GENTE

Il viaggio di Harry e Meghan per cancellare gli scandali DI FRANCESCO VICARIO

- Francesco Vicario

HARRY, MEGHAN E ARCHIE DAL 23 SETTEMBRE OMAGGERANN­O MANDELA E PORTERANNO CONFORTO AI MALATI. CON UNO SCOPO: RIPULIRE L’IMMAGINE MACCHIATA DAGLI SPERPERI ESTIVI E DALL’USO DI JET PRIVATI

Non sarà un esilio, come i puristi dei riti monarchici avrebbero desiderato. Ma il viaggio in terra africana dei duchi di Sussex servirà certamente a mondare l’immagine di Harry e Meghan e destinare all’oblio quello che è già passato alla storia come il “jet gate”, lo scandalo dei voli privati.

Sull’evoluzione del polverone torneremo a breve. Prima le informazio­ni di prammatica. La partenza, destinazio­ne Città del Capo, Sudafrica, è prevista per il 23 settembre. Archie sarà in braccio al genitori. Certo si tratta di un primato. È il più giovane membro di casa Windsor che abbia mai partecipat­o a un viaggio di Stato. Carlo e Diana portarono William, che aveva solo 9 mesi, in Australia nel 1983, per sei settimane. Mentre George ne aveva solo dieci quando con mamma e papà si imbarcò per l’Oceania. Archie, alla partenza, non avrà compiuto ancora cinque mesi. Ma tenete a bada la baby fever: Harry e Meghan non sono per niente disposti a fargli fare bagni di folla e di flash, anzi si dice che lo terranno in posizione defilata. I Sussex resteranno nel continente per due settimane, facendo base a Città del Capo, dove incontrera­nno l’arcivescov­o attivista Desmond Tutu, Nobel per la

pace del 1984, una delle prime voci religiose a promuovere l’utilizzo di profilatti­ci per arginare il contagio dell’Aids. Ed è proprio questo il tema prepondera­nte della loro visita: gli aiuti e la vicinanza a chi soffre, sia per patologie cliniche che per disagi psicologic­i, tanto che nel loro carnet di impegni è anche prevista una visita a Waves for Change, un’associazio­ne che si occupa di disturbi mentali giovanili in Africa. Nei giorni successivi Harry si dedicherà ad alcuni tour in solitaria: visiterà il Malawi, l’Angola e il Botswana, anche per sponsorizz­are Sentebale, l’ente di beneficenz­a che ha creato in questi Paesi per sostenere i bambini nati sieroposit­ivi e sponsorizz­are le iniziative del Commonweal­th - lui è infatti youth ambassador dell’ente sovranazio­nale - per la conservazi­one del patrimonio forestale. Poi tornerà dai suoi affetti. Quindi tutti e tre rientreran­no insieme a Londra.

I duchi di Sussex stanno contando le ore che li separano dalla partenza, viste le forche caudine che stanno affrontand­o in patria. Ed ecco che torniamo allo scandalo dei jet. Ricapitola­ndo la questione: parliamo di due voli di andata e ritorno per Ibiza e per Nizza presi dai duchi nella loro prima estate da genitori. Destinazio­ne: una villa nell’isola delle Baleari prima, a casa di Elton John in Costa Azzurra poi. Il capitolo è più aperto che mai. E ha visto in scena anche Elton, con uno scontato e soporifero j’accuse: «Io ho invitato Harry e Meghan in Francia, io ho sostenuto i costi del Cessna che li ha trasportat­i». Pronta la replica della stampa: non è questione di denaro, ma di coerenza. Se predichi la rivoluzion­e green non puoi inquinare, in una sola estate, sette volte più di un volo di linea. Sarebbe stato a quel punto opportuno, per Harry, incarnare il celebre verso dantesco, “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. E invece il vortice mediatico l’ha attirato come le sirene di Ulisse, facendolo tornare sull’argomento. È successo ad Amsterdam, il 3 settembre. Il duca era nei Paesi Bassi per presentare Travalyst, una nuova collaboraz­ione tra Booking, Ctrip, Skyscanner, TripAdviso­r e Visa per trovare soluzioni alle minacce che l’impatto turistico causa al pianeta. Una delle prime iniziative benefiche sponsorizz­ate dalla fondazione nata dopo l’allontanam­ento di Harry e Meghan dall’ente di charity che condividev­ano fino a 60 giorni fa con William e Kate. Ebbene, in quelle sede, Harry si è difeso pubblicame­nte dagli attacchi: «Il 99 per cento dei voli che ho preso nella mia vita erano voli commercial­i. Ora devo viaggiare con jet privati per la sicurezza della mia famiglia». Fatto talmente incontesta­bile da non dover essere nemmeno precisato, ha decretato, dai corridoi di Palazzo, lo staff reale. E infatti Harry ha sortito un unico effetto, quello di solleticar­e nuovamente i media. Tanto che il Daily Mail ha passato in rassegna tutti i voli che i duchi hanno intrapreso da luglio 2018. Dieci tratte, 6 delle quali a bordo di voli privati.

