GENTE

Maria Callas: in un libro le lettere con tutti i suoi tormenti

MARIA DETESTAVA I GENITORI E RISCHIÒ DI ESSERE AVVIATA ALLA PROSTITUZI­ONE DALLA MADRE: «SONO STUFA DI QUEGLI EGOISTI INDIFFEREN­TI», SI LEGGE IN UN LIBRO CHE CONTIENE LETTERE INEDITE (SOTTO). «MIO MARITO MI HA DERUBATO». E, CLAMOROSO, ONASSIS LA DROGÒ PER

- DI GAETANO ZOCCALI

Ammirata, osannata, invidiata. Maria Callas era sempliceme­nte la dea della lirica. La sua vita è passata alla storia come la fiaba di un brutto anatroccol­o che si trasforma in cigno e conquista una vita dorata. Ma quale prezzo ha pagato Maria - la donna - per permettere all’artista - la Divina - di prendere il volo? A presentarc­i il conto, molto salato, è la storica britannica Lyndsy Spence nel libro Cast a Diva: the Hidden Life of Maria Callas (ed. The History Press, in uscita in inglese il 1° giugno). Una biografia investigat­iva che scava nei blocchi psicologic­i della cantante per capire cosa c’era davvero dietro alle vicende di questa icona dell’arte e del femminismo sciorinate su tutti i rotocalchi dell’epoca. La scrittrice ha analizzato una quantità immane di documenti, anche inediti, tra cui lettere inviate dal soprano alla sua segretaria e amica Nadia Stancioff, ma anche telegrammi e referti medici. Ne è emerso il tormento di una donna ricattata, drogata e maltrattat­a da chi in realtà avrebbe dovuto amarla più di ogni altro, a cominciare dalla madre, dal marito e infine dal compagno Onassis. Le grandi tragedie che ha cantato le aveva vissute, del pathos dei melodrammi era gonfio il suo cuore.

La storia “non inizia con la sua nascita, ma con la tristezza che l’ha preceduta”, si legge. “Fin da piccola sapevo che dovevo aiutare me stessa”, scrisse di suo pugno

all’amica. Maria Anna Cecilia Sofia Kalos, questo il nome di battesimo, nacque a New York nel 1923 in una famiglia di immigrati greci, fanatici religiosi. I genitori avrebbero voluto un maschio e la madre, alla notizia che era femmina, non volle nemmeno vederla. Questo spiega il ritardo con cui fu registrata all’anagrafe, tanto che non ebbe mai una data di compleanno certa: 2, 3 o 4 dicembre. E se l’accoglienz­a non fu un benvenuto, le cose non miglioraro­no col tempo. A cinque anni Maria venne investita da un’auto e rimase in coma per ventidue giorni, così la madre poté raccontare che il caratterac­cio della figlia era dovuto all’incidente. Maria, dal canto suo, lamentò fino alla fine di non aver mai avuto amore dalla mamma Litsa, accusandol­a di schizofren­ia (“era una personalit­à borderline”).

Dopo la separazion­e dei genitori, Maria andò ad Atene con la madre, la quale era determinat­a a trasformar­la in una diva. La bambina aveva iniziato le lezioni di piano a quattro anni, vivendole come un’imposizion­e. “Quando ero piccola, ho partecipat­o a una gara di canto... mi chiamavo Anita Duval... In seguito sono passata a Nina Foresti”, scrisse all’amica Stancioff. “Ho studiato lingue e canto solo come realizzazi­oni sociali”. Ma non sempre c’erano i soldi per pagarle una buona insegnante di canto. Se da piccola osservava per ore le gole dei tre canarini di casa per imparare a modulare la voce, più avanti la madre tentò di far prostituir­e la sorella maggiore per permetterl­e gli studi. Destino che poi sfiorò anche a lei. Tra il 1942 e il 1943 la madre frequentav­a un colonnello italiano, “uno dei tanti che passavano per il loro appartamen­to, portando pacchi di cibo e salendo nel letto di Litsa”, si legge. Maria, a proposito di queste visite, è disgustata: “Una cosa era la sopravvive­nza, un’altra era vendere il proprio corpo”. Ma Litza incoraggiò anche lei “a mantenere i contatti con gli italiani a livello personale, per offrire loro qualcosa di diverso dalla sua voce, in cambio di denaro”. La ragazza riuscì a mantenere la virtù, dice l’autrice. “Apprese che piangere con gli italiani evocava la loro simpatia e le davano soldi per niente in cambio”. All’epoca aveva già debuttato ad Atene sulle note della Tosca, nel 1941. Cacciata di casa dalla madre, scappò in America in cerca del padre. Il rapporto con i genitori non si ricompose mai e i due la ricattaron­o più volte chiedendo soldi in cambio del silenzio, tanto che, già famosa, lei scrisse: “Non voglio più rapporti con loro. Spero che i giornali non se ne accorgano. Se lo faranno, maledirò davvero il momento in cui ho avuto dei genitori”.

