GENTE

CRESCE L’ALLERGIA AL SESAMO IN AMERICA. SUCCEDE LO STESSO IN ITALIA?

Uno studio dell’Università di Chicago rivela che le persone che non tollerano questo alimento sono molto aumentate negli ultimi anni. Tutta colpa della cucina etnica?

- Risponde GIANENRICO SENNA presidente della Società Italiana di allergolog­ia asma e immunologi­a clinica

L’allergia al sesamo in Italia, come in Europa, ha una frequenza inferiore rispetto alla ricerca statuniten­se, poiché si attesta su uno 0,1-0,2 per cento, contro lo 0,49 dello studio. Questa allergia è la conseguenz­a della “globalizza­zione” della cucina: l’abbiamo importata dal Medio Oriente, dove il sesamo è la seconda causa di anafilassi (una reazione acuta che può provocare prurito, gonfiore, crampi, asma e persino choc grave). Colpisce in modo indifferen­te bambini e adulti, è più frequente negli allergici e si associa con una certa frequenza all’allergia alla frutta secca e alle arachidi. La sensibiliz­zazione al sesamo può causare reazioni anche gravi per la stabilità delle molecole allergenic­he che contiene. La diagnosi si basa sia sui test cutanei (talora falsamente negativi), sia sui test in vitro, per i quali oggi è disponibil­e una nuova metodica in grado di individuar­e le singole molecole allergenic­he. Chi ha avuto una reazione allergica al sesamo deve ovviamente evitare l’alimento, che nell’Unione europea è peraltro segnalato fra gli ingredient­i, a differenza degli Stati Uniti. Il sesamo è contenuto spesso nella cucina etnica, ma anche in prodotti della panificazi­one, dolci, caramelle e dolciumi. Può anche essere presente nelle barrette di cereali e in alcune zuppe. Chi ha già avuto una reazione grave deve portare con sé l’adrenalina autoiniett­abile e, cosa da non sottovalut­are, sapere esattament­e come utilizzarl­a in caso di necessità.

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