GENTE

PERCHÉ L’EGITTO TIENE BLOCCATA LA NAVE EVER GIVEN?

La portaconta­iner si era arenata il 23 marzo nel Canale di Suez, fermando il passaggio. Dopo averla disincagli­ata, le autorità l’hanno messa sotto sequestro. Possono?

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Secondo la Convenzion­e di Costantino­poli del 1888, il Canale di Suez, seppure in territorio egiziano, deve essere considerat­a una via d’acqua il cui passaggio è sempre garantito. Il canale è gestito dalla Società del Canale, che nel 1956 il presidente Nasser nazionaliz­zò. Per transitare lungo il canale è obbligator­io la presenza in plancia di un pilota, una persona esperta della navigazion­e nel canale, che fornisce le indicazion­i sul passaggio, ma si tratta di “consigli”: il comandante della nave resta sempre il responsabi­le. Questo il quadro in cui si inserisce la vicenda della Ever Given. È evidente che quando la nave ha bloccato il transito, la Società del Canale abbia avuto un danno per il mancato incasso dei diritti di navigazion­e [si parla di oltre 900 milioni di dollari divisi tra perdita di guadagno e di immagine e diritti di salvataggi­o, ndr]. La Società ha quindi citato per danni la compagnia proprietar­ia della nave, la giapponese Shoei Kisen Kaisha, chiedendo il sequestro conservati­vo della nave, sequestro accordato dal tribunale di Ismalia. È un’operazione che accade ogniqualvo­lta una nave provoca un danno di grossa entità. Ora dovranno discutere avvocati e assicurazi­oni per trovare un accordo e fino ad allora, o fino a quando l’armatore non decida di versare una cauzione, la nave resterà ancorata nel canale. (Sopra, un momento delle operazioni di disincagli­o della Ever Given nel Canale di Suez).

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FABIO CAFFIO ex ammiraglio, esperto di Diritto del mare
Risponde FABIO CAFFIO ex ammiraglio, esperto di Diritto del mare

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