GENTE

SE VI HA LASCIATO, INSISTERE PER VEDERLO NON LO FARÀ TORNARE

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Sono una ragazza di 31 anni. Circa tre settimane fa sono stata lasciata dal mio fidanzato con il quale avevo una relazione che durava da sei anni. Nel giro di pochi giorni lui mi ha detto che non era più innamorato di me, che non provava più gli stessi sentimenti, ma solo generico affetto. Ha aggiunto che si è avvicinato a una collega, una donna separata di 36 anni (lui ha la mia età), ma mi ha voluto rassicurar­e sul fatto che non stanno insieme, la conosce appena. Dice che per un po’ di tempo vuole stare da solo e l’ultima cosa che desidera adesso è iniziare un’altra relazione. Non c’è stato alcun segnale di crisi in precedenza, andava tutto bene. Ora io mi sto logorando, piangendo e domandando perché questo sia potuto succedere. Io so che lui è una persona che non prende decisioni affrettate, forse questa iniziativa è dettata dal fatto che ultimament­e sul lavoro è molto sotto pressione, forse è un po’ stressato. Mi dia un consiglio su cosa fare. Vorrei chiamarlo, uscire con lui e chiedere altre spiegazion­i: io non posso pensare che sia veramente finita.

«Vorrei poterle dire che si tratta di una crisi passeggera e che davvero lo stress da lavoro può creare certi improvvisi desideri di distacco. Ma penso che sappia che non è così: infatti lei stessa sottolinea che il suo lui non è abituato a decisioni affrettate. Dunque è accaduto qualcosa di cui nessuno dei due è forse responsabi­le. Mi domanda come si deve comportare e anche questa è una finta domanda: lei sa benissimo ciò che dovrebbe fare razionalme­nte, solo che non è la ragione che governa in questi momenti le sue idee. Insistere per vederlo e fargli cambiare idea non fa che rafforzare le sue decisioni. Ma so che quando si è oppressi dalla solitudine e dal dolore non si riesce a far quel che è meglio, si fa solo quello che può attenuare la sofferenza e l’angoscia».

Quando penso alle donne non so fare a meno di dividerle in due categorie: quelle da sposare e quelle da portare a letto. Con questa idea, però, mi sento sempre diviso a metà. Se una mi piace perché è intelligen­te non riesco a provare per lei desiderio. Se però sono attratto da una ragazza che promette e dà, non sono in grado di restare con lei più del tempo necessario per un rapporto intimo. Ma esistono, secondo lei, donne che possono essere l’una cosa e l’altra?

«La sua rigida divisione del mondo femminile in tipologie antiquate e poco realistich­e nasconde forse l’ansia di stabilire un rapporto vero, una relazione adulta nella quale esprimere sentimenti ed emozioni autentici. Forse dovrebbe cominciare a convincers­i che le donne non sono oggetti – d’amore o di piacere – ma persone. Questo le toglierebb­e non solo i pregiudizi, ma anche la paura di mettersi in gioco».

«DOPO UN ABBANDONO, IL DOLORE PORTA A DECISIONI IMPULSIVE, MA OCCORRE AVERE PIÙ SAGGEZZA», SPIEGA L’ESPERTA

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GIANNA SCHELOTTO
LA PSICOLOGA GIANNA SCHELOTTO

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