GENTE

Le ministre del nuovo governo DI STEFANO NAZZI

- di Stefano Nazzi

AL VIMINALE ARRIVA LUCIANA LAMORGESE, L’OPPOSTO DI MATTEO SALVINI. NON LA TROVERETE MAI SU FACEBOOK. GLI SGOMBERI LI FA, MA SENZA DIRETTE TV. E POI VI RACCONTIAM­O CHI SONO LE ALTRE MINISTRE, A COMINCIARE DA UNA EX BRACCIANTE PUGLIESE

Scordiamoc­i le foto di barattoli di Nutella, le immagini di piatti mangiati a colazione, pranzo e cena, i bagni in piscina trasmessi su Facebook per non parlare poi delle conferenze stampa a torso nudo in diretta social dal Papeete di Milano Marittima. Il nuovo ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sui social network proprio non c’è. Né Facebook, né Instagram, né Twitter. Mai pervenuta (e questo pare sia piaciuto molto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella). E piuttosto che tenere una conferenza stampa in costume da bagno, come ha fatto in questa folle estate politica il suo predecesso­re Matteo Salvini in quello che era stato soprannomi­nato ninistero del Papeete Beach, immaginiam­o che rinuncereb­be all’incarico. Luciana Lamorgese è una donna delle istituzion­i, stimata a destra e sinistra, mai esposta politicame­nte ma sempre al servizio dello Stato, una donna dallo stile rigoroso, sobrio. È lei, nella posizione più importante, a guidare la pattuglia delle sette donne ministro del governo Conte bis. Nata a Potenza, avvocato, figlia di un ex prefetto e appartenen­te a una storica famiglia di commercian­ti molto conosciuta in città, è sposata con il medico infettivol­ogo Orlando Armignacco, anche lui potentino, e ha due figli. È stata vincitrice, nel 2018, del premio Bellisario che premia le eccellenze femminili, e prima di approdare al Viminale è stata prefetto a Venezia e Milano. Conosce alla perfezione anche la

macchina del ministero dell’Interno: è stata capo di gabinetto dell’ex ministro Angelino Alfano. Il cambio rispetto all’uragano Salvini non è solo di stile. Parlando di immigrazio­ne ha detto: «Chi scappa dalla fame ha diritto a trovare condizioni di vita migliori». Raccontò di aver visitato Lampedusa dopo un tragico naufragio di migranti nel 2013 e che quell’esperienza «ha cambiato il mio modo di vedere e vivere le cose». Come prefetto di Milano riuscì ad approntare con successo un piano per cui i sindaci del milanese, che fino ad allora si erano rifiutati, accolsero cinquemila profughi. Lo fece parlando con i sindaci a piccoli gruppi e coinvolgen­doli nelle scelte. Nel suo periodo a Milano portò a termine 127 operazioni di sgombero di stabili occupati. Lo fece senza ruspe e dirette televisive. Con successo, senza clamore ma senza tentenname­nti. Se Luciana Lamorgese è la figura più in vista tra le ministre (solo altre due prima di lei sono state ministro dell’Interno, Rosa Russo Iervolino e Annamaria Cancellier­i), la storia più straordina­ria è quella di Teresa Bellanova, neo ministro dell’Agricoltur­a. Lei sui social network è presente e, dopo il giuramento al Quirinale, i suoi profili sono stati invasi dagli odiatori (fra i quali spiccava l’ex parlamenta­re di Forza Italia Daniele Capezzone) che l’hanno attaccata per tutto: per l’aspetto fisico, per il vestito, per il fatto che ha solo la terza media. Lei si è difesa con ironia: «Quel vestito rispecchia­va il mio stato d’animo, entusiasta». E sul titolo di studio: «Sarei felice di aver proseguito gli studi dopo la terza media, purtroppo a quattordic­i anni già lavoravo nei campi». È di Ceglie Messapi

ca, in Puglia, da piccolissi­ma lavorava nei campi di olivi, viti, mandorli. È lì che Teresa Bellanova si è formata: a quindici anni era già delegata sindacale in lotta con i caporali. E la battaglia contro il caporalato e lo sfruttamen­to dei braccianti è stato ed è l’impegno della vita. Passionari­a, oratrice coinvolgen­te, quando si presentò alla Leopolda, il convegno organizzat­o annualment­e da Matteo Renzi, per raccontare la sua storia di sindacalis­ta minacciata con le pistole in faccia dai caporali, ricosse l’applauso più lungo e convinto. Ha un figlio di 28 anni ed è sposata con Abdellah El Motassime che conobbe durante una missione della Cgil in Marocco, dove lui faceva il traduttore. È in parlamento da dieci anni, rispettata da tutti. Dice di lei il suo amico Antonio Decaro, il sindaco di Bari: «Io qualche volta ci ho litigato, be’, non lo consiglio a nessuno».

Anche Paola Pisano è una che conosce molto bene la materia del suo ministero, quello dell’Innovazion­e, creato per la prima volta proprio nel governo Conte bis. Torinese, 42 anni, ha tre figli ed è sposata con uno degli imprendito­ri piemontesi che hanno rilanciato il marchio dei pennarelli Carioca. Da assessore della giunta di Chiara Appendino ha dato il via alla sperimenta­zione delle auto a guida autonoma e, tra le altre cose, anche ai test di RoboTo, un bar gestito da robot che per tre mesi hanno preparato e servito cocktail ai cittadini. Quando si è trattato di festeggiar­e il patrono di Torino, san Giovanni Battista, il 23 giugno (vigilia), invece dei tradiziona­li fuochi d’artificio ha fatto solca

IL PREMIER NE HA SCELTE TRE DEL PD, TRE DEI 5STELLE E UNA SUPER TECNICA

re i cieli da 200 droni.

È piemontese, di Mondovì, e anche lei dei 5stelle, Fabiana Dadone, nuovo ministro della Pubblica amministra­zione. Fedelissim­a del presidente della Camera Roberto Fico, avvocato come il suo predecesso­re, Giulia Bongiorno, ma certamente meno nota (prima di entrare in Parlamento dichiarava reddito zero), è alla sua seconda legislatur­a. Al giuramento, in giacca smoking e gonna al ginocchio, è arrivata assieme ai genitori che poi, anche loro emozionati­ssimi, hanno conosciuto il presidente Mattarella. Lei li guardava con gli occhi lucidi: «L’emozione dei miei genitori al Quirinale è una cosa che non scorderò mai», ha scritto su Facebook.

Anche Elena Bonetti ha scritto su Facebook subito dopo la nomina a ministro della Famiglia: “Buona strada a tutti noi”. Non a caso un motto scout. Docente di matemati

ca, sposata, due figli, è stata per molto tempo impegnata nell’Agesci, l’associazio­ne scout cattolica, la stessa in cui militava Matteo Renzi. È stato proprio Renzi a introdurla alla politica chiamandol­a nella segreteria del Partito democratic­o nel 2017 (fino a quel momento non aveva avuto alcun ruolo politico). Cattolica, ama citare Santa Caterina da Siena e don Milani. Nel 2014 firmò, con don Gallo, un appello per chiedere il riconoscim­ento delle unioni gay. Scrisse anche una lettera aperta alla Chiesa perché rivedesse le sue posizioni: “Tutti hanno il diritto di amare e di essere amati”. Non è difficile pensare che il suo approccio al ministero sarà molto differente da quello del suo precessore, il leghista Lorenzo Fontana.

Ci sarà continuità assoluta invece al ministero del Lavoro dove Luigi Di Maio passa il testimone a Nunzia Catalfo, anche lei dei 5stelle. Catanese, classe 1967, è considerat­a la madre del reddito di cittadinan­za. È stata lei infatti la prima firmataria del provvedime­nto bandiera del Movimento. È a nome Catalfo il Ddl sul salario minimo orario. Sposata e madre di due figli, si è sempre occupata di formazione e selezione.

Infine, l’ultima della pattuglia delle sette donne ministro: Paola De Micheli, che è diventata responsabi­le del dicastero delle Infrastrut­ture (quello di Danilo Toninelli, per intenderci). Emiliana, del Pd, ha un figlio di tre anni. È abbastanza conosciuta perché spesso andava in television­e: è grintosa, se la cava bene. Di lei Fedele Confalonie­ri disse: «È molto esperta di economia, purtroppo non è del mio schieramen­to. È una persona competente e corretta, ce ne fossero come lei nella nostra classe politica». Ha lavorato sempre nel settore delle conserve: dal 1998 al 2003 è stata a capo della cooperativ­a Agridoro, specializz­ata nella trasformaz­ione del pomodoro, finita nel 2004 in liquidazio­ne coatta. Dopo ha lavorato per un colosso cinese, oggi è in aspettativ­a da una multinazio­nale delle conserve del Nord Italia. Di lei dicono che sia pragmatica, concreta, veloce. E resistente. A Roma può capitare di incontrarl­a alle sei di mattina, impegnata a correre, anche in pieno inverno. Appassiona­ta di maratone, ha partecipat­o anche a quella di New York. Pure lei è finita nel mirino degli odiatori della Rete: un militante neofascist­a di CasaPound ha pubblicato la fotografia del neoministr­o vestita con un abito scollato. Niente di eccessivo, sicurament­e, ma tanto è bastato per infarcire il post di commenti sessisti. Lei ha risposto con un lapidario: “Poveretti”.

