GENTE

Esclusivo Gianni Crea, l’uomo che ha le chiavi dei musei Vaticani DI CAROLINE PIGOZZI

GIANNI CREA È L’UNICO AUTORIZZAT­O A SPALANCARE E CHIUDERE LE PORTE DELLE SALE CHE CONTENGONO 200.000 TESORI, I PIÙ PREZIOSI DELLA CITTÀ ETERNA. COME UN FANTASMA, ALL’ALBA SI AGGIRA NEI CORRIDOI. E SI EMOZIONA DAVANTI ALL’INGRESSO DELLA CAPPELLA SISTINA

- di Caroline Pigozzi/ Paris Match/ Volpe

Abito blu cupo, camicia bianca, cravatta scura: un uomo elegante mi aspetta davanti alla porta dei Musei Vaticani. Sono le 5 del mattino. Quasi tutti i romani dormono ancora, con l’eccezione di Papa Francesco e di qualche prelato - loro si alzano all’alba - e del cordiale uomo

in blu con il quale abbiamo appuntamen­to, il capo dei clavigeri, Gianni Crea. Lui è il custode delle chiavi dei musei dello Stato più segreto del mondo. Dal 2011 ha sotto la sua responsabi­lità 2.797 chiavi, di cui la più antica risale al 1770! La più preziosa di tutte è quella della Cappella Sistina, in ferro, ed è l’unica priva di numero. Tutte le sere viene chiusa in una busta sigillata poiché la Cappella, oltre ad essere un luogo sacro, non fa parte dei musei.

Ed ecco che il nostro giro ha inizio! Seguo a grandi passi il mio “mentore” per osservarlo mentre si districa, di museo in museo, con il suo voluminoso mazzo di chiavi: 300 porte da aprire su 1.447. Vale a dire, un percorso giornalier­o di 7,5 chilometri. Camminando a passi felpati, con un walkie-talkie alla cintura, la mia guida si dirige prima di tutto verso un locale buio, il bunker, come lo ha battezzato, nel cortile della Pigna, dove viene custodito il suo tesoro tintinnant­e. Questo locale angusto è dotato di un impianto di condiziona­mento dell’aria per evitare che le chiavi si arrugginis­cano.

Gianni Crea ha dieci collaborat­ori, cinque per il mattino e cinque per la sera. Il suo lavoro lo considera una missione, poiché il museo ospita 200.000 opere dal valore inestimabi­le: dalle sculture greco-romane ai dipinti del Caravaggio, di Raffaello, Van Gogh, Matisse, Chagall, Bacon, per non citare i sarcofagi egiziani, i mosaici, gli smalti, gli arazzi, i manoscritt­i rari... insomma, i più bei capolavori della Città Eterna che egli custodisce, con immutato stupore, prima dell’ingresso dei circa 25.000 visitatori giornalier­i. «Sono passati otto anni ma ne sono affascinat­o come la prima volta», confessa Gianni Crea. Ma come è arrivato fin qui questo scapolo calabrese di bell’aspetto? «Io studiavo legge quando il parroco della chiesa in cui andavo ogni domenica, la

Parrocchia di Ognissanti sulla Via Appia, mi propose di diventare custode ausiliario della Basilica di San Pietro per finanziare i miei studi. Cinque anni di Università, una breve esperienza come carabinier­e, garanzia di onorabilit­à e serietà, poi il concorso interno ai Musei Vaticani dove si selezionav­ano 70 candidati. Sono entrato nel 1998. Un anno dopo, sono stato nominato custode delle chiavi e, nel 2011, il direttore dei musei mi ha affidato questo incarico. Conosco a memoria il numero di ogni chiave, è fondamenta­le sapere a quale sala corrispond­e».

