i bam­bi­ni in­dia­ni me­no for­tu­na­ti. «Ho sem­pre cer­ca­to il mo­do di pro­muo­ve­re l’Italia in In­dia e vi­ce­ver­sa e ho ri­fiu­ta­to le ri­chie­ste di sva­ria­te or­ga­niz­za­zio­ni per di­ven­ta­re lo­ro am­ba­scia­to­re. È im­por­tan­te es­se­re pru­den­ti, le per­so­ne han­no fi­du­cia in me. Poi, quan­do Ca­re&Sha­re Italia mi ha chie­sto un sup­por­to, ho in­di­vi­dua­to le per­so­ne che gui­da­no l’or­ga­niz­za­zio­ne, To­ma­so Car­ra­ro ed Eli­sa­bet­ta Ze­gna, e ho vi­sto con i miei oc­chi co­me fa­vo­ri­sco­no l’ac­ces­so all’istru­zio­ne ai bam­bi­ni più po­ve­ri e mar­gi­na- liz­za­ti de­gli slum, i bassifondi di Hy­de­ra­bad, nel sud dell’In­dia. Ho vi­sto le clas­si, pro­get­ta­te dall’Italia e ho co­no­sciu­to gio­va­ni stu­den­ti bril­lan­ti, fe­li­ci di an­da­re a scuo­la. I bam­bi­ni me­ri­te­vo­li so­no so­ste­nu­ti dal­la scuo­la ma­ter­na fi­no all’uni­ver­si­tà. E ho de­ci­so di di­ven­ta­re lo­ro am­ba­scia­to­re».

Ha inau­gu­ra­to un nuo­vo An­ga­n­wa­di, un cen­tro per mam­me e bim­bi nel­lo slum di Sai­na­gar Hu­ts: com’è an­da­ta? «È sta­ta un’espe­rien­za stra­na, per­ché non par­lo la lo­ro lin­gua, il Te­le­gu, ma an­che ma­gi­ca, per­ché ave­vo re­ci­ta­to in due film in Te­le­gu nei qua­li so­no sta­to dop­pia­to, quin­di lo­ro par­la­va­no con me e mi ri­co­no­sce­va­no. Ab­bia­mo par­la­to at­tra­ver­so il lin­guag­gio dell’amo­re, del sor­ri­so, della con­di­vi­sio­ne: non servono altre pa­ro­le. So­no bam­bi­ni me­ra­vi­glio­si che mi han­no ispi­ra­to nel fa­re sem­pre di più per lo­ro».

Che co­sa chie­de ora agli ita­lia­ni? «Un sup­por­to af­fin­ché i bam­bi­ni de­gli slum pos­sa­no usci­re dal cir­co­lo della po­ver­tà. Il mi­glio­ra­men­to della pro­pria con­di­zio­ne può por­ta­re a ri­sul­ta­ti me­ra­vi­glio­si: il pri­mo mi­ni­stro in­dia­no Na­ren­dra Modi ven­de­va tè nelle sta­zio­ni fer­ro­via­rie e og­gi è a ca­po di una na­zio­ne di un mi­liar­do di per­so­ne. Cer­to, di que­sti tem­pi, la gen­te ha dif­fi­col­tà ad ar­ri­va­re a fi­ne me­se e mi ren­do con­to che chie­de­re do­na­zio­ni per bam­bi­ni che vi­vo­no in una ter­ra co­sì lon­ta­na co­me l’In­dia non sia sem­pli­ce. Ma ho vi­sto i vol­ti lu­mi­no­si di quei bim­bi e l’intensità dei lo­ro so­gni rea­liz­za­ti gra­zie a una bel­lis­si­ma au­la sco­la­sti­ca e di­co: un pic­co­lo ge­sto può cam­bia­re mol­te vi­te, per fa­vo­re aiu­ta­te­ci af­fin­ché ciò ac­ca­da. È una cau­sa mol­to ca­ra al mio cuo­re».

