Al­lar­me per i co­lo­ri dei ta­tuag­gi

GENTE - - Sommario - DI FRAN­CE­SCO GI­RO­NI

Great Wall Yel­low, Du­bai Gold, Sai­lor Jer­ry Red, Black Mam­ba, Green Be­ret, Hot Pink, Ba­na­na Cream, Li­ning Green, Li­ning Red Light e Blue Iris. Noi pos­sia­mo chia­mar­le va­ria­zio­ni sui to­ni dei co­lo­ri ver­de, nero, ros­so, oro, ro­sa e blu che, se per i co­mu­ni mortali vor­ran­no di­re po­co, per i pa­ti­ti dei ta­tuag­gi pos­so­no an­che rap­pre­sen­ta­re la dif­fe­ren­za, se­con­do lo­ro, tra ri­tro­var­si di­se­gna­ta sul cor­po “una cro­sta” o “un ca­po­la­vo­ro”. Ora pe­rò, se­con­do il mi­ni­ste­ro del­la Sa­lu­te, so­no an­che il di­scri­mi­ne tra il rischiare una rea­zio­ne al­ler­gi­ca o ad­di­rit­tu­ra un can

DIE­CI CO­LO­RI AC­CE­SI DI­CHIA­RA­TI FUO­RI LEG­GE. NON SO­NO I PRI­MI, NON SA­RAN­NO GLI UL­TI­MI. «OG­GI SO­NO TUT­TI AL­LA RI­CER­CA DEI PIG­MEN­TI PIÙ FOR­TI, SEN­ZA SA­PE­RE CHE SO­NO QUEL­LI PIÙ INSIDIOSI», DI­CE IL DE­CA­NO DEI TA­TUA­TO­RI ITA­LIA­NI

cro: “di­vie­to di com­mer­cia­liz­za­zio­ne, ri­ti­ro e ri­chia­mo”, si leg­ge nel­la no­ti­fi­ca del mi­ni­ste­ro che ha tol­to dal mer­ca­to que­sti die­ci co­lo­ri uti­liz­za­ti per ta­tuag­gi.

Nel suo stu­dio nel cen­tro sto­ri­co di Mi­la­no, Gian Mau­ri­zio Fer­cio­ni non si stu­pi­sce. «A gen­na­io c’era sta­to un prov­ve­di­men­to ana­lo­go e un al­tro an­che a di­cem­bre», ri­cor­da a Gen­te. Lui è il de­ca­no dei ta­tua­to­ri ita­lia­ni (nel 1974 aprì il pri­mo Tat­too stu­dio in Ita­lia) e ha vi­sto tra­sfor­mar­si quel­li che era­no i di­se­gni che ba­gni­ni e ma­ri­nai si fa­ce­va­no in­ci­de­re sul­la pel­le in una mo­da. Lo con­fer­ma­no i da­ti: in po­chi an­ni sia­mo pas­sa­ti dai cir­ca 1.300 stu­di re­gi­stra­ti nel 2012 ai 4.315 del set­tem­bre 2018, men­tre i “ta­tua­ti” so­no cir­ca 7,7 mi­lio­ni, il 13 per cen­to del­la po­po­la­zio­ne dai 12 an­ni in su, so­prat­tut­to don­ne.

«Og­gi so­no tut­ti al­la ri­cer­ca dei co­lo­ri più for­ti, più sgar­gian­ti, sen­za sa­pe­re che i ta­tuag­gi ec­ces­si­va­men­te co­lo­ra­ti so­no quel­li che po­ten­zial­men­te po­treb­be­ro cau­sa­re più pro­ble­mi», ag­giun­ge Fer­cio­ni. «È stu­pi­do usa­re co­lo­ri che sem­bra­no ec­cel­len­ti ma dei qua­li si sa po­co», ag­giun­ge ri­cor­dan­do per esem­pio che «un tem­po cia­scun ta­tua­to­re si pre­pa­ra­va i suoi co­lo­ri uti­liz­zan­do pig­men­ti pu­ri, anal­ler­gi­ci. Og­gi so­no tut­ti pro­dot­ti chi­mi­ci». Ri­sul­ta­to? Un’in­da­gi­ne dell’Isti­tu­to su­pe­rio­re di sa­ni­tà ri­le­va co­me il 3,3 per cen­to dei ta­tua­ti di­chia­ri di aver avu­to com­pli­can­ze o rea­zio­ni: do­lo­re, gra­nu­lo­mi, ispes­si­men­to del­la pel­le, rea­zio­ni al­ler­gi­che, in­fe­zio­ni e pus. Ma il da­to ap­pa­re sot­to­sti­ma­to per­ché, se­con­do la stes­sa ri­cer­ca, più del­la me­tà di lo­ro (il 51,3 per cen­to) non si è ri­vol­to a un me­di­co o al­lo stes­so ta­tua­to­re. Co­mun­que sia, so­lo all’ospe­da­le San Raffaele di Mi­la­no c’è sta­to un au­men­to del 20 per cen­to di pa­zien­ti che si so­no re­ca­ti al re­par­to di Der­ma­to­lo­gia per pro­ble­mi le­ga­ti a un tat­too. «Pur­trop­po non ci si ren­de con­to che il ta­tuag­gio è di fatto un in­ter­ven­to chi­rur­gi­co am­bu­la­to­ria­le», spie­ga a Gen­te il pri­ma­rio di Der­ma­to­lo­gia San­to Raffaele Mer­cu­ri. «Gli in­chio­stri im­pie­ga­ti pos­so­no pro­vo­ca­re der­ma­ti­ti in­fiam­ma­to­rie, rea­zio­ni di ti­po tos­si­co e al­ler­gi­co an­che a di­ver­si an­ni da quan­do si è ef­fet­tua­to il ta­tuag­gio», ag­giun­ge. Co­me nel ca­so di una don­na che si è ri­vol­ta a lui un an­no do­po es­ser­si fat­ta ta­tua­re una mon­gol­fie­ra ros­sa sul­la co­scia «di­ven­ta­ta un pal­lon­ci­no».

