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Gente Green Doña Sofia si unisce ai volontari per ripulire i mari DI FEDERICA CAPOZZI

- Di Federica Capozzi

La Terra è di tutti, e se va a rotoli non c’è reggia che tenga. Lo sa bene doña Sofia, moglie di Juan Carlos e regina emerita di Spagna, che da anni si spende per l’ambiente e la sua salvaguard­ia, promuovend­o iniziative green attraverso la sua fondazione e prendendov­i parte in prima persona. Sofia si sporca letteralme­nte le mani ogni volta che serve. L’ultima in ordine di tempo è quella che l’ha vista protagonis­ta di una spedizione ecologica al largo di Maiorca - isola del cuore della famiglia reale, che ama trascorrer­e gran parte delle vacanze nel palazzo di Marivent - a bordo di un ve

liero scientific­o impegnato nella raccolta di rifiuti plastici e nello studio della fauna a rischio. Vestita con abiti comodi, per nulla disturbata dal vento che le scompiglia­va i capelli, l’ex sovrana si è rimboccata le maniche, ha aiutato i volontari dell’associazio­ne Seo-BirdLife, la società spagnola di ornitologi­a, a recuperare bottiglie e altri residui che in mare non ci dovrebbero stare, ha partecipat­o con entusiasmo all’avvistamen­to di tartarughe e cetacei, ascoltato con interesse le informazio­ni relative a pesci e uccelli marini come gabbiani e cormorani, appreso che la berta delle Baleari è il volatile più minacciato d’Europa e persino ha preso il timone per qualche minuto, governando la nave come una skipper provetta.

Né è la prima volta che collabora con questa Ong. È dal 2017 che Seo-BirdLife porta avanti il progetto Libera, con l’obiettivo di sensibiliz­zare la popolazion­e, informare sui pericoli dell’inquinamen­to delle acque e invitare tutti a prevenire, attraverso stili di vita virtuosi, e curare, con periodiche campagne di pulizia, i mari, le spiagge, i boschi e i fiumi. Già in passato doña Sofia si è unita a loro durante la campagna 1m2 por la naturaleza, “un metro quadrato per la natura”, contribuen­do, con il suo gruppo, alla raccolta di una tonnellata di rifiuti e 15 mila oggetti assortiti, mozziconi, reti, incarti alimentari e prodotti farmaceuti­ci, veleni non biodegrada­bili, la cui presenza contamina le acque e mette a repentagli­o la sopravvive­nza degli animali. «Si tratta di un problema tremendo, impression­ante, di portata internazio­nale», ha commentato la regina madre a riguardo, spiegando così l’urgenza di «venire a vedere di persona come stanno le cose». Proprio come fece nel 2009, quando, animata dalla stessa buona volontà e preoccupat­a per la sorte delle tartarughe marine, si unì a un’altra spedizione, quella per liberare i piccoli appena nati sulla spiaggia di Cofete, a Fuertevent­ura. L’anno dopo, invece, cominciò a girare per Maiorca a bordo di un’auto elettrica, una Peugeot iOn bianca che la casa francese le aveva regalato in anteprima, in anticipo rispetto al lancio sul mercato, ben sapendo che non ci sarebbe stata testimonia­l più adatta della regina green. La quale aveva già provveduto, in tempi non sospetti, quando la coscienza ecologica non era ancora così diffusa come oggi, a insistere perché il palazzo reale della Zarzuela, a Madrid, fosse dotato di pannelli solari, che in ogni residenza di famiglia si facesse la raccolta differenzi­ata di carta e pile, persino che le bandiere usate per decorare le strade della capitale in occasione delle nozze del figlio Felipe e di Letizia, nel 2004, fossero recuperate e trasformat­e in borsoni sportivi.

Inutile dire che, con una matriarca tanto coscienzio­sa, il resto dei Borbone non poteva che adeguarsi. Educato fin da piccolo al rispetto della natura, l’attuale re ha sempre fatto delle buone pratiche un punto d’onore, sottolinea­ndo spesso come l’economia moderna non possa più prescinder­e dall’ecologia: « Solo gli ecosistemi in salute possono favorire lo sviluppo di attività efficaci», sentenziav­a ai tempi della sua incoronazi­one, cinque anni fa. Non per niente ha iscritto le figlie, l’erede al trono Leonor e l’infanta Sofia, a un istituto che fa parte della rete spagnola delle “ecoscuole”, dove la tutela dell’ambiente è materia di studio e gli alunni vengono coinvolti quotidiana­mente in iniziative verdi, come la riduzione delle plastiche monouso, e nell’analisi approfondi­ta di temi come lo stato di salute dei mari. Con la nonna pronta a dar loro ripetizion­i, le principess­e saranno le prime della classe!

LA MADRE DEL SOVRANO DI SPAGNA HA PARTECIPAT­O A UNA SPEDIZIONE PER LIBERARE LE ACQUE DI MAIORCA DALLA PLASTICA. NON È LA PRIMA VOLTA, E GRAZIE A LEI TUTTA LA FAMIGLIA REALE AMA L’ECOLOGIA A MAIORCA È STATA LA PRIMA A GUIDARE UN’AUTO ELETTRICA

 ??  ?? STARE CON LORO LA FA STAR BENE Doña Sofia circondata dai giovani volontari di Seo-BirdLife, un’associazio­ne spagnola che da anni promuove iniziative di pulizia di mari, spiagge, boschi e fiumi. La madre di re Felipe VI non è la prima volta che salpa con loro per raccoglier­e rifiuti e sostiene inziative green.
STARE CON LORO LA FA STAR BENE Doña Sofia circondata dai giovani volontari di Seo-BirdLife, un’associazio­ne spagnola che da anni promuove iniziative di pulizia di mari, spiagge, boschi e fiumi. La madre di re Felipe VI non è la prima volta che salpa con loro per raccoglier­e rifiuti e sostiene inziative green.
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 ??  ?? TRISTE BOTTINO Palma di Maiorca (Spagna). La regina emerita Sofia, 80 anni, ha preso parte a una spedizione per recuperare rifiuti dal mare. Eccola mentre osserva il raccolto: bottiglie di plastica.
TRISTE BOTTINO Palma di Maiorca (Spagna). La regina emerita Sofia, 80 anni, ha preso parte a una spedizione per recuperare rifiuti dal mare. Eccola mentre osserva il raccolto: bottiglie di plastica.
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LA SITUAZIONE È PREOCCUPAN­TE Sopra e a sinistra, altri due momenti della spedizione: doña Sofia e i compagni fanno l’inventario di quanto ripescato, in tutto circa una tonnellata di rifiuti e 15 mila oggetti vari, per lo più bottiglie, mozziconi, involucri di alimenti. «Il problema è molto grave e di portata internazio­nale», ha commentato l’ex sovrana.

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