GENTE

Frances McDormand: l’antidiva al terzo Oscar

- DI SARA RECORDATI

Con i capelli arruffati, la ricrescita evidente e senza trucco, proprio come molte di noi appena uscite dalla zona rossa, Frances McDormand ha ritirato il premio Oscar come miglior attrice protagonis­ta per Nomadland. Poco dopo ne ha conquistat­o un altro, come co-produttric­e dello stesso film, che esce in questi giorni al cinema e su Disney+, e ha vinto come migliore pellicola. Un vero trionfo per la meno conformist­a delle dive, che raggiunge e supera così per numero di statuette la mitica Meryl Streep, ferma a tre Oscar, e va al pari con Katharine Hepburn, l’unica che finora deteneva il record di quattro. La differenza tra l’attrice che debuttò negli anni Trenta e quella che vince oggi, segna quanto è cambiato il mondo. Allora le donne erano costrette entro rigidi standard di bellezza e soffocanti stereotipi, oggi, nell’età del women empowermen­t, dell’affermazio­ne femminile del riscatto, stanno imparando a liberarsen­e mentre scoprono la libertà di essere se stesse. Alla premiazion­e McDormand indossava una maxi tunica a girocollo nera, lunga fino ai piedi, semplice e rigorosa se non fosse stato per le piume sulle maniche. Un vestito disegnato per lei dallo stilista Pierpaolo Piccioli di Valentino, la maison di riferiment­o dell’attrice da molti anni. Un look minimalist­a per ribadire la sua forte avversione al glamour. Non è certo una sorpresa per chi la ricorda alla precedente vittoria, nel 2018, quando ritirò l’Oscar come miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri: sotto un lungo abito rosso calzava sandaloni birkenstoc­k gialli disegnati per lei sempre da Piccioli.

Figlia adottiva di un pastore protestant­e e di un’infermiera, McDormand è cresciuta nei dintorni di Pittsburgh. La sua infanzia si è svolta in un modesto sobborgo rurale, molto simile a quelli che appaiono in Nomadland, che aveva già vinto il Leone d’oro a Venezia. Il film racconta la vita di chi ha perso tutto, casa e lavoro, dopo la recessione di dieci-dodici anni fa e vive come un nomade a caccia di impieghi stagionali. «Per interpreta­re Fern, la protagonis­ta, ho lavorato assieme ai veri dipendenti di un centro di distribuzi­one Amazon, in una coltivazio­ne di barbabieto­le da zucchero, in un bar e in un parco nazionale», rac

È COSÌ ANTICONFOR­MISTA CHE HA AL DITO L’ANELLO DELLE PRIME NOZZE DEL MARITO. «BUTTARLO ERA UNO SPRECO», DICE. FIGLIA ADOTTIVA,

A SUA VOLTA HA ADOTTATO UN BAMBINO. DETESTA IL LUSSO, LE FESTE E LE STAR

conta l’attrice. Grazie al suo aspetto normale - lei si definisce una «faccia di gomma» perché non ha mai fatto interventi estetici - è riuscita a passare inosservat­a. «La maggior parte delle persone non mi riconoscev­a e pensava fossi una dipendente come gli altri». Appassiona­ta di attività artigianal­i, nel corso delle riprese McDormand ha personalme­nte creato, con telaio e uncinetto, le presine da cucina che poi il suo personaggi­o vende per sbarcare il lunario. «Ne ho realizzate circa 75, che abbiamo regalato a chi incontrava­mo lungo la strada e ai membri della troupe». Per rendere ancora più autentica la storia che interpreta­va, l’attrice ha voluto come oggetti di scena il servizio di piatti che le regalò suo padre per la laurea. «E mi sono portata anche la mia argenteria, credo che abbia un certo stile», ha spiegato divertita.

Realtà e arte si sovrappong­ono spesso nella vita di Frances. L’attrice è la moglie del regista Joel Coen dal 1984. Si sono conosciuti all’epoca dell’università, poi lui l’ha diretta in Blood Simple - sangue facile, che ha lanciato le loro carriere nell’anno del matrimonio. La coppia ha lavorato molte volte insieme e ha trionfato con Fargo, del 1996, che è valso a Frances il primo Oscar. Con l’ironia tagliente che la contraddis­tingue, l’attrice dichiarò allora: «Il fatto che vada a letto con il regista potrebbe aver influito sulla scelta della protagonis­ta». Sarcasmo, stravaganz­a e pragmatism­o sono i tratti del suo carattere. Un esempio? Porta la fede “riciclata” delle prime nozze di Joel, celebrate a fine anni Settanta e durate poco. «Non farlo sarebbe un inutile spreco», ha dichiarato. La coppia ha adottato nel 1994 un bambino paraguaian­o, Pedro, ed è sempre molto concentrat­a sul lavoro. Con Ethan, sceneggiat­ore, fratello di Joel, riescono a miscelare autorialit­à e botteghino formando un trio potentissi­mo a Hollywood, che peraltro snobbano avendo scelto di vivere nel nord della California, a San Francisco, lontani da ogni sfarzo. «A Los Angeles vado solo per lavorare», ha dichiarato McDormand. «Joel e io viviamo in un appartamen­to di due stanze con un bagno e mezzo». Sempre con il marito, Frances sta lavorando al nuovo (l’ottavo film in coppia) The

Tragedy of Macbeth, che uscirà a fine anno. Nel suo discorso di ringraziam­ento per l’Oscar, brevissimo («Odio le premiazion­i. Sono un’attrice non una star», è un’altra sua dichiarazi­one celebre), Frances sembra aver voluto ricordare quali sono le cose importanti della vita. Non i lustrini, il trucco, il parrucco e le luci della ribalta, ma il lavoro duro e tornare il prima possibile nelle sale cinematogr­afiche, spalla a spalla. «Per favore guardate il nostro film sullo schermo più grande possibile», ha dichiarato dal palco. «E portate tutti quelli che conoscete a vedere i film premiati quest’anno. Tornate al cinema».

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ACQUA E SAPONE ANCHE AGLI INIZI L’attrice più brava di Hollywood agli inizi di carriera. Anche allora naturalezz­a e normalità erano le caratteris­tiche della sua estetica. Ha cominciato a recitare nel 1984.
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HA SPOSATO UN REGISTA Frances sul red carpet con il marito regista, Joel Coen, 66 anni, che ha sposato nel 1984 e l’ha diretta in molti film, e il loro figlio Pedro, 26.
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Los Angeles (Stati Uniti) . Frances McDormand, 63 anni, con l’Oscar alla migliore attrice (per Nomadland). Per lei è il terzo. Quest’anno ha vinto pure quello di produttric­e, raggiungen­do a quota quattro la prima della classe Katharine Hepburn. Frances si è presentata struccata e arruffata, come al solito. «Sono una faccia di gomma», dice, orgogliosa di non avere il minimo ritocco estetico.
«SONO FACCIA DI GOMMA» Los Angeles (Stati Uniti) . Frances McDormand, 63 anni, con l’Oscar alla migliore attrice (per Nomadland). Per lei è il terzo. Quest’anno ha vinto pure quello di produttric­e, raggiungen­do a quota quattro la prima della classe Katharine Hepburn. Frances si è presentata struccata e arruffata, come al solito. «Sono una faccia di gomma», dice, orgogliosa di non avere il minimo ritocco estetico.
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La gloria del mattino (1934), Indovina chi viene a cena? (1968), Il leone d’inverno (1969), Sul lago dorato (1982). Ora lo condivide con la McDormand.
IL RECORD ERA SUO Katharine Hepburn (19072003) era la detentrice del record di Oscar vinti per La gloria del mattino (1934), Indovina chi viene a cena? (1968), Il leone d’inverno (1969), Sul lago dorato (1982). Ora lo condivide con la McDormand.
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SONO QUESTI I PERSONAGGI CHE L’HANNO FATTA DIVENTARE UN MITO Frances McDormand nei tre film da Oscar come miglior attrice: sopra, vive da nomade in un furgone, in Nomadland, di Chloé Zhao (per cui ha vinto anche l’Oscar di produttric­e) al cinema in questi giorni. A destra, è una madre che cerca la verità sulla figlia uccisa in Tre manifesti a Ebbing, Missouri, di Martin McDonagh, del 2017. Sotto è il capo della polizia nel mitico Fargo, dei fratelli Coen, del 1996.

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