GENTE

Speciale Bongiorno jr. ricorda Mike DI ROSSANA LINGUINI

IL FIGLIO LEONARDO RACCONTA: «PAPÀ CON I TELEQUIZ AIUTAVA LE PERSONE MERITEVOLI, NOI PROSEGUIAM­O IN NOME SUO SU QUELLA STRADA». E IL FOTOGRAFO AMICO RICORDA: «QUANTE RACCOLTE DI FONDI!»

- Rossana Linguini

Capita ancora che in famiglia lo chiamino Leolino, come faceva papà Mike, perché se sei ultimogeni­to e hai tredici e diciassett­e anni in meno dei tuoi due fratelli, resti per sempre il piccolo di casa. Anche se hai spento trenta candeline, cosa che Leonardo Bongiorno ha fatto il 5 settembre, tre giorni prima del decimo anniversar­io della scomparsa di suo padre, portato via da un infarto in una suite dell’hotel Metropole di Montecarlo dove era con la moglie Daniela Zuccoli. «Per i miei vent’anni mi ha fatto una sorpresa», dice Leonardo. «È venuto alla mia festa a Dagnente [ vicino a Novara, dove i Bongiorno hanno una casa, ndr] e ha pronunciat­o un discorso per ricordarmi quanta fortuna avessi avuto ed esortarmi a non demoralizz­armi mai, perché lui alla mia età era stato nei campi di concentram­ento e non avrebbe potuto immaginare di arrivare dove la vita lo ha portato. Parole che sono sembrate profetiche tre giorni dopo, quando Mike è mancato: i miei amici hanno trascritto le sue frasi e me le hanno regalate, come un testamento morale». Al re dei telequiz, che inventò la Tv pubblica italiana e poi quella privata, passando dalla Rai a Mediaset tra gli Anni 70 e 80, Leolino somiglia molto, nei tratti somatici e in quelli caratteria­li. «Come dice mia madre, da lui ho preso l’allegria, l’essere socievole, l’avere sempre un sorriso per chi mi sta intorno». Forse perché Leonardo, rispetto ai fratelli Nicolò, 43 anni, e Michele, 47, se lo è goduto di più quel padre, che quando lui è venuto al mondo aveva già 65 anni.

«Ho avuto la fortuna di averlo tutto per me in una fase in cui aveva meno impegni e poteva dedicarmi molto tempo. I miei fratelli avevano le loro famiglie e a casa eravamo io, lui e la mamma». Facevano viaggi tutti e tre assieme e guardavano le partite della Juve con un rito preciso: «Papà sulla poltrona con il sigaro e noi dietro, sui divani: si poteva parlare solo durante la pubblicità», dice Leonardo. Fu lui a far scoprire a Mike lo showman Fiorello, che diventò un compagno di carriera. «Registravo le sue imitazioni, le riascoltav­o e ridevo. Papà diceva: “Ma chi è questo qui, come mi imita?”. All’inizio era perplesso, poi capì che era un genio». Leonardo, che oggi è fidanzato con la modella Sofia Hintermann e vive tra Milano e Roma, non ha seguito le orme profession­ali di papà. «Non volevo si pensasse che ottenessi qualcosa senza meritarlo. E poi mi sarebbe stato impossibil­e raggiunger­e i suoi livelli». Così ha seguito studi diversi: economia e finanza alla Bocconi di Milano e un master in Cina, per poi occuparsi di investimen­ti in start up. Ma con i fratelli e mamma Daniela non ha accantonat­o la missione di Mike. «Abbiamo creato una Fondazione per dare continuità a ciò che mio padre faceva in vita: con i suoi quiz cercava di premiare le persone meritevoli per capacità e dedizione, noi portiamo avanti quel messaggio con borse di studio universita­rie destinate a giovani che mostrano talento in settori come television­e, spettacolo e comunicazi­one, ma anche a studenti di altri corsi». La generosità, aspetto meno noto della personalit­à del presentato­re, è il tratto su cui ha acceso un riflettore il suo storico fotografo di studio, Gianni Bellesia, con una mostra a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), fino a metà ottobre alla Rocca Palatina di Palazzo Pacchielli Bosonia. «Chi visita l’esposizion­e», spiega, «ascolta la voce di Mike diffusa da due vecchie radio con brani musicali a lui cari, come Moonlight Serenade o Amapola, che nel periodo passato in carcere a San Vittore, durante la Resistenza, sentiva cantare dal vicino di cella». Esposti ci sono cimeli, foto e oggetti di Mike: dalla cartellina con cui presentava i quiz alla statua provenient­e dal museo delle cere di Milano. «All’inizio degli Anni 80, appena arrivato a Canale 5 dalla Rai, Bongiorno invitava me, giovane fotografo di scena, a proporgli idee e progetti», dice Bellesia. «Mi inventai i segnalibri con le foto delle vallette e il calendario con le immagini di scena del quiz di allora, Pentathlon ». Novità assoluta negli anni in cui Mike, che conosceva il modello televisivo americano e le regole del marketing, introdusse per primo le sponsorizz­azioni nei programmi delle Tv del Biscione. «I proventi», dice Bellesia, «sostenevan­o progetti umanitari, dalla missione di un padre comboniano in Amazzonia agli aiuti a Sarajevo». Fu lo stesso fotografo, negli Anni 80, a suggerire al conduttore un concorrent­e speciale: frate Sebastiano Bernardini, che con la cospicua vincita a Pentathlon realizzò un centro per disabili e uno per anziani a Pavullo nel Frignano (Modena), dove ora cerca di far decollare una struttura per i disabili rimasti orfani. Ancora oggi, nel nome di Mike, si concretizz­ano progetti a favore dei più deboli. «A Moglia», dice Bellesia, «paese devastato dal terremoto dell’Emilia del 2012 ma tagliato fuori dagli aiuti perché in territorio lombardo, la Fondazione Mike Bongiorno ha realizzato la Scuola dell’Allegria, a supporto degli alunni di scuole elementari e materne». Anche questa è l’eredità di Mike.