In amore non le andò meglio. Nel 1947, con cinquanta dollari in tasca, la Callas era arrivata in Italia a bordo di un cargo. Quell’anno conobbe a Verona l’im

prenditore Giovanni Battista Meneghini, e in lui, di 27 anni più grande, trovò un marito ma anche il padre e il fratello sempre desiderati. Si scrisse che grazie a quell’uomo Callas riuscì a raggiunger­e la fama, ma nelle lettere lei gli scrive: “I miei sentimenti non contano nulla. Vedo che sei innamorato dell’artista Callas, dimentichi la mia anima”. E in una missiva all’amica, dopo la separazion­e: “Mio marito sta ancora tormentand­omi dopo avermi derubato di più della metà dei miei soldi, mettendo tutto a suo nome. Sono stata una sciocca a fidarmi... Ho creduto nell’amore. Ma Meneghini non era un marito, era un manager. Voleva approfitta­re della mia gloria”.

Nel 1959 il soprano s’innamorò del miliardari­o Onassis, che però voleva solo aggiungerl­a alla sua collezione di donne. Quando rimase incinta, lui le ordinò di abortire e le offrì “qualsiasi somma di denaro per farlo”: una doppia offesa (il figliolett­o morì a poche ore dalla nascita). Lyndsy Spence spiega che il magnate la drogava per motivi sessuali ed ebbe comportame­nti molto violenti verso la cantante nel 1966, ma lei lo amò in modo ossessivo fino al 1968, quando lui la lasciò per sposare Jackie Kennedy. Nel libro si parla anche del doloroso rapporto con il pubblico. Nella storia della lirica esiste un a. C. e d. C., intesi come prima

SI RITIRÒ DALLE SCENE A CAUSA DI PROBLEMI NEUROMUSCO­LARI. MA I MEDICI LA RITENNERO MATTA

e dopo Callas, perché lei recitava cantando, ma all’epoca c’erano gruppi di conservato­ri che non amavano la sua voce e nemmeno il suo fisico (tanto che poi riuscì a perdere 36 chili). Anche la rivalità con il soprano Renata Tebaldi la fece soffrire. “È diventata famosa solo per essere stata la mia rivale. A Dio non piacciono i suoi metodi per farsi pubblicità e le armi che usa contro di me”, scrisse la Divina. Anche la fama, alla fine, le pesava. “Non posso condurre una vita normale. Mi piacerebbe essere Maria, ma devo vivere all’altezza della Callas“. La sua malattia è avvolta nel mistero. Per il neurologo soffriva di problemi neuromusco­lari e perciò si era ritirata dalle scene, ma altri medici l’avevano liquidata per pazza. La sua morte, a 53 anni, è straziante. Il dubbio che si sia trattato di una sorta di suicidio assistito permane. “Sola nel suo appartamen­to parigino, ha fatto affidament­o sulla sorella separata Jakinthy e sul compagno, Vasso Devetzi per farsi fornire un sedativo”, scrive l’autrice. “La sua vita è stata piena di tragedia, ma ho voluto darle voce“.

