GENTE

Diabete: perché controllar­e la glicemia di ora in ora

OGGI LA TECNOLOGIA CONSENTE IL COSTANTE AUTOMONITO­RAGGIO DEGLI ZUCCHERI. «È LA CHIAVE PER UNA TERAPIA VINCENTE», DICE LO SPECIALIST­A

- Di Edoardo Rosati

Questo è un anno speciale per l’insulina. Si festeggia infatti il centenario della scoperta di quest’ormone che tiene a bada la nostra glicemia, il livello degli zuccheri nel sangue. Deve il suo nome alla parola latina insula e al fatto di essere prodotto da certe cellule del pancreas raggruppat­e, per l’appunto, come tante isolette. Certo che ne è passata di acqua sotto i ponti dell’insulina, diventata terapia salvavita per i molti milioni di individui sul pianeta che non riescono a fabbricare l’ormone a sufficienz­a e vivono perciò col diabete.

Ma nella gestione ottimale della malattia vige un altro principio irrinuncia­bile: la sorveglian­za scrupolosa del glucosio sanguigno. Una missione oggi semplifica­ta dall’avvento hi-tech dei sensori intelligen­ti. «Una volta la glicemia veniva misurata indirettam­ente, nelle urine. Poi, negli anni Settanta, ecco concretizz­arsi la possibilit­à di esaminare una goccia di sangue capillare», spiega Emanuele Bosi, professore di Diabetolog­ia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Dopodiché è stato tutto un galoppante evolversi delle tecnologie all’insegna di un sempliciss­imo ma cruciale ragionamen­to: più si sorveglia il comportame­nto glicemico con accuratezz­a e continuità, migliore sarà il controllo della malattia e la qualità della vita del paziente, con una sostanzial­e riduzione delle complicanz­e e della spesa sanitaria. Un progresso che ha conosciuto un grande avanzament­o grazie alla possibilit­à di monitorare costanteme­nte la glicemia nelle 24 ore senza nemmeno doversi pungere il polpastrel­lo. Un esempio: il FreeStyle Libre. È un dispositiv­o rotondo, rappresent­ato da un sensore di 35 millimetri di diametro e 5 di altezza, indossabil­e fino a 14 giorni e resistente all’acqua: viene applicato sul retro della parte superiore del braccio e, mediante un esilissimo filamento sottopelle, registra le concentraz­ioni di glucosio presenti nel cosiddetto liquido interstizi­ale, il fluido che circonda le cellule corporee. Attraverso un lettore (oppure scaricando sul proprio cellulare un’applicazio­ne ad hoc e avvicinand­o lo smartphone al sensore) diventa poi possibile visualizza­re e memorizzar­e i valori di glucosio nel sangue.

«Questo sistema sa ricavare un quadro fedele delle variazioni glicemiche durante il giorno e le ore notturne, fornendo non solo il valore corrente del glucosio ma anche lo storico delle ultime ore e una fotografia generale dell’andamento glicemico», commenta il professore. Fattori, quelli citati da Bosi, che sono presuppost­i essenziali sia per attuare le migliori strategie terapeutic­he, sia per orientarsi con criterio nelle scelte alimentari. «Il mio sincero augurio è che i pazienti in terapia con l’insulina ricorrano sempre di più a queste tecnologie di controllo con sensori smart, perché l’automonito­raggio del glucosio resta uno degli elementi chiave delle nostre strategie assistenzi­ali».

Un augurio che tutti caldeggiam­o alla luce di un dato allarmante: nel mondo il diabete va espandendo­si, soprattutt­o (per ragioni ignote) il tipo 1, quello che colpisce prevalente­mente i bambini-adolescent­i. In Italia le stime parlano di ben quattro nuove diagnosi ogni giorno. Una vera emergenza socio-sanitaria.

EMANUELE BOSI: «PIÙ CONTROLLO VUOL DIRE PIÙ QUALITÀ DELLA VITA»

 ??  ?? IL METODO FASTIDIOSO L’insulino-dipendente si punge per ottenere una goccia di sangue e misurare la glicemia. È il metodo di autocontro­llo più usato dai diabetici. L’insulina fu scoperta nel 1921, un secolo fa.
I SENSORI INTELLIGEN­TI Ed ecco il controllo indolore della glicemia oggi possibile grazie ad apparecchi hi-tech. Un sensore al braccio manda a un lettore o al cellulare (sotto) tutti i dati, 24 ore su 24, che così saranno memorizzat­i.
IL METODO FASTIDIOSO L’insulino-dipendente si punge per ottenere una goccia di sangue e misurare la glicemia. È il metodo di autocontro­llo più usato dai diabetici. L’insulina fu scoperta nel 1921, un secolo fa. I SENSORI INTELLIGEN­TI Ed ecco il controllo indolore della glicemia oggi possibile grazie ad apparecchi hi-tech. Un sensore al braccio manda a un lettore o al cellulare (sotto) tutti i dati, 24 ore su 24, che così saranno memorizzat­i.
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