GENTE

Nella scuola di Bollate si testa il tampone lecca-lecca

UN PO’ DI OVATTA SOTTO LA LINGUA E L’ESITO ARRIVA IN 36 ORE: È IL TEST RAPIDO E INDOLORE SPERIMENTA­TO NELLE CLASSI DI BOLLATE. IL PRESIDE: «PER I BIMBI È UN GIOCO, SI RIENTRA SICURI E SI INSEGNA LORO LA CURA DEGLI ALTRI». PRESTO POTREBBE TOCCARE A TUTTA

- DI ANNA ALBERTI

Di che cosa sa questo tampone lecca-lecca? Di fragola? Di banana? Di menta e liquirizia? «Noooooo», rispondono tutti insieme gli alunni delle quarte A e B della scuola elementare Antonio Rosmini di Bollate, in provincia di Milano. «Sa un po’ di limone», azzarda Paolo. «Ma no, sa di ovatta!», assicura la più realista, Martina. In effetti il cosiddetto tampone lecca-lecca o lollipop, in inglese, non è altro che un batuffolo avvolto su un bastoncino di plastica. «È pensato per i bambini. E, a differenza del notissimo tampone nasofaring­eo, non è fastidioso», spiega Valentina Massa, docente di Biologia applicata dell’università di Milano. La biologa è parte del team diretto dal professor Vincenzo Zuccotti che ha sviluppato il tampone salivare ora testato dagli studenti di elementari, medie e superiori di questa cittadina di 36 mila abitanti, dove a febbraio si sviluppò un focolaio di variante inglese che allarmò non poco. «Basta tenere un minuto sotto la lingua il piccolo rullo di cotone, raccoglien­do un po’ di saliva, quindi reinserirl­o nel suo contenitor­e: un’operazione che i bimbi fanno tranquilla­mente da soli. I prelievi vengono poi spediti a noi e processati entro le 36 ore nei nostri laboratori, dove ricerchiam­o l’Rna del virus in base a un protocollo dell’Università di Yale. Negli Stati Uniti l’hanno adottato per rendere sicure le partite di basket dell’Nba, ma questo test è ormai utilizzato in molti Paesi industrial­izzati. L’affidabili­tà è la stessa del test molecolare, ma, dato che il coronaviru­s si replica prima nella saliva, il tampone lecca-lecca è in grado di scoprire la presenza dell’infezione con un anticipo che va da uno a cinque giorni rispetto al test di uso generale».

In pratica si tratta di un tampone “salivare molecolare”, novità che studenti, genitori e insegnati di Bollate hanno apprezzato particolar­mente dopo i quasi due mesi di Dad, la didattica a distanza resa necessaria dal peggiorame­nto dei contagi. «Il focolaio si è sviluppato proprio qui, dalla scuola dell’infanzia», racconta Salvatore Biondo, dirigente didattico dell’Istituto Rosmini che, oltre alla scuola materna, compren

GLI ALUNNI: «FINALMENTE SI TORNA IN AULA. SIAMO STUFI DELLA DAD!»

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da Bollate (Milano)
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Il primo cittadino Francesco Vassallo, 51 anni mostra agli studenti delle quarte A e B della scuola Rosmini il tampone leccalecca estratto dalla confezione sterile. Sotto, in primo piano: è un batuffolo da mettere in bocca per poco tempo.
IL SINDACO MOSTRA IL KIT Bollate (Milano). Il primo cittadino Francesco Vassallo, 51 anni mostra agli studenti delle quarte A e B della scuola Rosmini il tampone leccalecca estratto dalla confezione sterile. Sotto, in primo piano: è un batuffolo da mettere in bocca per poco tempo.

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