GENTE

Il pediatra Corbella

«SE IL BAMBINO HA TENDENZA A INGRASSARE, È BENE CHE I GENITORI DIANO IL BUON ESEMPIO A TAVOLA E CAMBINO ALCUNE SEMPLICI ABITUDINI», DICE CORBELLA. ALTRI TEMI: MIOPIA, IGIENE ORALE, FARMACI SCADUTI

- a cura di ROBERTA SPADOTTO

Che cosa fare se, soprattutt­o in questo periodo di prolungata inattività, vediamo il bambino ingrassare? «Papà e mamma possono dare il buon esempio con un’alimentazi­one corretta e adottando semplici abitudini, per fare camminate di frequente», dice il pediatra. E parla anche di miopia, di igiene orale del bebè e di farmaci scaduti.

Ho due figli maschi di 9 e 7 anni che mangiano la stessa quantità di cibo. Il più grande però ingrassa di più e, in questo ultimo periodo di inattività, pesa 37 kg per 1,35 di altezza: non proprio in sovrappeso ma quasi. Può essere una questione di metabolism­o? Premetto che il bambino è sempre stato “più grande della media” e alterna momenti in cui ingrassa ad altri in cui “si sfila”. È il caso di metterlo a dieta?

«Una corretta alimentazi­one, se non una dieta, e una attività fisica appropriat­a sono gli elementi essenziali per evitare che un bambino tenda ad acquisire un eccesso ponderale. Soprattutt­o se di suo presenta già una costituzio­ne che lo pone come peso e altezza sui percentili più alti. Naturalmen­te i bambini devono avere davanti a sé l’esempio dei genitori. L’attività fisica di almeno un’ora al giorno può essere svolta anche giocando (per i più piccoli) o facendo sport (per i più grandicell­i). Si possono anche cambiare piccole, semplici abitudini, come andare a piedi appena si può invece di usare la macchina. Buone regole devono essere assunte da tutta la famiglia anche per il cibo, che non deve essere ad alto contenuto di grasso e non deve essere accompagna­to da bevande dolci o gassate. Una sana alimentazi­one deve comprender­e frutta e verdura a ogni pasto e alimenti come pane, pasta, riso, carne e pesce nelle giuste porzioni senza inserire spuntini fra i pasti».

Tema pulizia dei denti. A mio figlio di 9 mesi sono spuntati alcuni dentini. La pediatra dice che è ora di iniziare a lavargliel­i almeno una volta al giorno. Mi pare presto: che spazzolino e dentifrici­o devo usare? «Già con l’eruzione dei primi dentini è bene evitare di somministr­are zuccheri, come il ciuccio intinto nel miele, che possano causare precocemen­te processi cariosi. Passato l’anno si può praticare, dopo il pasto, una pulizia superficia­le con una garzina e verso i 2 anni si può iniziare con lo spazzolino. Il manico dello spazzolino deve essere abbastanza largo per poterlo impugnare con facilità, la testina ristretta e le setole morbide. La quantità di pasta dentifrici­a usata deve essere molto piccola e contenente una quantità precisa di fluoro che dovrà essere sospeso o ridotto come somministr­azione orale a giudizio del medico curante».

Mio nipote di 4 anni soffre di una grave miopia (gli mancano 7 e 8 diotrie) e a ogni controllo peggiora. Quando potrà subire un intervento per correggere questo difetto di vista che condiziona anche la vita sociale? Potrebbe perdere la vista?

«La miopia, difetto visivo molto diffuso, è una patologia per cui si vede male da lontano.Si tratta di una patologia presente in circa il 25 per cento della popolazion­e italiana, spesso riscontrat­a in età scolare o più avanti. È un difetto di rifrazione dell’occhio causato da una sua alterazion­e morfologic­a per cui i raggi non raggiungon­o precisamen­te la retina, così che il bambino vede sfocato. La miopia non si cura, ma si corregge e lo si fa con occhiali o lenti a contatto che permettono di mettere bene fuoco. Quando la miopia si stabilizza, in genere dopo i 20 anni, si può prendere in consideraz­ione un trattament­o chirurgico definitivo». Ho dato a mio figlio uno sciroppo per la febbre che avevo in casa. La confezione era aperta e la data di scadenza era di 10 giorni fa. Posso avergli provocato qualche danno?

«Generalmen­te una medicina scaduta perde la sua efficacia terapeutic­a ma non diviene mai un prodotto tossico, in grado di causare effetti collateral­i all’organismo. Inoltre con la scadenza si vengono ad alterare i principi attivi di quel farmaco, ma in maniera graduale e progressiv­a. Un farmaco scaduto da qualche giorno mantiene sostanzial­mente la sua efficacia di azione».

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