GENTE

Gossip Girl

Per sei stagioni, in onda dal 2007 al 2012, le protagonis­te hanno ispirato i look di milioni di adolescent­i. A New York, i luoghi del set attirano turisti da tutto il mondo. Da luglio, 10 nuovi episodi, nuovo cast, nuovi fantastici abiti

- DI PAOLA BRAMBILLA

Guardare una puntata di Gossip Girl è come affondare il cucchiaio in un’enorme coppa di tiramisù con la panna, un piccolo piacere irresistib­ile che conquista al primo assaggio. In origine, la serie più amata degli anni Duemila doveva essere un film tratto dalla collana di romanzi di Cecily von Ziegesar (pubblicati in Italia da Sonzogno con il marchio Bad Girls). Invece, dal 2007 al 2012 ha avvinto gli spettatori di 50 Paesi con sei stagioni e 121 episodi, che oggi si possono rivedere su Netflix. Fin dalla puntata pilota, seguita il 19 settembre 2007 da 3,5 milioni di spettatori sul canale americano The CW, ha dimostrato di avere le carte in regola per trasformar­si in un successo planetario. Per

quattro anni consecutiv­i, dal 2008 al 2011, ha conquistat­o il Teen Choiche Award come migliore serie televisiva drammatica. Ambientata a New York, nel quartiere di Manhattan, racconta vite, passioni e ambizioni di quattro adolescent­i ricchissim­i e viziati. Serena e Blair, amiche del cuore ma anche capaci di ferirsi a vicenda con perfidia, frequentan­o scuole private costosissi­me e trascorron­o il tempo tra brunch, cocktail e feste sontuose. Nello stesso mondo dorato si muovono l’arrivista Chuck Bass e l’avventuros­o Nate Archibald, rampolli snob dell’alta borghesia, e i fratelli Dan e Jenny Humphrey, di origini più umili ma altrettant­o competitiv­i. Filo conduttore è la voce narrante di una misteriosa blogger (nella versione originale ha la voce dell’attrice Kristen Bell), che dal sito intitolato Gossip Girl spiffera segreti e indiscrezi­oni sulle loro vite.

Con questo escamotage, più di dieci anni fa la fiction ha anticipato i tempi attuali, in cui i social come Instagram, Facebook e Twitter sono diventati delizia delle nostre relazioni e croce della nostra privacy. Oggi, nove anni dopo la messa in onda dell’ultimo episodio, arriva l’attesissim­a riedizione di Gossip Girl: girata in 10 puntate, è stata affidata ai creatori della serie originale, Josh Schwartz e Stephanie Savage, e verrà lanciata a luglio da Hbo Max. Ma non sarà un sequel. I personaggi, completame­nte diversi, interagisc­ono anni dopo, in una New York più attuale che mai in cui la pandemia è stata sconfitta. Il cast è composto da volti ancora poco noti al grande pubblico. La bionda Emily Alyn Lind è Audrey Hope, ex fidanzata di Aki (il modello Evan Mock) e miglior amica di Julien (l’attrice candese Jordan Alexander). Ci saranno anche Savannah Smith, Whitney Peak, Jason Gotay, Eli Brown e Johnathan Fernandez, tutti allievi, come i loro predecesso­ri, della prestigios­a Constance Billard School. Le leve che li muoveranno saranno ancora una volta ambizione, potere e passioni. Ma nella nuova serie ci sarà un’apertura verso temi di interesse sociale attualissi­mi, come il cyberbulli­smo, l’omosessual­ità e l’inclusivit­à. E per la prima volta i protagonis­ti non saranno solo adolescent­i bianchi. «È arrivato il momento di cambiare le cose», ha detto l’attrice Savannah Smith che nel nuovo Gossip Girl interpreta

Monet de Haan, tosta e determinat­a. «Credo sia importante per una ragazza nera sentirsi rappresent­ata da qualcuno come lei nella serie, qualcuno in una posizione di potere». Al di là della trama, che tratteggia il ritratto fedele, oggi come allora, della società e dei giovani newyorkesi, la più grande protagonis­ta in entrambe le serie è la moda. «Gossip Girl ha esercitato un’enorme influenza sul mercato e sulla cultura giovanile», ha spiegato dalle pagine del New York Times Stephanie Meyerson, esperta americana di tendenze. «I fan entrano nelle boutique mostrando le riviste con le foto dei personaggi della serie e chiedono di acquistare i loro vestiti». Dietro la scelta degli abiti di Gossip Girl, anche questa volta c’è il genio creativo del costumista Eric Daman, ex modello di Calvin Klein e già vincitore del prestigios­o premio Emmy per gli abiti di Sex and The City. «Sarà bellissimo e diverso dal Gossip Girl che conoscevam­o. E i vestiti sono pazzeschi, ovviamente!», ha spiegato. Nella serie orginale, per vestire Serena, interpre

tata dalla bionda Blake Lively, si è ispirato allo stile boho-chic amato da Sienna Miller e Kate Moss. Per i look dell’amica-nemica Blair, la bruna Leighton Meester, ha preso spunto dagli abiti bon ton di Audrey Hepburn. Il risultato è un guardaroba griffatiss­imo del valore di quasi 14 milioni di euro che sul set occupava 460 metri quadrati. Per accontenta­re i fan, delusi dai costi esorbitant­i di abiti che non potevano permetters­i, Daman ha creato, con la catena Charlotte Russe, una linea low cost ispirata a Gossip Girl. Nel 2009, anche la stilista Anna Sui ha lanciato una collezione dedicata alla serie. Il marchio Romeo and Juliet couture, nel 2011 ha prodotto (con la Warner Bros) la linea consacrata alle protagonis­te. Resta inarrivabi­le l’abito da sposa disegnato da George Chakra che Blake Lively indossò sul set per le nozze di Serena, nell’episodio girato un mese dopo il suo vero matrimonio, avvenuto nel 2012 con il collega Ryan Reynolds, da cui ha poi avuto tre figli.

Tra i fan più fedeli di Gossip Girl c’è l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg. Nel 2012, il primo cittadino visitò il set che ha contribuit­o ad arricchire la città attirando frotte di turisti. Per celebrare la centesima puntata, in segno di gratitudin­e proclamò il 26 gennaio il Gossip Girl Day. I produttori investiron­o fino a 60 mila dollari al giorno per le location in cui furono girate le scene più memorabili. Luoghi ancora oggi presi d’assalto dai fan che li visitano con un tour guidato: dal Palace Hotel sulla Madison Avenue, in cui Serena abitava con la famiglia, il giro tocca la boutique di Vera Wang, dove Blair comprò il suo abito nuziale, e si sofferma davanti agli scalini del Metropolit­an Museum of Art, su cui le gossip girls sedevano per pranzare. L’Empire Hotel, che nella serie fu il primo investimen­to del perfido Chuck Bass, oggi ospita il bar in cui si può ordinare il cocktail Xoxo (locuzione che significa “baci baci”), creato in onore di Gossip Girl. Anche gli attori dalla serie hanno tratto enormi benefici. Per il ruolo di Serena, nel 2008 Blake Lively fu premiata come miglior attrice emergente. Per ogni episodio percepì un compenso di circa 50 mila euro e in seguito fu scelta come testimonia­l da Gucci. Leighton Meester per avere la parte di Blair si scurì i capelli, biondi naturali, poiché i produttori volevano una bruna. Per due anni, nel 2009 e nel 2010, quel ruolo le valse il premio come miglior attrice televisiva. Riuscirà la nuova generazion­e di attrici a bissare il loro enorme successo?

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Blake Lively è Serena van der Woodsen. Sotto, le nozze con Dan, interpreta­to da Penn Badgley, 34. Durante le riprese la coppia si innamorò davvero: rimasero uniti dal 2007 al 2010. A sinistra, Blake con l’attuale marito Ryan Reynolds, 44. Si sono sposati nel 2012 e hanno tre figli.
SUL SET SI AMARONO DAVVERO Blake Lively è Serena van der Woodsen. Sotto, le nozze con Dan, interpreta­to da Penn Badgley, 34. Durante le riprese la coppia si innamorò davvero: rimasero uniti dal 2007 al 2010. A sinistra, Blake con l’attuale marito Ryan Reynolds, 44. Si sono sposati nel 2012 e hanno tre figli.
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CHE GUARDAROBA! Gli abiti di Gossip Girl saranno curati, come nelle precedenti stagioni, dal costumista Eric Daman (50 anni, nel riquadro), vincitore del premio Emmy per i look di Sex and The City. Per il cappottino e l’abito rosa indossati da Leighton Meester (sopra e accanto) si era ispirato allo stile di Audrey Hepburn. Per vestire Blake Lively (a sinistra, in tubino dorato), prese spunto dai look di Kate Moss.
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