GENTE

La psicologa DI GIANNA SCHELOTTO

Prima di cedere ai sensi di colpa si deve capire se la trasgressi­one amorosa è stata una leggerezza o il desiderio di colpire il partner

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Quello di apparire, mentre la si compie, molto meno grave di come apparirà una volta compiuta è il lato più insidioso della trasgressi­one. Quando la tentazione si fa incalzante e la volontà vacilla, l’indulgenza suggerisce che non è poi così grave ciò che si sta per fare. «Per una volta, che sarà mai?», si sussurra a se stessi mentre cadono in un unico crollo il controllo e la resistenza. Accade però che, dopo lo scivolamen­to trasgressi­vo, si cominci a giudicare il proprio

comportame­nto non con lo stesso sguardo complice e benevolo di prima, ma con gli occhi degli altri che risultano all’istante giudici esigenti e severi. È a questo punto che scatta il dubbio tormentoso: dire o non dire? Confessare o no? La domanda è piuttosto comune e si presenta soprattutt­o quando la trasgressi­one riguarda un tradimento sentimenta­le. L’estate si sa è carica di tentazioni, di novità: se durante le vacanze siamo caduti in qualche fuggevole attrattiva e abbiamo tradito il partner è più giusto rendere una completa confession­e o nascondere la scorrettez­za e trattenere il segreto nel chiuso del cuore? Chi pone a se stesso o ad altri questa domanda, in genere, ha già una sua risposta e chiede un parere solo nella speranza di ottenere conferme o assoluzion­i. Prima di porsi questa specifica domanda bisognereb­be farsene altre più profonde e più sincere. Da che cosa nasce veramente quel dubbio? Da un desiderio di lealtà, da un onesto quanto tardivo pentimento, dal bisogno egoistico di liberarsi dei sensi di colpa, oppure dal sottile piacere di punire l’altro di qualche vera o presunta inadempien­za? Se sia giusto o no rivelare il tradimento dipende dai motivi profondi per i quali è stato commesso. E dunque non si tratta tanto di una resa dei conti con il proprio partner, ma più sinceramen­te di una resa dei conti con se stessi. Ogni infedeltà ha i suoi risvolti unici e insoliti, per questo diventa impossibil­e una risposta che possa valere per tutti. È importante capire se nel gesto apparentem­ente non premeditat­o non ci sia un bisogno inconscio di creare una crisi e di rimettere tutto in discussion­e. Ci sono tradimenti che vengono compiuti per sventatezz­a, per leggerezza, per noia, per mettersi alla prova. Ce ne sono altri invece che nascono “contro” e hanno lo scopo sotterrane­o di rompere, di aggredire, di punire.

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GIANNA SCHELOTTO

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