GENTE

La gente domanda

Dal 2 settembre i neo patentati devono pagare un’imposta del 22 per cento. Come è possibile?

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Purtroppo sì. A seguito della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, l’Agenzia delle Entrate (con la risoluzion­e 79 del 2 settembre 2019) ha precisato che d’ora in poi sarà applicata l’Iva al 22 per cento anche ai servizi delle autoscuole, che finora ne erano esenti. Chi si iscrive alle lezioni per la patente di guida potrebbe così dover sborsare da 150 a 250 euro in più. Ma la novità che fa discutere è che alle autoscuole potrebbero venire richiesti gli arretrati degli ultimi 5 anni. Se fosse così, ogni autoscuola dovrebbe versare allo Stato l’Iva del 22 per cento sulle patenti conseguite dai propri clienti dal 2014 a oggi. Una stangata che potrebbe spingerle, per rifarsi della perdita, a rivalersi sui futuri neo patentati con rincari assurdi, ben superiori al costo dell’Iva. Ma con la richiesta degli arretrati si violerebbe lo Statuto dei diritti del contribuen­te, che tutela gli italiani nei rapporti con il fisco. Per la retroattiv­ità non basta, infatti, una sentenza della Corte di giustizia della Ue o una risoluzion­e dell’Agenzia delle Entrate. Occorre una legge del Parlamento, che per ora non c’è.

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Risponde MASSIMILIA­NO DONA presidente Unione nazionale consumator­i

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