NEL SUO NOME SI REALIZZANO PROGETTI A FAVORE DEI PIÙ DEBOLI

 ??  ?? L’AMERICANO PIÙ AMATO Mike nel 1957. Arrivato dagli Stati Uniti, entrò in Rai nel 1954 come giornalist­a radiofonic­o. Nel 1955 lanciò Lascia o raddoppia?, il primo gioco a premi che rivoluzion­ò la television­e. Il suo successo fu tale che nel 1963 lo scrittore Umberto Eco gli dedicò il saggio Fenomenolo­gia di Mike Bongiorno. INDIMENTIC­ABILE Mike Bongiorno (1924-2009) fa il gesto che è nella memoria di tutti noi: la mano alzata in un saluto solare. Il conduttore è morto d’infarto a Montecarlo. di Rossana Linguini
L’AMERICANO PIÙ AMATO Mike nel 1957. Arrivato dagli Stati Uniti, entrò in Rai nel 1954 come giornalist­a radiofonic­o. Nel 1955 lanciò Lascia o raddoppia?, il primo gioco a premi che rivoluzion­ò la television­e. Il suo successo fu tale che nel 1963 lo scrittore Umberto Eco gli dedicò il saggio Fenomenolo­gia di Mike Bongiorno. INDIMENTIC­ABILE Mike Bongiorno (1924-2009) fa il gesto che è nella memoria di tutti noi: la mano alzata in un saluto solare. Il conduttore è morto d’infarto a Montecarlo. di Rossana Linguini
 ??  ?? IL PIÙ COCCOLATO Leonardo Bongiorno, 30 anni, ultimogeni­to di Mike, con la madre Daniela Zuccoli, 69, che ha sposato il conduttore Tv nel 1972 e gli è rimasta accanto fino al giorno della scomparsa. Da Mike ha avuto anche Michele, 47 anni, e Nicolò, 43. Leonardo racconta di essere stato fortunato: «Papà mi ha dedicato più tempo di quanto potesse riservarne ai miei fratelli». La famiglia del presentato­re ha creato la Fondazione Mike Bongiorno.
IL PIÙ COCCOLATO Leonardo Bongiorno, 30 anni, ultimogeni­to di Mike, con la madre Daniela Zuccoli, 69, che ha sposato il conduttore Tv nel 1972 e gli è rimasta accanto fino al giorno della scomparsa. Da Mike ha avuto anche Michele, 47 anni, e Nicolò, 43. Leonardo racconta di essere stato fortunato: «Papà mi ha dedicato più tempo di quanto potesse riservarne ai miei fratelli». La famiglia del presentato­re ha creato la Fondazione Mike Bongiorno.
 ??  ?? Milano. Da sinistra, Michele, Leonardo e Nicolò Bongiorno con Daniela Zuccoli un anno dopo la scomparsa di Mike, nel 2010, riuniti per presentare la Fondazione Mike Bongiorno. È una istituzion­e nata per commemorar­e la vocazione generosa del presentato­re con opere di bene e borse di studio per giovani meritevoli. NASCE LA FONDAZIONE
Milano. Da sinistra, Michele, Leonardo e Nicolò Bongiorno con Daniela Zuccoli un anno dopo la scomparsa di Mike, nel 2010, riuniti per presentare la Fondazione Mike Bongiorno. È una istituzion­e nata per commemorar­e la vocazione generosa del presentato­re con opere di bene e borse di studio per giovani meritevoli. NASCE LA FONDAZIONE
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 ??  ?? AVEVA A CUORE TUTTI Mike nel 2009, con il fotografo Gianni Bellesia, presenta il libro Laos Cambogia. Con i proventi è stata realizzata, in Laos, una struttura che ospita i figli di ragazze vittime di abusi. Nell’altra foto, da sinistra: Nicolò Bongiorno, Daniela Zuccoli, il frate Sebastiano Bernardini, che con i milioni vinti al quiz di Mike ha aperto, in Emilia, una casa per anziani, e il fotografo Bellesia con il calendario in memoria di Mike.
AVEVA A CUORE TUTTI Mike nel 2009, con il fotografo Gianni Bellesia, presenta il libro Laos Cambogia. Con i proventi è stata realizzata, in Laos, una struttura che ospita i figli di ragazze vittime di abusi. Nell’altra foto, da sinistra: Nicolò Bongiorno, Daniela Zuccoli, il frate Sebastiano Bernardini, che con i milioni vinti al quiz di Mike ha aperto, in Emilia, una casa per anziani, e il fotografo Bellesia con il calendario in memoria di Mike.

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