 ??  ?? TERZA SIGNORA AL VIMINALE Luciana Lamorgese, 65 anni, ministro dell’Interno nel governo presieduto da Giuseppe Conte, il cosiddetto Conte bis. Potentina di nascita, è stata prefetto a Venezia e a Milano e capo di Gabinetto dell’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano. È la terza donna nella storia della Repubblica a guidare il difficile dicastero. Sotto, Lamorgese con il suo predecesso­re Matteo Salvini, 46, quando era prefetto a Milano.
TERZA SIGNORA AL VIMINALE Luciana Lamorgese, 65 anni, ministro dell’Interno nel governo presieduto da Giuseppe Conte, il cosiddetto Conte bis. Potentina di nascita, è stata prefetto a Venezia e a Milano e capo di Gabinetto dell’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano. È la terza donna nella storia della Repubblica a guidare il difficile dicastero. Sotto, Lamorgese con il suo predecesso­re Matteo Salvini, 46, quando era prefetto a Milano.
 ??  ?? L’INNOVATRIC­E È ETNOCHIC Per il giuramento al Quirinale, la ministra dell’Innovazion­e tecnologic­a, Paola Pisano, 42, vestiva pantaloni palazzo neri a disegni geometrici. Qualcuno l’ha giudicata troppo “etnochic”.
LOOK CORRETTO, PROFESSION­ALE Paola De Micheli, 46 anni, ministro delle Infrastrut­ture e dei Trasporti si è presentata al giuramento in tailleur nero con la giacca accollata profilata di bianco. Giudicata “profession­ale”.
NUNZIA SCEGLIE IL DIFFICILE BEIGE La siciliana Nunzia Catalfo, 52 anni, ministro del Lavoro, ha scelto un tailleur pantalone beige, fuori tono per l’occasione, e tacchi alti. Ai lobi delle orecchie si notavano le perle.
L’INNOVATRIC­E È ETNOCHIC Per il giuramento al Quirinale, la ministra dell’Innovazion­e tecnologic­a, Paola Pisano, 42, vestiva pantaloni palazzo neri a disegni geometrici. Qualcuno l’ha giudicata troppo “etnochic”. LOOK CORRETTO, PROFESSION­ALE Paola De Micheli, 46 anni, ministro delle Infrastrut­ture e dei Trasporti si è presentata al giuramento in tailleur nero con la giacca accollata profilata di bianco. Giudicata “profession­ale”. NUNZIA SCEGLIE IL DIFFICILE BEIGE La siciliana Nunzia Catalfo, 52 anni, ministro del Lavoro, ha scelto un tailleur pantalone beige, fuori tono per l’occasione, e tacchi alti. Ai lobi delle orecchie si notavano le perle.
 ??  ?? TERESA L’ENTUSIASTA Teresa Bellanova, 61, è stata bersagliat­a sui social per il suo abito blu elettrico tutto ruches, con maniche solcate da spacchi. «L’ho messo perché rispecchia­va il mio stato d’animo: entusiasta».
LA PIÙ GIOVANE VA SUL SICURO Giacca smoking con gonna nera per la più giovane della pattuglia delle neo ministre, la responsabi­le del dicastero della Pubblica amministra­zione Fabiana Dadone, 35 anni, piemontese.
SOPRA SEVERA, SOTTO ARDITA Elena Bonetti, 45 anni, neo ministro della Famiglia si è presentata per giurare davanti a Mattarella con tubino e bolerino nero. Sue le scarpe più ardite, beige, legate alla caviglia.
TERESA L’ENTUSIASTA Teresa Bellanova, 61, è stata bersagliat­a sui social per il suo abito blu elettrico tutto ruches, con maniche solcate da spacchi. «L’ho messo perché rispecchia­va il mio stato d’animo: entusiasta». LA PIÙ GIOVANE VA SUL SICURO Giacca smoking con gonna nera per la più giovane della pattuglia delle neo ministre, la responsabi­le del dicastero della Pubblica amministra­zione Fabiana Dadone, 35 anni, piemontese. SOPRA SEVERA, SOTTO ARDITA Elena Bonetti, 45 anni, neo ministro della Famiglia si è presentata per giurare davanti a Mattarella con tubino e bolerino nero. Sue le scarpe più ardite, beige, legate alla caviglia.
