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Riappare (ferita) Ghislaine Maxwell la dama nera di Epstein

Secondo l’accusa, Ghislaine Maxwell, ora in carcere, procacciav­a minorenni al finanziere Jeffrey Epstein e ai suoi amici, tra cui il principe Andrea. In attesa del processo, una foto di lei con un occhio nero fa discutere. Il legale: «Ha paura»

- DI B. CORRADI

Dopo dieci mesi passati in prigione Ghislaine Maxwell è diventata l’ombra di se stessa. Difficile riconoscer­e nella foto pubblicata qualche giorno fa dai giornali americani, in quella donna dimessa e con l’occhio nero, l’affascinan­te ereditiera inglese, protagonis­ta dei salotti del jet set (è amica personale dei Clinton), soprattutt­o ex fidanzata di Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere nel 2019 dopo essere stato accusato di abusi sessuali e traffico di minorenni. La Maxwell non si limitava a essere la compagna di Epstein: secondo la giustizia statuniten­se avrebbe avuto un ruolo fondamenta­le nel reclutare le ragazze per il suo partner, nonché per molti dei suoi amici ricchi e famosi, fra cui persino il principe Andrea d’Inghilterr­a. Quest’ultimo ha sempre negato ogni coinvolgim­ento, nonostante sia stato fotografat­o nel periodo dei presunti reati abbracciat­o a Virginia Giuffre, all’epoca minorenne, diventata oggi una delle principali testimoni d’accusa.

Per questo motivo lo scorso luglio la Maxwell è stata rinchiusa in un centro di detenzione di Brooklyn, a New York, e ci rimarrà probabilme­nte fino al processo, che sarebbe dovuto iniziare a breve ma è stato rimandato al prossimo autunno. La posizione della donna si è infatti aggravata, con nuove accuse di traffico sessuale e sfruttamen­to della prostituzi­one, anche se lei si è sempre dichiarata innocente. Ma torniamo alla foto che ritrae la Maxwell con un occhio nero, la prima da quando è in carcere: a diffonderl­a è stato l’avvocato della detenuta, Bobbi Sternheim, come prova del trattament­o a cui è sottoposta la donna in cella: di notte, ogni 15 minuti, le illuminano il viso con una torcia per controllar­e che respiri, in modo da evitare che si tolga la vita come Epstein. «La signora Maxwell non conosce la causa del livido ed è riluttante a fornire informazio­ni sulle guardie per paura di ritorsioni», ha detto l’avvocato, aggiungend­o di temere che «il livido sia correlato alla necessità di proteggers­i gli occhi dalla luce». Potrebbe quindi esserselo procurata con un asciugaman­o o una calza. Un giudice federale ha accolto la richiesta di Sternheim: il governo dovrà spiegare le ragioni del trattament­o della detenuta. Il legale punta a ottenere la scarcerazi­one per la sua cliente, ma la Maxwell è destinata a restare in prigione poiché è troppo alto il rischio di fuga.

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Ghislaine Maxwell, 59, nell’unica foto diffusa da quando è in cella: ha un livido sotto l’occhio. La complice di Jeffrey Epstein (accanto), morto suicida nel 2019, è accusata di traffico di minori. A sinistra, la Maxwell nel 2000, con Andrea d’Inghilterr­a, 60, e Virginia Giuffre, 37, all’epoca minorenne.
LEGATI DA TURPI TRAFFICI Ghislaine Maxwell, 59, nell’unica foto diffusa da quando è in cella: ha un livido sotto l’occhio. La complice di Jeffrey Epstein (accanto), morto suicida nel 2019, è accusata di traffico di minori. A sinistra, la Maxwell nel 2000, con Andrea d’Inghilterr­a, 60, e Virginia Giuffre, 37, all’epoca minorenne.

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