GENTE

Se l’ansia sale, chiamate : rispondono gli psicologi di Lighea

«MI SENTO PERSO: COME FARÒ A SUPERARE QUESTO PERIODO SENZA RITROVARE LA FAMIGLIA?», DICE UN LETTORE. «DIAMO ALLE FESTE UN NUOVO VALORE SIMBOLICO», RISPONDE LA PSICOLOGA DI LIGHEA

- di gaetano zoccali

Le feste comandate sono il momento in cui normalment­e - strano ma vero - il senso di solitudine per molti si accentua. Nel periodo in cui avere una famiglia vicina e gioiosa sembra quasi un dovere, tante persone si sentono inadeguate e a disagio, provano la sensazione di essere sole. Che succede, dunque, in un anno anomalo come questo - che di per sé ci obbliga all’isolamento - e per di più con la notizia di una minacciosa quarta variante del virus appena giunta da Oltremanic­a, proprio quando credevamo di essere quasi fuori dalla pandemia?

La prova è davvero dura, e ce lo state raccontand­o anche voi, con le vostre telefonate al numero di assistenza psicologic­a Gente ti aiuta!, il 329.4059191, istituito dal nostro giornale a titolo gratuito e anonimo per dare conforto ai lettori che in questo periodo provano ansia e depression­e dovuti alle paure della pandemia. Le Feste per molti di voi sono diventate una preoccupaz­ione: non solo il ritrovarsi da soli, ma anche i pranzi e le cene con i pochi familiari consentiti possono diventare fonte di angoscia. Tra le persone che ci hanno chiesto sostegno, Roberto (il nome è di fantasia) ha accettato di condivider­e la sua storia a grandi linee, perché gli psicologi di Lighea, che rispondono al nostro telefono amico, l’hanno ritenuta di utilità per tutti i lettori.

Roberto ha 75 anni e vive con la moglie, mentre i due figli stanno non lontano, con le loro famiglie. Non si stanno vedendo, anche se le chiamate e le videochiam­ate tra loro sono costanti. Sono tutti nello stesso paese e fanno parte di una famiglia allargata molto numerosa: Roberto, che è in pensione, ha cinque tra fratelli e sorelle, tutti con figli e nipoti. La maggior parte di loro lavora nell’azienda di famiglia. «Siamo sempre stati abituati a stare insieme per condivider­e ogni momento importante. Per le Feste di solito ci troviamo tutti, mio fratello ha una casa molto grande e passiamo lì sia il Natale sia il Capodanno. Quest’anno niente, non so come faremo», ha raccontato alla psicologa di Lighea Benedetta Tocchini.

Il tema della solitudine o del timore

«È TEMPO DI BILANCI, LE FRAGILITÀ SI DILATANO», AVVERTE LA TERAPEUTA

della solitudine ricorre spesso nelle vostre chiamate. «Il Natale è un momento sempre delicato», spiega la dottoressa, «le emozioni si fanno più forti, risuonano di più. È un tempo di bilanci, di condivisio­ne, di aspettativ­e, e le fragilità si amplifican­o». Per Roberto e sua moglie accettare la nuova solitudine appare difficile. «A volte mi sento perso, mia moglie la sta prendendo meglio di me, anche se le mancano i nipotini. Io a volte mi sveglio e non riesco a dare senso alle giornate. Le Feste mi preoccupan­o, come farò? Da sempre le passo con fratelli e sorelle». Tocchini spiega: «Il Natale è simbolo di famiglia, di unione, di vicinanza ed è il momento in cui si dimostrano gli affetti. Si tratta, quest’anno, di capire che sarà necessario trovare modi nuovi di stare vicini, come questo virus ci ha costretti a fare, e dare un nuovo significat­o a queste festività. E, magari, cogliere l’occasione per guardarsi dentro, per una festa che può diventare meno rumorosa e allegra, certo, ma anche più intima».

C’è poi un altro elemento che emerge in maniera forte dalle parole di Roberto: se da un lato l’idea della solitudine spaventa, dall’altra anche l’ipotesi della vicinanza fa altrettant­a paura. «D’altra parte», dice Roberto, «io non voglio vedere proprio nessuno, neanche all’aperto con mascherine e a distanza. Cosa ne so io se gli altri si proteggono o sono imprudenti? Anche i miei figli eh, sebbene lavorino in casa, ma non si sa mai!». È proprio la paura la caratteris­tica di questo momento storico: «È importante bilanciare le ansie e i timori con gli elementi di razionalit­à e di oggettivit­à. Imparare a monitorare i propri stati d’animo e a riconoscer­li il più possibile, per gestirli e non sentirsi sopraffatt­i», spiega Tocchini. «La paura è un’emozione importante che non va demonizzat­a, perché ci salva da situazioni di pericolo. Allo stesso tempo, se diventa terrore c’è bisogno di ricorrere alla razionalit­à per ritornare all’equilibrio». Un fattore decisivo, l’equilibrio, per ritrovare la fiducia negli altri, che altrimenti rischiamo di guardare solo come potenziali untori, dimentican­do che tutti insieme stiamo combattend­o la stessa battaglia. Proprio per non sentirci soli in questa sfida, oltre al sostegno telefonico, Gente e Lighea hanno pensato di mettere in contatto alcuni lettori che, telefonand­o, esprimono il desiderio di volersi confrontar­e, oltre che con lo specialist­a, con persone che vivono una situazione simile alla loro, valutandon­e ovviamente l’opportunit­à proprio con lo psicologo. In più organizzer­emo dei forum, cioè incontri telefonici di gruppo, tra queste persone. Chiunque fosse interessat­o può comunicare fin d’ora la propria disponibil­ità al nostro numero amico che vedete nel riquadro in alto.

IL CONTESTO CI DÀ MODO DI VIVERE I FESTIVI IN MANIERA PIÙ INTIMA

 ??  ?? CI FANNO SENTIRE A CASA Milano. La psicologa Benedetta Tocchini, 33 anni, ritratta nella sala principale di Fondazione Lighea onlus, arredata come una casa.
CI FANNO SENTIRE A CASA Milano. La psicologa Benedetta Tocchini, 33 anni, ritratta nella sala principale di Fondazione Lighea onlus, arredata come una casa.
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 ??  ?? L’ASCOLTO ChE CuRA Lo psicoterap­euta Giampietro Savuto, 74 anni, fondatore di Lighea onlus, ascolta attentamen­te una paziente.
L’ASCOLTO ChE CuRA Lo psicoterap­euta Giampietro Savuto, 74 anni, fondatore di Lighea onlus, ascolta attentamen­te una paziente.
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 ??  ?? LA vOCE AmICA Tocchini risponde a un lettore: è parte del team di Fondazione Lighea, partner di Gente in questa iniziativa unica.
LA vOCE AmICA Tocchini risponde a un lettore: è parte del team di Fondazione Lighea, partner di Gente in questa iniziativa unica.

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