GENTE

Ian Fleming: per 007 si ispirò a suo fratello Peter

IAN FLEMING IDEÒ L’AGENTE SEGRETO PIÙ FAMOSO DEL MONDO ISPIRANDOS­I ALLA VITA DEL FRATELLO MAGGIORE. BRILLANTE, ELEGANTE, IMPAVIDO, ESPLORATOR­E, EROE DI GUERRA: IL MODELLO PERFETTO PER LA SPIA

- DI MARCO PAGANI

L’ultimo film di 007, Spectre, del 2015 (il nuovo episodio della saga, No time to die, la cui proiezione era prevista per il 2020, uscirà a ottobre a causa della pandemia), ci ha mostrato che James Bond ha un fratello. Il suo nome è Franz Oberhauser e in realtà è il figlio dell’uomo che ha cresciuto James dopo che i suoi genitori, Andrew Bond e Monique Delacroix, sono morti in un incidente alpinistic­o quando lui aveva 11 anni. Franz, però, ha cambiato identità, ora si fa chiamare Ernst Stavro Blofeld ed è il capo della Spectre, l’organizzaz­ione di assassini contro la quale 007 è in lotta da sempre. Anche Ian Fleming, il “papà” letterario dell’agente segreto più famoso al mondo, ave- va un fratello: Peter, più grande di un anno e, soprattutt­o, una brava persona, tanto da avere aiutato Ian a diventare uno scrittore di enorme successo. È lui, Peter, ad aver molto probabilme­nte ispirato il personaggi­o della celebre spia al servizio di sua maestà.

È un libro appena uscito, Baionette a Lhasa L’invasione britannica del Tibet, edito da Settecolor­i, a farci riscoprire Peter Fleming, il suo autore. Approfitta­ndo

dei disordini interni all’impero cinese, l’esercito britannico nel 1904 invase il Tibet costringen­do il Dalai Lama alla fuga in Mongolia. I britannici si ritirarono l’anno dopo. Il racconto di Peter Fleming è appassiona­nte non solo dal punto di vista storico ma anche per la sua estrema conoscenza dei luoghi in cui la vicenda si è svolta. Già, perché Peter è sempre stato un avventuros­o esplorator­e, capace di districars­i in qualsiasi situazione, con abilità combattive e un innato senso dell’umorismo. Una specie di James Bond in carne e ossa, insomma, perfetto modello per la spia creata dal fratello. A lui va un sentito grazie per avere collaborat­o alla nascita di un eroe che accompagna, sorprende, appassiona, crea mode

da quasi settant’anni, da quando cioè esordì al cinema in Licenza di uccidere - era il 1962 - con 007 impersonat­o dall’indimentic­abile Sean Connery, scomparso a 90 anni il 31 ottobre 2020.

La biografia di Peter intanto ci dice che rimase orfano nel 1917: Valentin, il padre dei fratelli Fleming, fu ucciso sul fronte della Prima guerra mondiale. Peter allora aveva 10 anni, un’età molto vicina a quella in cui James Bond perse i suoi genitori. I ragazzi Fleming dovettero fare i conti con i voleri paterni: la loro madre, in cambio di una eredità milionaria, non avrebbe mai potuto risposarsi e avrebbe potuto diseredare i figli in ogni momento. Sia Peter sia 007 frequentar­ono Eton, uno dei più prestigios­i college del Regno Unito. James entra diciassett­enne nella Marina militare, Peter si lascia conquistar­e un po’ più tardi, a 24 anni, dall’avventura, ma con la “A” maiuscola. Nel 1932, infatti, risponde a un originale annuncio pubblicato nella rubrica Agony del quotidiano The Times: “Spedizione esplorativ­a e sportiva, con guida esperta, partente Inghilterr­a giugno per esplorare Brasile centrale, se possibile accertare fine colonnello Fawcett; caccia abbondante, piccola e grossa; pesca eccezional­e; posto libero

per due fucili”. Il resoconto lo si legge in Avventura brasiliana, del 1933, primo dei 17 volumi di Peter diventati classici dei libri di viaggio del Novecento. L’ironia è continua. Nell’introduzio­ne alla spedizione scrive: “I sacrifici che dovemmo sopportare furono minimi e se in qualche parte di questo libro ho dato un’impression­e diversa, l’ho fatto senza intenzione”. Puro humour bondiano.

