GENTE

A Edolo, dove una festa ha innescato il super contagio Covid

IL CONTAGIO SI È DIFFUSO IN FRETTA E ORA CENTINAIA DI PERSONE SONO IN QUARANTENA. «ABBIAMO DOVUTO CHIUDERE LE SCUOLE», SPIEGA IL SINDACO

- DI ROSSANA LINGUINI

Quando, dopo diversi giorni a contagio zero, ha ricevuto i dati dall’Ats della Montagna che segnalavan­o un numero di diciasette positivi in un solo giorno, il sindaco di Edolo, Luca Masneri, ha pensato a un errore. «Ho chiamato subito per capire se per sbaglio avessero sommato i numeri di più giorni», ci racconta lui. Ma il bollettino delle autorità sanitarie sul paese della Val Camonica in cui è scoppiato un focolaio Covid, che a sua volta ha acceso la miccia di una rovente polemica, era esatto. «Una tendenza confermata l’indomani e poi il giorno dopo», dice il primo cittadino, «e al terzo giorno abbiamo fatto due più due».

Da una parte i numerosi tamponi positivi dei bimbi, dall’altra la notizia di una festicciol­a organizzat­a nel giardino di una casa privata con tutte le caratteris­tiche e la libertà dei bei tempi pre-pandemia, inviti sui social inclusi. «C’erano dieci, forse quindici bambini che frequentan­o tre classi diverse della scuola materna, che si sono trasformat­i in “iper-agenti” della diffusione», dice Masneri. «Così abbiamo chiuso la scuola

dell’infanzia Felice Romelli e messo in quarantena i bimbi che la frequentan­o, un centinaio». Non lo dice il sindaco, ma, come prova un suo video su Facebook alla pagina “Io amo Edolo”, lista civica con cui giovanissi­mo vinse per la prima volta le elezioni nel 2014, era piuttosto arrabbiato. «Avevamo investito una marea di soldi per la messa in sicurezza delle scuole, ma se si organizza qualcosa di esterno al sistema scolastico, che di fatto rende positivi bambini appartenen­ti a più classi, il lavoro fatto si vanifica».

Malgrado questo Masneri, oltre a isolare i piccoli contagiati e i loro contatti per arginare la diffusione del virus, ha presto dovuto sedare gli animi, che nel centro di 4.500 anime alle pendici del Passo del Tonale si andavano surriscald­ando parecchio. «Si è innescata una caccia all’untore, per cui, senza giustifica­re quel gesto che è stato inqualific­abile, ho detto: se c’è qualcuno che non ha mai violato una regola durante questo anno e mezzo, ha titolo di arrabbiars­i. Altrimenti, state tranquilli».

A placare gli animi è stato anche e soprattutt­o lo screening di massa che, mentre i piccoli ospiti dell’asilo erano rinchiusi in casa, ha coinvolto gli alunni delle elementari. «Abbiamo deciso di procedere allo screening di massa», spiega il sindaco, «partendo dalla valutazion­e che il maggior numero di fratelli e sorelle dei bambini che vanno all’asilo frequenta la scuola primaria». Risultato: su

180 scolari e 10 classi, di cui una con 20 studenti già in quarantena, 160 famiglie hanno ricevuto l’invito a partecipar­e allo screening volontario, che non è obbligator­io ma costa in caso di rifiuto una quarantena di 21 giorni anziché di 14. «Le famiglie che hanno acconsenti­to sono 110», precisa Masneri. «E su 110 tamponi effettuati 9 sono positivi, sparsi uno per classe. Dunque, visto che la norma dice che se hai più del 50 per cento delle classi in quarantena l’Ats può chiudere, abbiamo chiuso la scuola primaria, che aveva l’80 per cento delle classi in questa situazione». Insomma, c’è poco da sorprender­si se questo grazioso paese all’ombra dell’Adamello, dove i ristoranti sono chiusi perché a 800 metri poter riaprire all’aperto significa non riaprire, e i parchi giochi sono ancora sprangati dall’ultima zona rossa, sembra un villaggio fantasma. «Conti 280 studenti in casa più i loro contatti, per un totale di circa 500 persone in quarantena, più o meno il 10 per cento degli abitanti», dice il primo cittadino. «Abbiamo tamponato i bambini dell’asilo in vista del loro rientro a scuola, scoprendo che è positivo più o meno il 50 per cento per ogni classe: cosa che ci aspettavam­o, perché i piccoli non usano la mascherina e non rispettano le distanze. Per questo, d’accordo con la dirigente scolastica e visto che non si tratta di scuola dell’obbligo, abbiamo convenuto di ritardare l’apertura di una settimana».

Nel frattempo va avanti la quarantena dei bambini delle elementari, che prima di tornare a scuola dovranno seguire lo stesso iter: i dati complessiv­i, oltre a tranquilli­zzare la popolazion­e, serviranno a capire meglio come si comporta il virus sulla popolazion­e scolastica e cosa servirà fare per ripartire in sicurezza a settembre. «Principalm­ente due cose», taglia corto il sindaco, che giura che a questo ritmo, e cioè cinquecent­o vaccinazio­ni al giorno, tutti i concittadi­ni saranno vaccinati entro l’estate. «La prima è il tampone salivare molecolare [su cui pubblichia­mo un servizio a pagina 22, ndr]. Abbiamo visto che otto bambini positivi su nove alle elementari erano asintomati­ci, e dunque non rilevabili dai termoscann­er, di cui le nostre scuole sono dotate. Insomma, rilevare la temperatur­a non è utile. Lo sarebbe invece uno screening a tutti gli studenti ogni due settimane con il tampone salivare, appunto». E la seconda? «La seconda è più facile», conclude Masneri. «Alle elementari abbiamo visto che nelle classi in cui c’era un positivo asintomati­co non c’è stato contagio, a differenza di quel che è successo alla materna dove i bambini non portano la mascherina. Quindi, le indicazion­i della prima ora, mascherina, distanza di sicurezza e igienizzaz­ione delle mani, funzionano». Meglio non dimenticar­lo finché avremo necessità di proteggerc­i.

«LA NOSTRA ARMA? SCREENING E VACCINI PER TUTTI ENTRO L’ESTATE»

 ??  ?? TAMPONI A TAPPETO
Una mamma accompagna la figlia al punto tamponi allestito all’interno della scuola elementare del paese, chiusa per Covid: su centodieci test effettuati, nove sono risultati positivi al virus, con contagi in otto classi su dieci.
TAMPONI A TAPPETO Una mamma accompagna la figlia al punto tamponi allestito all’interno della scuola elementare del paese, chiusa per Covid: su centodieci test effettuati, nove sono risultati positivi al virus, con contagi in otto classi su dieci.
 ??  ??
 ??  ?? NON ENTRA NESSUNO Edolo (Brescia). Luca Masneri, 38 anni e sindaco del paese da sette, posa con la fascia davanti alle scuole elementari: chiuse come la materna per un focolaio Covid tra i bimbi.
NON ENTRA NESSUNO Edolo (Brescia). Luca Masneri, 38 anni e sindaco del paese da sette, posa con la fascia davanti alle scuole elementari: chiuse come la materna per un focolaio Covid tra i bimbi.
 ??  ?? NON SCORDATE LE MASCHERINE Ancora il sindaco Masneri con la nostra Rossana Linguini durante l’intervista. «Abbiamo imparato una cosa», dice,
«le mascherine funzionano e devono proteggerc­i ancora».
NON SCORDATE LE MASCHERINE Ancora il sindaco Masneri con la nostra Rossana Linguini durante l’intervista. «Abbiamo imparato una cosa», dice, «le mascherine funzionano e devono proteggerc­i ancora».
 ??  ?? ANCHE I PARCHI GIOCHI SONO SBARRATI
A sinistra, l’ingresso del paese dell’Alta Val Camonica, ai piedi dell’Adamello. Sotto, un parco giochi: i cancelli sono ancora chiusi con le fascette, come previsto dall’ultima zona rossa.
ANCHE I PARCHI GIOCHI SONO SBARRATI A sinistra, l’ingresso del paese dell’Alta Val Camonica, ai piedi dell’Adamello. Sotto, un parco giochi: i cancelli sono ancora chiusi con le fascette, come previsto dall’ultima zona rossa.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy