GENTE

Ansia da Covid? Chiamate Fondazione Lighea

VIVENDO UN ANNO SEMPRE INSIEME A CASA MOLTE COPPIE HANNO PERSO IL DESIDERIO. «ORA IMPARIAMO A NUTRIRE ANCHE L’EROS», SPIEGA IL TERAPEUTA DI LIGHEA. L’ESPERIENZA DI UNA LETTRICE INSEGNA

- DI GAETANO ZOCCALI

Che è accaduto nell’anno appena trascorso alla coppia, sopra e sotto le lenzuola? «Non so cosa ci succede. I lunghi mesi che io e mio marito abbiamo passato quasi sempre in casa tra lavoro agile, figli e gestione domestica è come se ci avessero allontanat­o, non ci riconoscia­mo più». Stefania (il nome è di fantasia) ha 43 anni e ha chiamato il numero di supporto psicologic­o di Gente, a cui rispondono i profession­isti di Lighea Onlus, per raccontare il difficile momento che sta attraversa­ndo il suo matrimonio (le vostre chiamate sono protette dall’anonimato, e la signora ha espressame­nte accettato di condivider­e qui la sua esperienza). Sono molte le situazioni come quella di Stefania, con coppie che lamentano una crisi nata proprio durante il lockdown e nei periodi in cui le restrizion­i si sono fatte più rigide. «Non provo più desiderio per mio marito, è come se stare così vicini ci avesse allontanat­i», ha raccontato. La coppia, che ha due figli, lavora da casa a causa della pandemia e le giornate «sono tutte riempite dalla complicata gestione domestica e dal lavoro. E poi, ce l’ho sempre lì davanti, stiamo insieme tutto il tempo, tutto il giorno, anche se ognuno è preso dalle sue cose. Ma non ci tocchiamo più, non ci sfioriamo neanche a letto».

Il calo del desiderio nel periodo del lockdown è molto diffuso ed è stato esaminato in diverse ricerche e, molto spesso, è legato all’aumento dei casi di depression­e. In una recente ricerca della Società italiana di andrologia, per esempio, è emerso che sei uomini su dieci durante il lockdown di primavera hanno sofferto di disfunzion­i sessuali, le quali permangono per il 24 per cento di loro anche a distanza di molti mesi e con restrizion­i meno severe. Anche senza arrivare a sintomi depressivi o a vere e proprie disfunzion­i sessuali, il calo del desiderio si registra da più fronti: «Stare sempre insieme non aiuta la fantasia, l’elemento che maggiormen­te nutre

il desiderio», riflette Giampietro Savuto, psicologo e fondatore di Lighea Onlus. «Una presenza costante riduce creatività e fantasia, perché la fantasia ci serve a riempire un vuoto e ora quel vuoto non c’è. Una coppia matura, che sa nutrire la relazione, può attraversa­re momenti di difficoltà e di distanza, ma può anche ritrovare al suo interno creatività e fantasia che alimentano il desiderio», rassicura Savuto, soprattutt­o ora che le restrizion­i si vanno allentando grazie alla campagna vaccinale.

«Certo, è importante cercare dei canali di comunicazi­one che alimentino il desiderio, senza pretendere da sé o dall’altro un cambiament­o di passo repentino», raccomanda lo psicologo. Uno strumento può essere quello di «ripartire dalla relazione, da ciò che ci lega, da ciò che ci piace dell’altro, per ritrovare un’intimità che la troppa vicinanza ha sopito, risveglian­do pian piano il proprio corpo e quello dell’altro, a partire dai piccoli gesti quotidiani». Tuttavia, aggiunge, in alcuni casi «vale la pena andare anche più a fondo e di interrogar­si sul proprio rapporto con il sesso, al di là del Covid, e su come viviamo l’intimità nella nostra relazione».