Tutt’altro che minimi, e tutti veri, sono i rischi affrontati da Peter in divisa da ufficiale dell’esercito nella Seconda guerra mondiale. Al pari di Ian, anche lui servì nei servizi segreti, però impegnando­si sul campo e non dietro una scrivania come il fratello. Fu il primo inglese ad essere inviato in missione nella Norvegia occupata dai nazisti, poi venne mandato in Grecia e infine in Asia per trasmetter­e ai giapponesi falsi piani di guerra inglesi. Esperto di tattiche di guerriglia e combattime­nti all’arma bianca, di cui faceva parte l’uso di arco e frecce, partecipò ad azioni di sabotaggio con esplosivi e mise in luce una spiccata capacità di adattament­o riuscendo a trarsi d’impaccio dai pericoli che gli si presentava­no. Fu congedato con il grado di colonnello e insignito della onoreficen­za di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. Ian Fleming ne ha avuto di materiale da trasferire nella personalit­à del mitico 007: e Bond, infatti, oltre che agente segreto, è stato pure comandante della Marina militare.

Peter di sicuro dette un contributo reale alla nascita di Bond. Nel 1952, per esempio, scrisse il romanzo di spionaggio The Sixth Column (La sesta colonna), anticipand­o di un anno la pubblicazi­one di Casino Royale, il libro con cui Ian tenne a battesimo James Bond. Peter convinse il suo editore, Jonathan Cape, a dare alle stampe Casino Royale. E fu Peter a dare il nome a uno dei personaggi più riusciti della saga bondiana: inventò lui per la segretaria del capo del servizio segreto inglese l’identità di Miss Moneypenny. Ian l’aveva chiamata Miss Pettaval: e chi se la sarebbe mai filata?

Peter Fleming, morto nel 1971, sette anni dopo Ian, precisò che il suo servizio funebre fosse il più breve possibile, prevedesse una buona, forte bevuta per gli amici e la partecipaz­ione del suo cane: “Aiuterà a distrarre e a chiacchier­arci sopra, facendo meno fastidioso un evento fastidioso”. Visse una volta sola, non due come Bond nell’omonimo film, ma con la stessa classe di 007.

NON FU IAN MA SUO FRATELLO A INVENTARE MISS MONEYPENNY

 ??  ?? ANCHE LUI
ERA SCRITTORE Sopra, Peter Fleming (19071971) nel 1932, a 25 anni, quando, rispondend­o a un annuncio sul Times, partecipò a un’epica spedizione in Brasile. A destra, è con la moglie, l’attrice Celia Johnson (19081982) e il figlio Nicholas (19391995) nella loro casa a Nettlebed, nell’Oxfordshir­e. Anche Peter era scrittore, più bravo del fratello Ian.
ANCHE LUI ERA SCRITTORE Sopra, Peter Fleming (19071971) nel 1932, a 25 anni, quando, rispondend­o a un annuncio sul Times, partecipò a un’epica spedizione in Brasile. A destra, è con la moglie, l’attrice Celia Johnson (19081982) e il figlio Nicholas (19391995) nella loro casa a Nettlebed, nell’Oxfordshir­e. Anche Peter era scrittore, più bravo del fratello Ian.
 ??  ??
 ??  ?? TUTTO INIZIÒ IN GIAMAICA
Ian Fleming (1908-1964) e la moglie Ann (1913-1981) a Goldeneye, la villa in Giamaica dove nacque il personaggi­o di James Bond. In tutto Ian dedicò al suo eroe 13 romanzi in 13 anni di lavoro.
SEAN E URSULA INDIMENTIC­ABILI NEL PRIMO FILM DELLA SAGA
Sean Connery (1930-2020) e Ursula Andress, oggi 85 anni, lo 007 più amato e la splendida Honey Ryder, in Licenza di uccidere, del 1962, il primo film della saga dell’agente segreto.
TUTTO INIZIÒ IN GIAMAICA Ian Fleming (1908-1964) e la moglie Ann (1913-1981) a Goldeneye, la villa in Giamaica dove nacque il personaggi­o di James Bond. In tutto Ian dedicò al suo eroe 13 romanzi in 13 anni di lavoro. SEAN E URSULA INDIMENTIC­ABILI NEL PRIMO FILM DELLA SAGA Sean Connery (1930-2020) e Ursula Andress, oggi 85 anni, lo 007 più amato e la splendida Honey Ryder, in Licenza di uccidere, del 1962, il primo film della saga dell’agente segreto.
 ??  ?? E, INCREDIBIL­E, CONNERY GLI SOMIGLIA Peter Fleming nudo, selvaggio e cacciatore durante l’avventura in Brasile. Sopra, Sean Connery e Ian Fleming sul set di Licenza di uccidere. Fa impression­e notare la somiglianz­a di Peter col divo scozzese.
E, INCREDIBIL­E, CONNERY GLI SOMIGLIA Peter Fleming nudo, selvaggio e cacciatore durante l’avventura in Brasile. Sopra, Sean Connery e Ian Fleming sul set di Licenza di uccidere. Fa impression­e notare la somiglianz­a di Peter col divo scozzese.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy