Re­por­ta­ge A Napoli la sa­cre­stia di­ven­ta pa­le­stra di bo­xe

«NON AVE­VO SPA­ZI PER OSPI­TA­RE LE LE­ZIO­NI, MA NON PO­TE­VO MAN­DA­RE VIA I RAGAZZI», DI­CE DON AN­TO­NIO LOFFREDO, CHE SI OCCUPA DEI GIO­VA­NI DIF­FI­CI­LI. «I MAE­STRI? CAMPIONI DELLA PO­LI­ZIA: CO­SÌ CROL­LA­NO PRE­GIU­DI­ZI»

GENTE - - Sommario - DI ALESSANDRA GA­VAZ­ZI

Gan­cio e mon­tan­te si pro­va­no sot­to l’oc­chio della Ma­don­na. Sac­chi e ring in­ve­ce so­no pro­prio al cen­tro, sot­to San Vin­cen­zo: è lui il pri­mo spet­ta­to­re agli al­le­na­men­ti. E se Cri­sto in­co­ro­na­to di spi­ne pa­re guar­dar­ti fis­so, le fles­sio­ni le fai con più le­na. No, non c’è nessun sa­cri­le­gio. Ben­ve­nu­ti a San­ta Ma­ria della Sa­ni­tà, ba­si­li­ca ba­roc­ca e pa­le­stra da bo­xe per ragazzi dif­fi­ci­li. Con la be­ne­di­zio­ne di don An­to­nio Loffredo, par­ro­co da vent’an­ni a Napoli nel quar­tie­re di To­tò e idea­to­re, qual­che me­se fa, di questa ini­zia­ti­va che due vol­te a set­ti­ma­na tiene ag­gan­cia­ti, è il ca­so di di­re, ben 40 aspi­ran­ti Roc­ky tra i 7 e i 22 an­ni. «Da que­ste par­ti, sa­cro e pro­fa­no non so­no se­pa­ra­ti. E in fon­do co­sa c’è di più sa­cro della gio­ven­tù?», do­man­da sen­za re­to­ri­ca il re­li­gio­so. Si è par­la­to per questa pa­le­stra di spa­zi scon­sa­cra­ti... «Io uso solo co­se con­sa­cra­te», scher­za don An­to­nio, «a questa at­ti­vi­tà ho aper­to il chio­stro e la sa­cre­stia nella qua­le mi pre­pa­ro per la Mes­sa. Ades­so an­zi so­no qua­si i ragazzi che ospi­ta­no me e non il con­tra­rio».

L’ef­fet­to, cer­to, è un po’ stra­nian­te. An­che per­ché San­ta Ma­ria non è una chie­sa qua­lun­que. La cu­po­la di ma­io­li­che ver­di e gial­le se­gna­la la sua pre­sen­za a di­stan­za, spic­can­do so­la­re tra i tet­ti gri­gi di questa par­te di città. Den­tro, tra af­fre­schi sei­cen­te­schi, cap­pel­le e ca­ta­com­be, c’è la ve­ne­ra­tis­si­ma sta­tua di San Vin­cen­zo, da que­ste par­ti ‘O Mu­na­co­ne, il mo­na­co­ne, che secondo la tra­di­zio­ne nel 1836 di­fe­se Napoli da un’epi­de­mia di co­le­ra. E in una nic­chia si tro­va an­co­ra un ri­trat­to di Ver­gi­ne del V se­co­lo, la più an­ti­ca mai raf­fi­gu­ra­ta da que­ste par­ti. Ed ec­co al­lo­ra per­ché è an­co­ra più par­ti­co­la­re il pro­get­to cui ha da­to vi­ta don An­to­nio con Fon­da­zio­ne di co­mu­ni­tà San Gen­na­ro e L’Al­tra Napoli Onlus. L’idea della bo­xe pe­rò non è na­ta da lo­ro. «Que­sto quar­tie­re è un ghet­to in­tro­ver­so, ci co­no­scia­mo tut­ti e le per­so­ne non ama­no le no­vi­tà, tut­to ciò che vie­ne da “fuo­ri”. Per di­re, all’inizio quan­do re­stau­ram­mo le ca­ta­com­be e le aprim­mo al pubblico per­si­no i tu­ri­sti erano visti con un cer­to so­spet­to», ricorda don An­to­nio. «Dun­que i ragazzi di qui non avreb­be­ro mai ade­ri­to a un pro­get­to pro­po­sto dall’al­to. So­no sta­ti gli ope­ra­to­ri della Onlus a fa­re lo­ro la do­man­da giu­sta: “Di co­sa avre­ste bi­so­gno e in­ve­ce man­ca nel quar­tie­re?”». La ri­spo­sta è sta­ta ap­pun­to il pu­gi­la­to. «Pen­sa­va­no che non avrem­mo ac­cet­ta­to per­ché l’equa-