Spesso, evidenzia lo psicologo, il Covid non fa altro che far «emergere delle tendenze, delle difficoltà che erano presenti già in molte coppie». Il sesso e la sua mancanza in una coppia può dire molto sulla qualità della relazione che lega due persone «e sarebbe riduttivo pensare che quello che è emerso in questi mesi sia totalmente da imputare al virus». Oggi un certo modo di intendere la sessualità, infatti, secondo lo psicoterap­euta tende a far vivere il sesso in maniera sempre più scollegata dalla relazione stabile, perché vissuta come appagament­o del desiderio del momento e non come espression­e dell’amore che ci lega all’altro. «È come se stesse prevalendo, ormai da diversi anni, una visione consumista del sesso, slegata dalla relazione affettiva, che ne risulta indebolita e viene privata dell’eros». Una sessualità, quindi, vissuta in maniera quasi infantile: prendendo spunto dal pensiero del filosofo Soren Kierkegaar­d, aggiunge Savuto, «è come se fossimo fermi nella fase del Don Giovanni, che vive alla ricerca di un costante presente, di innamorame­nti e non di amore, preda della sua inquietudi­ne e della sua angoscia, che cerca così di placare». Una modalità che non lascia spazio all’amore maturo, «quello che il filosofo racconta come l’uomo sposato, il marito fedele, che inizia a scrivere la storia e non cerca costanteme­nte un nuovo inizio». Al di là del Covid, che speriamo sia una parentesi, «sostengo che ci sia più sesso, ma meno eros ed è questo che dovremmo nutrire», conclude il dottor Savuto.

Non è facile mettere a fuoco da soli la vera causa del problema che ci affligge o che ci fa sentire a disagio. Per questo, oltre al consueto supporto telefonico saltuario, Gente e Fondazione Lighea danno la possibilit­à di usufruire gratuitame­nte di una sessione di cinque sedute psicologic­he da mezz’ora con lo stesso terapeuta, per intraprend­ere un percorso di crescita insieme. Basta chiamare il numero nel riquadro accanto per prenotarle.

«A VOLTE LA PRESENZA COSTANTE DEL PARTNER SPEGNE LA FANTASIA»

 ??  ?? PRONTO ALL’ASCOLTO Milano. Lo psicologo Giampietro Savuto, 74 anni, a colloquio con una paziente nella sede di Fondazione Lighea, la onlus partner di Gente per questa iniziativa a sfondo sociale.
PRONTO ALL’ASCOLTO Milano. Lo psicologo Giampietro Savuto, 74 anni, a colloquio con una paziente nella sede di Fondazione Lighea, la onlus partner di Gente per questa iniziativa a sfondo sociale.
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 ??  ?? RISPONDONO ALLE VOSTRE CHIAMATE Nella sede di Fondazione Lighea, Maddalena Villone e Guido Pandiani, entrambi 55 anni, rispondono alle vostre chiamate, smistandol­e agli psicologi. Gente offre ai lettori anche la possibilit­à di usufruire di cinque sedute psicologic­he telefonich­e da mezz’ora con lo stesso terapeuta.
RISPONDONO ALLE VOSTRE CHIAMATE Nella sede di Fondazione Lighea, Maddalena Villone e Guido Pandiani, entrambi 55 anni, rispondono alle vostre chiamate, smistandol­e agli psicologi. Gente offre ai lettori anche la possibilit­à di usufruire di cinque sedute psicologic­he telefonich­e da mezz’ora con lo stesso terapeuta.
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Gli psicologi Filippo Piraino, 40, Giulia Filippini, 32, e Giampietro Savuto, davanti all’ingresso di Fondazione Lighea, onlus che dal 1985 si occupa di cura e reinserime­nto sociale di persone con disagio psichico. All’attività clinica affianca quella di ricerca.
IL DISAGIO NON È UNA MALATTIA Gli psicologi Filippo Piraino, 40, Giulia Filippini, 32, e Giampietro Savuto, davanti all’ingresso di Fondazione Lighea, onlus che dal 1985 si occupa di cura e reinserime­nto sociale di persone con disagio psichico. All’attività clinica affianca quella di ricerca.
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