Il guan­to che può pre­ve­de­re il mor­bo di Parkinson

IL DI­SPO­SI­TI­VO, CHE SI CHIA­MA DAFNE, VIE­NE COL­LE­GA­TO AL­LA MA­NO DEL PA­ZIEN­TE. «CO­SÌ RICONOSCIAMO LA PA­TO­LO­GIA SET­TE AN­NI PRI­MA CHE SI MANIFESTI», SPIE­GA FILIPPO CA­VAL­LO, A CA­PO DEL PRO­GET­TO

GENTE - - Sommario - DI FRAN­CE­SCO VI­CA­RIO

CON IL SUO AIU­TO SI POS­SO­NO INI­ZIA­RE LE TE­RA­PIE PREVENTIVE DU­RAN­TE I TE­ST È STA­TO EF­FI­CA­CE NELL’80 PER CEN­TO DEI CA­SI

Por­ta il no­me della nin­fa che fe­ce in­na­mo­ra­re il dio Apol­lo, Dafne. Non par­lia­mo di un rac­con­to mi­to­lo­gi­co, ma del nuo­vo avam­po­sto che la tec­ni­ca scien­ti­fi­ca ha mes­so a di­spo­si­zio­ne della lot­ta al mor­bo di Parkinson. Ha la for­ma di un guan­to. O me­glio: si trat­ta di tre anel­li col­le­ga­ti a un brac­cia­le che aiu­ta­no a sa­pe­re con mol­to anticipo se la per­so­na che li in­dos­sa è un po­ten­zia­le ma­la­to.

Il pro­get­to è sta­to coor­di­na­to dall’isti­tu­to di Bio­ro­bo­ti­ca della Scuo­la su­pe­rio­re Sant’An­na di Pisa as­sie­me al re­par­to di Neu­ro­lo­gia dell’ospe­da­le Apua­ne di Mas­sa, do­ve è av­ve­nu­ta la spe­ri­men­ta­zio­ne, men­tre l’Uni­ver­si­tà di Fi­ren­ze ne ha cu­ra­to il de­si­gn e il Cnr di Pisa si è oc­cu­pa­to di ana­liz­za­re i da­ti sta­ti­sti­ci. « Co­me è na­to? Sem­pli­ce, con i miei col­le­ghi ci sia­mo guar­da­ti in fac­cia e ci sia­mo chie- sti: esi­ste uno stru­men­to in gra­do di ren­de­re og­get­ti­va l’ana­li­si del Parkinson, ana­li­si che og­gi vie­ne fat­ta a oc­chio nu­do dal neu­ro­lo­go? Ri­spo­sta: no. E ci sia­mo messi a la­vo­ra­re ».

Filippo Ca­val­lo, 43 an­ni, ha la pas­sio­ne per i per­so­nag­gi della mi­to­lo­gia (« Spes­so chia­mo con i lo­ro no­mi i miei pro­get­ti», rac­con­ta) e una qua­li­fi­ca che occupa più di tre ri­ghe di te­sto. In sol­do­ni è il ri­cer­ca­to­re dell’isti­tu­to di Bio­ro­bo­ti­ca del Sant’An­na di Pisa che ha da­to vi­ta a Dafne. E ci spie­ga in che co­sa con­si­ste la sua rivoluzione. « Og­gi il Parkinson si in­di­vi­dua at­tra­ver­so una serie di te­st mo­to­ri, fi­si­ci, che ven­go­no in­ter­pre­ta­ti uti­liz­zan­do un pro­to­col­lo fis­so, in cui ven­go­no in­se­ri­ti i va­lo­ri cor­ri­spo­nen­ti a ogni mo­vi­men­to, in una sca­la da ze­ro a 4 (dall’as- sen­za al­la cer­tez­za dei sin­to­mi). La som­ma di que­sti nu­me­ri com­ple­ta il qua­dro clinico». Dun­que la cor­ret­ta anam­ne­si di­pen­de so­prat­tut­to dal mar­gi­ne di er­ro­re del­lo spe­cia­li­sta.

«Dafne leg­ge, in­ve­ce, que­sti ri­sul­ta­ti uti­liz­zan­do un al­go­rit­mo e ri­spon­de co­sì a tre esi­gen­ze. Pri­mo, mi­glio­ra l’ac­cu­ra­tez­za della dia­gno­si. Poi, ta­ra me­glio le te­ra­pie far­ma­co­lo­gi­che. In­fi­ne, pun­to più im­por­tan­te, of­fre in­di­ci che per­met­to­no di mi­su­ra­re il Parkinson an­co­ra pri­ma che sia evi­den­te. Quan­do una per­so­na si ri­vol­ge a un me­di­co lo fa per­ché ha già avu­to le pri­me av­vi­sa­glie della ma­lat­tia, co­me i tre­mo­ri o l’im­pos­si­bi­li­tà di com­pie­re mo­vi­men­ti fi­no al gior­no pri­ma na­tu­ra­lis­si­mi. In real­tà que­sto non si­gni­fi­ca che il Parkinson sia in­sor­to du­ran­te la not­te, ma che già era pre­sen­te in mo­do si­len-

te. Sap­pia­mo, gra­zie all’ac­cu­ra­tez­za dia­gno­sti­ca offerta da ri­so­nan­ze ma­gne­ti­che e Tac, che il mor­bo può es­se­re pre­sen­te nell’or­ga­ni­smo an­che set­te-ot­to an­ni pri­ma dell’in­sor­ge­re dei se­gna­li fi­si­ci. Ed ec­co lo sco­po della spe­ri­men­ta­zio­ne offerta da Dafne: ar­ri­va­re a dia­gno­sti­ca­re il mor­bo con pre­ci­sio­ne e con mol­to pre­av­vi­so».

