PER­CHÉ LA STA­GIO­NE INFLUENZALE PA­RE NON AVE­RE FI­NE?

Nell’ul­ti­ma set­ti­ma­na ol­tre 200 mi­la ita­lia­ni so­no fi­ni­ti a let­to ma­la­ti. Co­sa suc­ce­de?

GENTE - - La Gente Domanda -

L’in­fluen­za ha sem­pre avu­to una “co­da”. Que­st’an­no il pic­co influenzale si è re­gi­stra­to più tar­di, ai pri­mi di feb­bra­io, non tra di­cem­bre e gen­na­io co­me ac­ca­de­va di so­li­to e quin­di la “co­da” è ar­ri­va­ta tra mar­zo e apri­le. Ci so­no di­ver­se spie­ga­zio­ni. Tal­vol­ta i ca­si di in­fluen­za so­no pro­vo­ca­ti da una mu­ta­zio­ne del vi­rus e que­sto com­por­ta, tra l’al­tro, un pro­trar­si nel tem­po dei ca­si in­fluen­za­li. Un’al­tra spie­ga­zio­ne è in­ve­ce più sem­pli­ce: i nu­me­ri che so­no sta­ti ri­fe­ri­ti [ cir­ca 200 mi­la ca­si a set­ti­ma­na, ndr] ar­ri­va­no dal si­ste­ma di sor­ve­glian­za del­le sin­dro­mi pa­ra­in­fluen­za­li e non è det­to che ta­li sin­dro­mi sia­no pro­vo­ca­te dal vi­rus influenzale. La con­fer­ma ar­ri­ve­rà tra qual­che tem­po, con i ri­sul­ta­ti del­le ana­li­si a cam­pio­ne in cor­so di svol­gi­men­to. Il fat­to è che più ci si al­lon­ta­na dal pic­co sta­gio­na­le mag­gio­re è il nu­me­ro di ca­si pro­vo­ca­ti da vi­rus pa­ra­in­fluen­za­li, co­ro­na­vi­rus o ade­no­vi­rus, e non dal cep­po sta­gio­na­le, pur aven­do sin­to­mi mol­to si­mi­li a quel­li dell’in­fluen­za clas­si­ca in­ver­na­le.

Ri­spon­de GIO­VAN­NI REZZA dir. Di­par­ti­men­to ma­lat­tie in­fet­ti­ve Isti­tu­to su­pe­rio­re di sa­ni­tà

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