zio­ne nella lo­ro te­sta era pu­gni ugua­le a vio­len­za. Igno­ra­va­no che la bo­xe è di­sci­pli­na, ri­spet­to del­le re­go­le e dell’av­ver­sa­rio, ca­na­liz­za­zio­ne del­le ener­gie e della rab­bia». Il sì è sta­to im­me­dia­to, ma non c’erano spa­zi adeguati. «Aspet­tia­mo da an­ni l’as­se­gna­zio­ne di un grande edi­fi­cio, be­ne del Co­mu­ne a de­sti­na­zio­ne so­cia­le. For­se dopo Pa­squa fi­nal­men­te ci sa­rà da­to. Pe­rò non avrei po­tu­to ri­spon­de­re ai ragazzi: “Sì, lo fa­re­mo, ma l’an­no pros­si­mo”. Pur di non per­der­li in­tan­to ho aper­to lo­ro la sa­cre­stia». Un espe­ri­men­to che ha fun­zio­na­to an­che gra­zie a un aiu­to non co­sì ov­vio da que­ste par­ti. «Il que­sto­re An­to­nio De Je­su ci ha da­to il pie­no sup­por­to co­sì co­me il gruppo spor­ti­vo del­le Fiam­me Oro della Po­li­zia: i mae­stri so­no il già bronzo olim­pi­co Vin­cen­zo Pi­car­di e Do­na­to Co­sen­za». Que­gli al­le­na­men­ti tra sta­tue, nel pro­fu­mo d’in­cen­so, so­no al­lo­ra di­ven­ta­ti un mo­men­to edu­ca­ti­vo, di­cia­mo, per en­tram­be le par­ti. «Tra i ragazzi della Sa­ni­tà e i po­li­ziot­ti c’è da sem­pre un rap­por­to con­flit­tua­le fat­to di pre­giu­di­zi che so­no ca­du­ti uno a uno co­no­scen­do­si», rac­con­ta con orgoglio il sa­cer­do­te. «An­zi, i mae­stri di­co­no già che sta cre­scen­do qual­che cam­pio­ne del fu­tu- ro, han­no ri­co­no­sciu­to ta­len­ti che sen­za una chance sa­reb­be­ro ri­ma­sti se­pol­ti». Una pos­si­bi­li­tà non scon­ta­ta. «La gio­ven­tù qua è sem­pre dif­fi­ci­le, an­che in con­di­zio­ni di par­ten­za “nor­ma­li”. Ma noi qui ospi­tia­mo con gio­ia so­prat­tut­to quel­le che Ge­sù chia­ma­va le “pie­tre di scar­to”, i ragazzi che so­no già sta­ti al car­ce­re mi­no­ri­le di Ni­si­da, per esem­pio. È gra­zie a que­sti rap­por­ti, que­sto sta­re in­sie­me, se riu­scia­mo a re­cu­pe­ra­re si­tua­zio­ni che po­treb­be­ro de­ge­ne­ra­re».