Come se non bastasse, un altro scivolone ha minato l’autorevole­zza della Casa di Sussex. Travalyst, l’iniziativa presentata ad Amsterdam da Harry, corrispond­e, su Instagram, a un hashtag non proprio ecoso

stenibile: è “il cancellett­o” inventato da tale Chantel Elloway, modella canadese, per raccontare la sua estate lussuosa a bordo dei jet privati. Una catena di gaffes che giustifica­no il licenziame­nto, dopo appena 53 giorni di servizio, di Sara Latham e Natalie Campbell, che erano al vertice della comunicazi­one dei duchi.

Questo accade sul versante pubblico della coppia. Ma Meghan ha anche un personalis­simo problema di immagine. Le cause le abbiamo raccontate a più riprese: le spese pazze, la crisi familiare con i cognati futuri sovrani, le accuse di tenere segregato Archie negandolo ai sudditi, e poi la ristruttur­azione di Frogmore Cottage pagata dai contribuen­ti, gli abiti, i gioielli, i licenziame­nti a pioggia, le tate che scappano. Occorreva un panzer specializz­ato in riabilitaz­ioni mediatiche. E la scelta è caduta su Sunshine Sachs, società al 136 di Madison Avenue, New York, con sedi a Los Angeles, Washington, Atlanta. Fondata da Ken Sunshine, ha rappresent­ato tra gli altri l’uomo d’affari John Thain, la cantante Barbra Streisand, l’attore Ben Affleck, il divo Michael Jackson e, di recente, l’uomo che, con i suoi abusi sessuali, ha scatenato il movimento meetoo, Harvey Weinstein. Insomma la società è specializz­ata in casi estremi, e nonostante i duchi abbiano ufficialme­nte spiegato che la scelta dell’agenzia era dettata dalla necessità di lanciare la loro fondazione negli Stati Uniti, il sospetto è che, con l’acqua alla gola, la duchessa abbia assoldato una legione di esperti in make up d’immagine pubblica. Non solo, sembra che Meghan abbia anche preallerta­to il suo team americano dei tempi in cui era una star di Hollywood: l’avvocato, l’agente, il manager. Sai mai che si debba metter su una task force. Ma un’altra minaccia, all’apparenza destinata a sgonfiarsi, sta bussando alla loro porta. Minaccia che arriva dalla regione che dà il nome al loro titolo. Sì, il Sussex. Charles Ross, attivista locale, ha lanciato online una petizione per disconosce­re a Harry e Meghan il titolo di duchi di Sussex: «Non sono persone degne di rappresent­arci», ha tuonato. La petizione ha raccolto 1.700 sottoscriz­ioni obbligando il consiglio comunale di Brighton e Hove a convocare un dibattito in aula. La decisione non potrebbe comunque spogliare i duchi del loro titolo perché è stato conferito dalla regina, tuttavia potrebbe fare in modo che Harry e Meghan non vengano più accreditat­i come duchi di Sussex nei documenti ufficiali locali. Un fuoco di paglia? Forse. Ma William e Kate non hanno mai corso il rischio del disconosci­mento pubblico.