Col­pa dei pig­men­ti (i co­lo­ri che at­tra­ver­so de­gli aghi so­no de­po­si­ta­ti dal ta­tua­to­re nel der­ma pro­du­cen­do il di­se­gno) che rag­giun­go­no il si­ste­ma cir­co­la­to­rio. Il pun­to è che se il pig­men­to è lo stes­so im­pie­ga­to per ren­de­re “ne­ri” gli pneu­ma­ti­ci qual­che so­spet­to sul­la sua sa­lu­bri­tà è più che le­ci­to. C’è poi uno stu­dio da­ne­se che ha mo­stra­to co­me un in­chio­stro per ta­tuag­gi su die­ci sia con­ta­mi­na­to da bat­te­ri. Pur­trop­po, co­me no­ta Au­re­lia Fon­da, del­la Di­re­zio­ne ge­ne­ra­le pre­ven­zio­ne al mi­ni­ste­ro del­la Sa­lu­te, non esi­ste an­co­ra una le­gi­sla­zio­ne pre­ci­sa: «Dal 2021 do­vreb­be en­tra­re in vi­go­re una nor­ma­ti­va eu­ro­pea», an­nun­cia. Nel frat­tem­po il con­si­glio è ve­ri­fi­ca­re con il ta­tua­to­re il colore im­pie­ga­to. Di­ce tut­to il co­sid­det­to Co­lor In­dex, l’in­di­ce in­ter­na­zio­na­le dei co­lo­ran­ti, un codice a 5-6 ci­fre pre­ce­du­to dal­le let­te­re CI: quel­li dal nu­me­ro 11000 al nu­me­ro 29999 e il 77266 sa­reb­be­ro da evi­ta­re, sug­ge­ri­sce il mi­ni­ste­ro in una no­ta. In at­te­sa che il Par­la­men­to esa­mi­ni la pro­po­sta di leg­ge per re­go­la­men­ta­re il set­to­re, sta­bi­len­do tra l’al­tro mo­da­li­tà di uso e mes­sa in com­mer­cio di pro­dot­ti per i tat­too. L’ha pre­sen­ta­ta il se­na­to­re An­drea Man­del­li il 10 mag­gio del­lo scor­so an­no.

UNO STU­DIO RI­VE­LA CHE IL 10 % DE­GLI IN­CHIO­STRI È INFETTATO DA BAT­TE­RI

ESTRE­MA PRE­CI­SIO­NE Mi­la­no. Gian Mau­ri­zio Fer­cio­ni, 72 an­ni, de­ca­no dei ta­tua­to­ri ita­lia­ni, con­cen­tra­to men­tre ese­gue un tat­too sul brac­cio di An­drea Mar­chio­ri, 22, che si è pre­sta­ta a fa­re da mo­del­la. A de­stra, al­cu­ni co­lo­ri usa­ti per i ta­tuag­gi.

ME­GLIO IL NERO DEL ROS­SO Il no­stro Fran­ce­sco Gi­ro­ni mo­stra il suo ta­tuag­gio al mae­stro Fer­cio­ni. Chi l’ha ese­gui­to ha usa­to so­lo il colore nero, tra i più si­cu­ri, so­prat­tut­to se ven­go­no im­pie­ga­ti pig­men­ti na­tu­ra­li. Il ros­so, in­ve­ce, è tra quel­li più a ri­schio di rea­zio­ni al­ler­gi­che. (Fo­to A. Le­va­ti/Sgp).

INI­ZIÒ NEL 1974 Fer­cio­ni con gli at­trez­zi del me­stie­re: un in­chio­stro nel­la ma­no si­ni­stra e la “mac­chi­net­ta” che in­tro­du­ce il pig­men­to nel­la pel­le. Ha ini­zia­to a fa­re tat­too nel ’74.

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