Co­me fun­zio­na in con­cre­to que­sto non-guan­to, co­me lo chia­ma­no i tec­ni­ci? «Può es­se­re uti­liz­za­to sia sul­la ma­no sia sul pie­de. I di­ta­li ven­go­no col­le­ga­ti al­le estre­mi­tà, il brac­cia­le al pol­so o al­la caviglia. Dafne a quel pun­to mi­su­ra i mo­vi­men­ti de­gli ar­ti e li tra­sfe­ri­sce via blue­too­th a un com­pu­ter che li ela­bo­ra e da­rà i ri­sul­ta­ti. L’ope­ra­zio­ne, in tut­to, du­ra cir­ca un’ora». La spe­ri­men­ta­zio­ne, che non è an­co­ra com­ple­ta­ta, ha da­to fi­no­ra ri­sul­ta­ti mol­to in­co­rag­gian­ti. «Ab­bia­mo se­le­zio­na­to tren­ta pa­zien­ti: die­ci pre­sen­ta­va­no di­stur­bi ol­fat­ti­vi, che ca­rat­te­riz­za­no - è di­mo­stra­to - un’altissima per­cen­tua­le di ma­la­ti di Parkinson, die­ci erano sog­get­ti sa­ni e die­ci ma­la­ti con­cla­ma­ti. In­trec­cian­do i ri­sul­ta­ti og­gi pos­sia­mo di­re che Dafne, nell’80 per cen­to dei ca­si, ri­co­no­sce un fu­tu­ro ma­la­to».

La fron­tie­ra della dia­gno­si pre­co­ce apre la stra­da a una serie di stra­te­gie. «Pre­sto si po­tran­no at­ti­va­re pro­to­col­li neu­ro­pro­tet­ti­vi, ria­bi­li­ta­zio­ni o trat­ta­men­ti far­ma­co­lo­gi­ci da fa­re pri­ma che il Parkinson sia con­cla­ma­to. Ec­co per­ché la spe­ri­men­ta­zio­ne sta an­dan­do avan­ti: per ri­dur­re il mar­gi­ne di er­ro­re e fa­re in mo­do che Dafne rag­giun­ga la cer­ti­fi­ca­zio­ne bio­me­di­ca­le per ren­de­re mu­tua­bi­li le cu­re preventive ».

Il Sant’An­na, fio­re all’oc­chiel­lo della ri­cer­ca ita­lia­na, è il luo­go do­ve il fu­tu­ro sem­bra già ar­ri­va­to. Per Gen­te il dot­tor Ca­val­lo e i suoi col­la­bo­ra­to­ri han­no po­sa­to in­sie­me con quat­tro ro­bot, dei qua­li stan­no ul­ti­man­do la spe­ri­men­ta­zio­ne. « Si trat­ta di ro­bo­ti­ca as­si­sten­zia­le: so­no, in so­stan­za, ba­dan­ti. Aiu­ta­no gli an­zia­ni o chi ha dif­fi­col­tà a cam­mi­na­re, tra­spor­ta­no og­get­ti, por­ta­no la spe­sa a ca­sa, get­ta­no la spaz­za­tu­ra, pos­so­no ad­di­rit­tu­ra ri­cor­da­re di as­su­me­re i me­di­ci­na­li usati nel trat­ta­men­to del­le ma­lat­tie cro­ni­che e di al­tro ti­po. Ora uno di que­sti sta per par­ti­re per l’ospe­da­le di San Gio­van­ni Ro­ton­do e de­but­ta­re sul campo». An­che questa è l’Italia che il mon­do ci in­vi­dia.

IL RI­SUL­TA­TO IN ME­NO DI UN’ORA Pec­cio­li (Pisa). Il dot­tor Filippo Ca­val­lo (al cen­tro), 43 an­ni, del Sant’An­na di Pisa, con­trol­la un pa­zien­te che in­dos­sa Dafne: la mac­chi­na ana­liz­za i mo­vi­men­ti e in me­no di un’ora sve­la se c’è il ri­schio di svi­lup­pa­re il Parkinson. A si­ni­stra, una col­la­bo­ra­tri­ce del dot­tor Ca­val­lo mo­stra Dafne. (Fo­to Clau­dio Ba­ron­ti­ni).

HAN­NO IDEA­TO I RO­BOT BA­DAN­TI Pec­cio­li (Pisa). Il dot­tor Ca­val­lo e i suoi col­la­bo­ra­to­ri po­sa­no con un al­tro fio­re all’oc­chiel­lo dell’isti­tu­to di Bio­ro­bo­ti­ca. «So­no i ro­bot che as­si­sto­no gli an­zia­ni: por­ta­no la spe­sa, ri­cor­da­no i far­ma­ci da as­su­me­re, get­ta­no l’im­mon­di­zia», di­ce il ri­cer­ca­to­re.

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