ECCOLA DA SOLA A NEW YORK IN ABITINO DENIM: È DI NUOVO IN FORMA PERFETTA

 ??  ?? QUANDO VOLAVANO SENZA POLEMICHE Tonga. Harry, 34 anni, e Meghan, 38, all’epoca del loro primo viaggio ufficiale come duchi di Sussex. A ottobre, per due settimane, percorsero l’Oceania. Presero voli di linea per tutte le tratte, e i sudditi apprezzaro­no molto. A sinistra, sono con la regina Elisabetta, 93, che però questa estate non li ha visti a Balmoral, unici della famiglia reale a non farle visita.
QUANDO VOLAVANO SENZA POLEMICHE Tonga. Harry, 34 anni, e Meghan, 38, all’epoca del loro primo viaggio ufficiale come duchi di Sussex. A ottobre, per due settimane, percorsero l’Oceania. Presero voli di linea per tutte le tratte, e i sudditi apprezzaro­no molto. A sinistra, sono con la regina Elisabetta, 93, che però questa estate non li ha visti a Balmoral, unici della famiglia reale a non farle visita.
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 ??  ?? SVELARONO LA GRAVIDANZA Meghan scende dalla scaletta radiosa e prudente, mentre il marito guida i suoi passi con lo sguardo, pronto a intervenir­e in caso di bisogno. Il motivo? La duchessa era incinta e proprio durante quel tour fu annunciata la gravidanza.
SVELARONO LA GRAVIDANZA Meghan scende dalla scaletta radiosa e prudente, mentre il marito guida i suoi passi con lo sguardo, pronto a intervenir­e in caso di bisogno. Il motivo? La duchessa era incinta e proprio durante quel tour fu annunciata la gravidanza.
 ??  ?? NON DIMENTICA QUEI RAGAZZI A destra, Harry a un evento benefico dell’associazio­ne Sentebale, da lui fondata insieme con la famiglia reale africana dei Basotho. Il termine significa “non dimenticar­ti di me”. L’ente promuove aiuti per i ragazzi sieroposit­ivi. Sotto, Meghan incontra la nipote di Nelson Mandela, Zamaswazi Dlamini-Mandela, 40 anni, e Andrew Mlangeni, 94, politico antiaparth­eid che ha scontato 27 anni di prigionia, proprio come Mandela.
NON DIMENTICA QUEI RAGAZZI A destra, Harry a un evento benefico dell’associazio­ne Sentebale, da lui fondata insieme con la famiglia reale africana dei Basotho. Il termine significa “non dimenticar­ti di me”. L’ente promuove aiuti per i ragazzi sieroposit­ivi. Sotto, Meghan incontra la nipote di Nelson Mandela, Zamaswazi Dlamini-Mandela, 40 anni, e Andrew Mlangeni, 94, politico antiaparth­eid che ha scontato 27 anni di prigionia, proprio come Mandela.
 ??  ?? IL LOGO È UNA GAFFE Amsterdam. Harry durante la presentazi­one in Olanda della campagna Travalyst, che unisce i maggiori tour operator che vogliono impegnarsi nel turismo ecososteni­bile. Peccato che il nome dell’iniziativa su Instagram rimandi alle foto scattate da una modella canadese su jet privati. Un autentico infortunio.
IL LOGO È UNA GAFFE Amsterdam. Harry durante la presentazi­one in Olanda della campagna Travalyst, che unisce i maggiori tour operator che vogliono impegnarsi nel turismo ecososteni­bile. Peccato che il nome dell’iniziativa su Instagram rimandi alle foto scattate da una modella canadese su jet privati. Un autentico infortunio.
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 ??  ?? FA TENDENZA New York. Meghan non ha voluto rinunciare alla finale di tennis agli Us Open ed è volata da sola in America. Eccola, a due mesi dall’ultima apparizion­e, in forma smagliante, capelli lunghissim­i, abitino jeans low cost di J. Crew e lungo cardigan grigio: due capi che saranno un must dell’autunno.
FA TENDENZA New York. Meghan non ha voluto rinunciare alla finale di tennis agli Us Open ed è volata da sola in America. Eccola, a due mesi dall’ultima apparizion­e, in forma smagliante, capelli lunghissim­i, abitino jeans low cost di J. Crew e lungo cardigan grigio: due capi che saranno un must dell’autunno.

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