Di re­cen­te ha par­la­to pub­bli­ca­men­te della per­di­ta di suo fi­glio Sid­dar­th, che si è tol­to la vi­ta nel 1997, a so­li 26 an­ni: co­sa le re­sta di quel­la tra­ge­dia? «Dopo tan­ti an­ni le fe­ri­te per la per­di­ta di mio fi­glio so­no gua­ri­te, ma le ci­ca­tri­ci ri­mar­ran­no per sem­pre. La schi­zo­fre­nia è ve-

ra­men­te ter­ri­bi­le, per i pa­zien­ti e per i fa­mi­lia­ri. Og­gi le te­ra­pie so­no mi­glio­ri, ma all’epo­ca lo fa­ce­va­no solo sta­re peg­gio. Non po­te­va vi­ve­re co­sì. Devo ri­spet­ta­re la sua de­ci­sio­ne, per quan­to do­lo­ro­so sia. Mio fi­glio era uno dei lau­rea­ti più bril­lan­ti in In­for­ma­tion tech­no­lo­gy della Car­ne­gie Mel­lon Uni­ver­si­ty: pos­so solo im­ma­gi­na­re do­ve sa­reb­be po­tu­to ar­ri­va­re se non fos­se sta­to col­pi­to dal­la schi­zo­fre­nia. È sta­ta una tra­ge­dia im­ma­ne». Quel do­lo­re ha a che fa­re con la sag­gez­za che il pur fri­vo­lo mon­do del­lo spet­ta­co­lo le ri­co­no­sce? «La mia sag­gez­za de­ri­va dall’In­dia, il Pae­se in cui so­no na­to, e dai miei ge­ni­to­ri, che mi han­no da­to la vi­ta e tra­sfe­ri­to so­li­di va­lo­ri. Erano per­so­ne che do­na­va­no le lo­ro vi­te per le cau­se nelle qua­li cre­de­va­no: l’in­di­pen­den­za dell’In­dia, il wel­fa­re so­cia­le, l’aiu­to ai più po­ve­ri, la ria­bi­li­ta­zio­ne dei ri­fu­gia­ti ti­be­ta­ni. Mio pa­dre, Ba­ba Be­di, era un grande fi­lo­so­fo e pro­fes­so­re che vis­se in Italia per trent’an­ni. Mia ma­dre rag­giun­se il più al­to gra­do dell’or­di­ne bud­di­sta ti­be­ta­no. So­no sta­ti scrit­ti tre li­bri su di lei. In real­tà non so­no sem­pre co­sì sag­gio, an­ch’io ho fat­to mol­te co­se scioc­che nella mia vi­ta». Sul grande scher­mo è spes­so sta­to un se­dut­to­re, nella vi­ta vera lei e la sua at­tua­le mo­glie Par­veen Du­sa­nj sie­te in­se­pa­ra­bi­li dal 2006: co­me ci si rie­sce? «So­no sta­to spo­sa­to tre vol­te pri­ma del matrimonio con Par­veen, quin­di non so­no la per­so­na migliore per da­re consigli sul­la te­nu­ta dei ma­tri­mo­ni. So­no pe­rò un esper­to nel ri­ma­ne­re il migliore ami­co del­le ex mo­gli e ho mol­ti “ali­men­ti” che lo pro­va­no. Scher­zi a par­te, so­no davvero ri­ma­sto ami­co del­le mie ex mo­gli, tut­te don­ne straor­di­na­rie. Ab­bia­mo su­pe­ra­to il do­lo­re della se­pa­ra­zio­ne in­sie­me e ab­bia­mo man­te­nu­to vi­vo il ri­spet­to re­ci­pro­co. Con Par­veen ho una re­la­zio­ne me­ra­vi­glio­sa, ci amiamo e ci so­ste­nia­mo re­ci­pro­ca­men­te. Il segreto è ama­re ciò che ti pia­ce, ac­cet­ta­re di dif­fe­ri­re quan­do non la si pen­sa allo stes­so mo­do e par­lar­si quan­do c’è un pro­ble­ma. Co­va­re mal­con­ten­to, fru­stra­zio­ne e ri­sen­ti­men­to uc­ci­de le re­la­zio­ni. Ricorda per­ché ti sei in­na­mo­ra­to all’inizio, comincia da lì. È un luo­go bel­lis­si­mo».

“CI PAR­LA­VA­MO CON I SORRISI” Hy­de­ra­bad (In­dia). A si­ni­stra e so­pra, Ka­bir Be­di, 73, am­ba­scia­to­re della onlus Ca­re&Sha­re Italia, con i pic­co­li del cen­tro inau­gu­ra­to nel­lo slum di Sai­na­gar Hu­ts. «Non par­lo la lo­ro lin­gua, ci ca­pi­va­mo coi sorrisi», di­ce.

REGALATELE IL FU­TU­RO Ka­bir con una bim­ba che ora po­trà stu­dia­re. Per do­na­re: www.ca­re­sha­re.org o Iban IT 28L02 0080 2009 0000 4075 2044.

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