Nella Napoli del tu­ri­smo record, del Cri­sto Ve­la­to e del­le na­vi da cro­cie­ra che sen­za so­sta at­trac­ca­no al mo­lo Be­ve­rel­lo, del Ma­schio An­gioi­no e del Ve­su­vio che ve­glia sul Gol­fo, questa sem­bra una real­tà de­sti­na­ta a sva­ni­re. O a ri­ma­ne­re in pe­nom­bra. «La città sta cam­bian­do sfu­ma­tu­ra, ma non dap­per­tut­to. I pro­ble­mi di fon­do non so­no ri­sol­ti. La ri­spo­sta, co­me in que­sto ca­so, può ve­ni­re solo dal bas­so». Di­ce­va To­tò ne­gli An­ni ‘50 che al­la Sa­ni­tà la vi­ta è una guer­ra. Set­te de­cen­ni dopo i suoi ni­po­ti­ni la com­bat­to­no an­co­ra. A suon di pu­gni, sì, ma sot­to l’oc­chio della Ma­don­na.

GANCI SACRI Napoli. Do­na­to Co­sen­za, 27 an­ni, pu­gi­le del­le Fiam­me Oro della Po­li­zia, in­sie­me con un al­lie­vo sul ring al­le­sti­to nella sa­cre­stia della Ba­si­li­ca di San­ta Ma­ria della Sa­ni­tà. In­tor­no, al­tri ragazzi si al­le­na­no ai sac­chi. (Fo­to Ro­ber­to Sa­lo­mo­ne).

di Alessandra Ga­vaz­zi «CO­SÌ SI IMPARA LA DI­SCI­PLI­NA» Vin­cen­zo Pi­car­di, 35 an­ni, pu­gi­le del­le Fiam­me oro della Po­li­zia e bronzo ca­te­go­ria pe­si piu­ma al­le Olim­pia­di di Pe­chi­no 2008, mo­stra a un al­lie­vo con i guan­to­ni co­me di­fen­der­si dal gan­cio dell’av­ver­sa­rio. Al­tri ragazzi li os­ser­va­no e im­pa­ra­no. «Chie­den­do di fa­re bo­xe pen­sa­va­no tut­ti al­la vio­len­za», di­ce don An­to­nio Loffredo, «e in­ve­ce han­no sco­per­to la di­sci­pli­na».

FLES­SIO­NI PRI­MA DELLA MES­SA Un al­lie­vo eser­ci­ta la re­si­sten­za di brac­cia e gam­be sot­to un di­pin­to del Cri­sto e ac­can­to al­la sta­tua della Ver­gi­ne. Sul­lo sfon­do, il mis­sio­na­rio fran­ce­sca­no pa­dre Ar­ca­dio Si­cher in pa­ra­men­ti li­tur­gi­ci pri­ma della Mes­sa con un col­la­bo­ra­to­re. Sot­to, un giovane si al­le­na con il sac­co da bo­xe.

SAN FRAN­CE­SCO LI OS­SER­VA Napoli. Quat­tro al­lie­vi im­pe­gna­ti nelle fles­sio­ni sot­to lo sguar­do della sta­tua di San Fran­ce­sco d’As­si­si. Sot­to, al­tri ragazzi ri­las­sa­no il cor­po con al­cu­ni eser­ci­zi di al­lun­ga­men­to dei mu­sco­li dopo una ses­sio­ne di al­le­na­men­to: per po­stu­ra e rac­co­gli­men­to sem­bra che stia­no pre­gan­do. Fre­quen­ta­no la sa­cre­stia 40 aspi­ran­ti pu­gi­li, an­che di 7 an­ni. «Secondo i mae­stri ci so­no campioni in er­ba», di­ce fie­ro don An­to­nio. La sua Onlus ge­sti­sce inol­tre grup­pi di mu­si­ca, tea­tro e una ca­sa edi­tri­ce vo­ta­ta al so­cia­le.

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