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Maria Callas, nome d’arte di Maria Kalos (1923-1977), a un festival in Grecia. Il sorriso malinconic­o nascondeva tanto dolore. Aveva cominciato a soffrire da piccola per via del rapporto difficile con la madre, Evangelia (Litza), a destra, cantante di burlesque.
LA GRECA SUBLIME Maria Callas, nome d’arte di Maria Kalos (1923-1977), a un festival in Grecia. Il sorriso malinconic­o nascondeva tanto dolore. Aveva cominciato a soffrire da piccola per via del rapporto difficile con la madre, Evangelia (Litza), a destra, cantante di burlesque.
 ??  ?? INTERESSAT­I AL SUO DENARO Maria in un camerino nel 1958, con il marito Giovanni Battista Meneghini (a sinistra), che aveva 27 anni più di lei, e il padre George. I due approfitta­rono dei suoi guadagni.
“ARI” LA VOLLE A TUTTI I COSTI, MA POI SI RIVELÒ VILE
Maria Callas balla con Aristotele Onassis (1906-1975). Il loro primo incontro avvenne all’hotel Danieli di Venezia nel 1957, ma lei cedette alle sue lusinghe solo due anni dopo. Erano entrambi sposati. Con il tempo l’armatore greco si rivelò un filibustie­re, che arrivò a drogarla per motivi sessuali e a trattarla male in pubblico. E lei subiva.
INTERESSAT­I AL SUO DENARO Maria in un camerino nel 1958, con il marito Giovanni Battista Meneghini (a sinistra), che aveva 27 anni più di lei, e il padre George. I due approfitta­rono dei suoi guadagni. “ARI” LA VOLLE A TUTTI I COSTI, MA POI SI RIVELÒ VILE Maria Callas balla con Aristotele Onassis (1906-1975). Il loro primo incontro avvenne all’hotel Danieli di Venezia nel 1957, ma lei cedette alle sue lusinghe solo due anni dopo. Erano entrambi sposati. Con il tempo l’armatore greco si rivelò un filibustie­re, che arrivò a drogarla per motivi sessuali e a trattarla male in pubblico. E lei subiva.
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 ??  ?? LA SEDUSSE SULLO YACHT Maria con Onassis sul Christina, mega yacht di lui, nel 1959. Lei fu affascinat­a dal potere e dalla ricchezza di “Ari”. Al rientro dalla crociera era la sua amante. Su questo panfilo salirono negli anni Jackie Kennedy, Liz Taylor, Marilyn Monroe e Grace Kelly.
LA SEDUSSE SULLO YACHT Maria con Onassis sul Christina, mega yacht di lui, nel 1959. Lei fu affascinat­a dal potere e dalla ricchezza di “Ari”. Al rientro dalla crociera era la sua amante. Su questo panfilo salirono negli anni Jackie Kennedy, Liz Taylor, Marilyn Monroe e Grace Kelly.
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 ??  ?? URLA DI RABBIA A TEATRO A Chicago, Maria Callas urla contro l’ufficiale che è entrato nel retro palco per notificarl­e una citazione, nel 1955, primo di una serie di scandali finanziari. A sinistra, il soprano con la grande rivale Renata Tebaldi (1922-2004) e il direttore del Metropolit­an Opera di New York.
URLA DI RABBIA A TEATRO A Chicago, Maria Callas urla contro l’ufficiale che è entrato nel retro palco per notificarl­e una citazione, nel 1955, primo di una serie di scandali finanziari. A sinistra, il soprano con la grande rivale Renata Tebaldi (1922-2004) e il direttore del Metropolit­an Opera di New York.
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È il 1952 e pesa 92 chili. La gente la critica e lei in due anni perde 36 chili, si dice grazie a una tenia che ingerì.
IN DUE ANNI PERDE 36 CHILI Maria si scruta allo specchio. È il 1952 e pesa 92 chili. La gente la critica e lei in due anni perde 36 chili, si dice grazie a una tenia che ingerì.
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ADDIO AL MONDO La Callas nella sua lussuosa casa parigina, dove si è spenta il 16 settembre del 1977. Nel nuovo libro sulla sua vita si legge che soffriva di disturbi neuromusco­lari. Morì per arresto cardiaco, ma il fatto che avesse chiesto alla sorella di procurarle sedativi ha alimentato la teoria del suicidio.
QUI DISSE ADDIO AL MONDO La Callas nella sua lussuosa casa parigina, dove si è spenta il 16 settembre del 1977. Nel nuovo libro sulla sua vita si legge che soffriva di disturbi neuromusco­lari. Morì per arresto cardiaco, ma il fatto che avesse chiesto alla sorella di procurarle sedativi ha alimentato la teoria del suicidio.

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