Per lui, questo compito è «un grande onore». Quali sono le chiavi più importanti? « Ce ne sono parecchie. Ma la più preziosa è quella della Cappella Sistina. Una chiave storica, un tempo nelle mani del Maresciall­o del Conclave, titolo detenuto da un alto dignitario laico della corte pontificia - l’ultimo fu il principe Chigi - fino alla fine del pontificat­o di Paolo VI. Il Maresciall­o aveva il compito di chiudere le porte della Cappella Sistina quando i cardinali si riunivano per eleggere il nuovo Pontefice. Questa prassi è stata abolita da Paolo VI alla fine del Concilio Vaticano II. È così che il clavigero capo ha ereditato la nobile chiave. Poi c’è la numero 1, che pesa 450 grammi e apre l’immensa porta verde che conduce all’entrata dei musei, e la chiave 401 del Museo Pio Clementino al cui interno si trovano le principali collezioni di scultura classica».

Si è mai trovato nella necessità di gestire degli imprevisti? «Naturalmen­te, possono capitare degli eventi inattesi. Come il giorno in cui un piccione temerario si è introdotto all’interno di una sala da una finestra rimasta aperta, facendo scattare i sistemi di allarme. E ho sempre la preoccupaz­ione che un visitatore affascinat­o da queste meraviglie non rimanga chiuso tutta la notte nel museo per contemplar­le». Dopo aver aperto infiniti usci di ferro, arriviamo davanti all’imponente porta di legno della Cappella Sistina. In religioso silenzio, Crea gira la chiave nella serratura. Si avverte un leggero scricchiol­io. Questo rituale che si ripete ogni giorno, provoca in me sorpresa e un’intensa emozione. Che gioia poter essere testimone di questi attimi unici!

Ci vorrà ancora un’ora e un quarto per aprire tutte le altre sale. Davanti a me Crea regge in mano tre chili di chiavi, dei 37 chili che compongo l’intero mazzo custodito nel bunker. Che privilegio aver potuto vivere al suo fianco questi minuti, trovarmi sola sotto il Giudizio Universale di Michelange­lo, in un ambiente così particolar­e. Neanche in sogno avrei immaginato di poter avere un giorno l’accesso esclusivo a tutte queste sale, alla stupefacen­te galleria lunga 120 metri, con le pareti decorate dalle carte geografich­e dell’Italia di un tempo, la Sicilia, la vista panoramica di Venezia, di stare nel cuore dell’enclave celeste di uno dei più grandi palazzi privati del pianeta. Vicino alla Basilica di San Pietro, simbolo nei secoli del potere temporale.

L’INTERO MAZZO È CUSTODITO NEL BUNKER E PESA 37 CHILI

 ??  ?? NE HA 2.800 E LE RICONOSCE Città del Vaticano. A sinistra, Gianni Crea, 47 anni, calabrese, capo dei clavigeri, nella stanza in cui custodisce le 2.797 chiavi dei Musei Vaticani. A destra, con un gran mazzo in mano, si aggira all’alba nella Galleria delle Carte geografich­e. (Foto, Virginie Clavieres/ Paris Match/ Volpe).
NE HA 2.800 E LE RICONOSCE Città del Vaticano. A sinistra, Gianni Crea, 47 anni, calabrese, capo dei clavigeri, nella stanza in cui custodisce le 2.797 chiavi dei Musei Vaticani. A destra, con un gran mazzo in mano, si aggira all’alba nella Galleria delle Carte geografich­e. (Foto, Virginie Clavieres/ Paris Match/ Volpe).
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 ??  ?? IL PALAZZO DELLE MERAVIGLIE: UNDICI GALLERIE DA VISITARE Una vista aerea dei Musei Vaticani, un tesoro che il mondo ci invidia, all’interno dello Stato del Vaticano. Nelle undici gallerie aperte al pubblico sono esposte oltre duecentomi­la opere d’arte di ogni epoca. La più celebre: il Giudizio Universale di Michelange­lo, nella Cappella Sistina.
IL PALAZZO DELLE MERAVIGLIE: UNDICI GALLERIE DA VISITARE Una vista aerea dei Musei Vaticani, un tesoro che il mondo ci invidia, all’interno dello Stato del Vaticano. Nelle undici gallerie aperte al pubblico sono esposte oltre duecentomi­la opere d’arte di ogni epoca. La più celebre: il Giudizio Universale di Michelange­lo, nella Cappella Sistina.

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