GENTE

La grafologa: «È un insicuro»

- Candida Livatino

La grafologa Candida Livatino ha analizzato la scrittura (sopra) di Massimo Bossetti: «Il soggetto non scrive né in stampatell­o né in corsivo, ma usa quello che in grafologia viene definito “script”: evidenzia così la volontà di non mostrarsi per quello che è. Questa insicurezz­a di fondo, mascherata con calcolo, è confermata dal fatto che le lettere, all’interno di una parola, non sono collegate ma staccate. Dall’analisi della grafia, Bossetti è meticoloso, fa le cose in maniera ripetitiva, ossessiva. È perfezioni­sta anche nella cura del suo aspetto fisico. Interessan­te è l’asola gonfia ma non completa della lettera “g”: evidenzia una notevole carica sessuale. Il taglio a forma di croce della lettera “t” segnala che Bossetti è testardo e combattivo, sempre capace di mantenere la linea di comportame­nto che si impone. Un’ultima annotazion­e: alla fine di ogni frase c’è un puntino annerito e ingrandito: è la conferma dello stato d’ansia che sta vivendo».

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