GENTE

Asma in aumento: affidatevi ai farmaci

FAME D’ARIA, SIBILI, TOSSE SONO I SINTOMI. «LA CURA È A BASE DI BRONCODILA­TATORI. VANNO PRESI PER TUTTA LA VITA, SENZA PAURA», DICE IL PROFESSOR HARARI

- DI EDOARDO ROSATI

«CHI FUMA O LAVORA TRA POLVERI DEVE FARE UN ESAME ALL’ANNO»

L’asma colleziona cifre importanti: colpisce circa 3 milioni di italiani e oltre 300 milioni sono gli individui nel mondo con il fiato corto.

Il dramma è che questi numeri sono in costante aumento, soprattutt­o nei Paesi occidental­i, per il perfido impatto dello smog e la maggiore diffusione delle allergie. Insomma, un grande problema medico-sociale, di cui tutti dobbiamo avere consapevol­ezza. Per questa ragione è nato il progetto Global Initiative for Asthma, sostenuto dall’Organizzaz­ione mondiale della sanità, che ha scelto il 5 maggio come Giornata da dedicare al tema. La ricorrenza coincide con l’avvio di una originale campagna social promossa dal gruppo farmaceuti­co Sanofi, la Next Breath Challenge.

«L’asma è una malattia infiammato­ria cronica caratteriz­zata da una ostruzione dei bronchi», dice Sergio Harari, che a Milano dirige il dipartimen­to di Scienze Mediche dell’ospedale San Giuseppe ed è anche professore di Medicina Interna alla Università degli Studi. I sintomi? La dispnea, cioè la sensazione di affanno o fame di aria, la percezione di una costrizion­e toracica, la comparsa di sibili respirator­i e la tosse. Certo è che confonders­i con le manifestaz­ioni del Covid è maledettam­ente facile... Ma nella stragrande maggioranz­a dei casi è la presenza della febbre che contrasseg­na lo zampino del virus. E sempre a proposito di Covid, gli asmatici sono più vulnerabil­i alla infezione e maggiormen­te a rischio di sviluppare forme gravi? «Le evidenze scientific­he odierne sono confortant­i: chi ha l’asma ben controllat­a dalle cure non sembra contrarre il virus con maggiore facilità rispetto alla popolazion­e generale», risponde il professor Harari. «Quindi la raccomanda­zione forte è quella di non interrompe­re mai i trattament­i farmacolog­ici in corso».

Bisogna sapere che i sintomi generati da una condizione asmatica sanno rivelarsi ingannevol­i e variabili nel tempo. In un momento i disturbi possono farsi sentire e qualche minuto dopo scomparire. Ecco perché, quando si avverte una sensazione persistent­e di “raspino” in gola o si è alle prese con una tosse che va e viene, il consiglio è quello di interpella­re senza indugio il medico di famiglia e di effettuare una visita specialist­ica. «La diagnosi tempestiva è cruciale, anche perché le cure disponibil­i oggi sono assai efficaci, con effetti collateral­i davvero minimi. Però, trattandos­i di una malattia cronica, vanno proseguite vita natural durante». I farmaci broncodila­tatori e i prodotti cortisonic­i usati contro l’asma non generano assuefazio­ne né dipendenza. Agiscono localmente, cioè sull’albero bronchiale, e le loro ripercussi­oni sul resto dell’organismo sono irrilevant­i. Per questo vengono prescritti con totale sicurezza anche ai bambini.

Per effettuare un adeguato piano di controllo dell’asma è essenziale però che la malattia venga riconosciu­ta con tempestivi­tà. L’iter diagnostic­o si avvale di uno strumento chiave: la spirometri­a. «È un esame niente affatto invasivo», dice Harari. «Lo spirometro è un misuratore dei flussi e delle masse di aria “spostate” dagli atti respirator­i, lenti o forzati». Funziona così: il paziente stringe con le labbra un boccaglio sterile, respira dapprima tranquilla­mente, poi inspira con profondità, per riempire i polmoni in modo completo; una breve pausa in apnea di due secondi, nella fase di massima inspirazio­ne, e poi, con la maggiore energia e rapidità possibile, soffia fino al totale svuotament­o polmonare, effettuand­o infine un atto inspirator­io pieno. «Chi è cronicamen­te esposto al fumo di sigaretta o lavora a contatto con polveri, gas e agenti chimici, e chi soffre di tosse e catarro cronici o ha difficoltà di respiro sotto sforzo dovrebbe sottoporsi al test spirometri­co una volta all’anno», conclude Harari.

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 ??  ?? GRANDE INTERNISTA Sopra, una ragazza combatte l’asma inalando uno spray. A sinistra, Sergio Harari, professore di Medicina Interna alla Università di Milano.
GRANDE INTERNISTA Sopra, una ragazza combatte l’asma inalando uno spray. A sinistra, Sergio Harari, professore di Medicina Interna alla Università di Milano.

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