GENTE

I TAVOLINI ALL’APERTO

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Cara Monica, con le riaperture dei ristoranti all’aperto le città si sono riempite di tavolini. Spuntano come funghi dappertutt­o: sulle aiuole, sui marciapied­i, occupano persino i parcheggi delle auto. Ora, capisco tutto, ma la viabilità non era già abbastanza complicata? Tra schivare i ciclisti e quelli in monopattin­o, che sono aumentati a dismisura con la pandemia, e questi dehors improvvisa­ti, per gli automobili­sti la vita diventa infernale. Guido Romani Caro Guido, comprendo le tue obiezioni, ma ti invito alla tolleranza. I ristorator­i sono una delle categorie più colpite dalla crisi, se ora hanno la possibilit­à di riaprire seppur a ranghi ridotti e all’aperto bisogna venir loro incontro in ogni modo. Lo stesso vale per chi sceglie una diversa mobilità: biciclette e monopattin­i hanno bisogno di corsie separate e sicure, ma sono modi sacrosanti per spostarsi senza affollare i mezzi pubblici e senza inquinare in auto. Insomma: siamo tutti esasperati, e dunque dobbiamo tutti portare molta pazienza.

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