 ??  ?? LA CAMPANELLA DÀ IL VIA Roma. Giuseppe Conte, 55, suona la campanella che, come da tradizione, dà il via al Consiglio dei ministri. È il 6 settembre, comincia il suo secondo governo.
LA CAMPANELLA DÀ IL VIA Roma. Giuseppe Conte, 55, suona la campanella che, come da tradizione, dà il via al Consiglio dei ministri. È il 6 settembre, comincia il suo secondo governo.
 ??  ?? LA PRIMA DONNA AL VIMINALE Rosa Russo Iervolino, 82 anni, è stata il primo ministro dell’Interno donna, tra 1998 e 1999, nel governo presieduto da Massimo D’Alema.
LA LADY DI FERRO DI MONTI Annamaria Cancellier­i, 75 anni. Anche lei, come Luciana Lamorgese, è stata prefetto. Era ministro dell’Interno nel governo Monti.
LA PRIMA DONNA AL VIMINALE Rosa Russo Iervolino, 82 anni, è stata il primo ministro dell’Interno donna, tra 1998 e 1999, nel governo presieduto da Massimo D’Alema. LA LADY DI FERRO DI MONTI Annamaria Cancellier­i, 75 anni. Anche lei, come Luciana Lamorgese, è stata prefetto. Era ministro dell’Interno nel governo Monti.
 ??  ?? TUTTI IN RIGA PER LA FOTO DI RITO CON IL PRESIDENTE MATTARELLA La foto di rito dopo il giuramento del governo al Quirinale. 1) Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno. 2) Luigi Di Maio, 33 anni, Esteri. 3) Roberto Speranza, 40, Salute. 4) Paola De Micheli, Infrastrut­ture e Trasporti. 5) Vincenzo Amendola, 45, Affari Europei. 6) Dario Franceschi­ni, 60, Beni Culturali. 7) Elena Bonetti, Famiglia. 8) Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 78. 9) Vincenzo Spadafora, 45, Sport e Giovani. 10) Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 11) Sergio Costa, 60, Ambiente.
TUTTI IN RIGA PER LA FOTO DI RITO CON IL PRESIDENTE MATTARELLA La foto di rito dopo il giuramento del governo al Quirinale. 1) Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno. 2) Luigi Di Maio, 33 anni, Esteri. 3) Roberto Speranza, 40, Salute. 4) Paola De Micheli, Infrastrut­ture e Trasporti. 5) Vincenzo Amendola, 45, Affari Europei. 6) Dario Franceschi­ni, 60, Beni Culturali. 7) Elena Bonetti, Famiglia. 8) Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 78. 9) Vincenzo Spadafora, 45, Sport e Giovani. 10) Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 11) Sergio Costa, 60, Ambiente.
 ??  ?? 12) Giuseppe Provenzano, 36, ministro per il Sud. 13) Teresa Bellanova, Agricoltur­a. 14) Francesco Boccia, 51, Affari regionali. 15) Nunzia Catalfo, Lavoro. 16) Federico D’Incà, 43, Rapporti col Parlamento. 17) Roberto Gualtieri, 53, Economia. 18) Paola Pisano, Innovazion­e tecnologic­a. 19) Alfonso Bonafede, 43, Giustizia. 20) Fabiana Dadone, Pubblica Amministra­zione. 21) Lorenzo Guerini, 51, Difesa. 22) Stefano Patuanelli, 45, Sviluppo. 23) Lorenzo Fioramonti, 42, Istruzione. Questo governo è quello con l’età media più bassa, 47,4 anni, di tutta la storia della nostra Repubblica.
12) Giuseppe Provenzano, 36, ministro per il Sud. 13) Teresa Bellanova, Agricoltur­a. 14) Francesco Boccia, 51, Affari regionali. 15) Nunzia Catalfo, Lavoro. 16) Federico D’Incà, 43, Rapporti col Parlamento. 17) Roberto Gualtieri, 53, Economia. 18) Paola Pisano, Innovazion­e tecnologic­a. 19) Alfonso Bonafede, 43, Giustizia. 20) Fabiana Dadone, Pubblica Amministra­zione. 21) Lorenzo Guerini, 51, Difesa. 22) Stefano Patuanelli, 45, Sviluppo. 23) Lorenzo Fioramonti, 42, Istruzione. Questo governo è quello con l’età media più bassa, 47,4 anni, di tutta la storia della nostra Repubblica.

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