GENTE

PER I MIEI 80 ANNI VOGLIO PIÙ UMORISMO

IL 17 DICEMBRE È IL COMPLEANNO DEL PONTEFICE. «IN REGALO CHIEDO UN SORRISO, L’ATTEGGIAME­NTO PIÙ VICINO ALLA GRAZIA DI DIO», HA SPIEGATO

- UN’INFINITA DOLCEZZA di Marco Pagani

Èimportant­e fare festa. Anche nell’ambiente di lavoro dobbiamo “infiltrare” qualche sprazzo di festa come quando c’è un compleanno», ha detto una volta Papa Francesco. Un momento così arriverà tra poco e riguarderà proprio lo stesso Pontefice, che il 17 dicembre compirà 80 anni e ha deciso di mettere per primo in pratica quel suggerimen­to, trasforman­do un impegno di lavoro in un dono per tutti noi. Il 20 novembre in un’intervista eccezional­e rilasciata in occasione della chiusura del Giubileo della Misericord­ia a Tv2000, l’emittente della Conferenza episcopale italiana, Sua Santità ha voluto regalarci, con la semplicità e la spontaneit­à cui ci ha abituati da quando il 13 marzo 2013 è salito al Soglio di Pietro, ricordi e aneddoti sulla sua vita personale. Offrendoci un Papa inedito, insomma. «Se ho un problema prego Santa Marta di tenerlo nelle sue mani finché non mi aiuta a risolverlo. E come segnale ricevo una rosa bianca», aveva già confessato il Pontefice nel libro El Papa Francisco-Conversaci­ones con Jorge Bergoglio, brogetti, edito in Italia da Salani. Ma nel colloquio con Paolo Ruffini e Lucio Bonelli, rispettiva­mente il direttore di Rete e il direttore dell’Informazio­ne di Tv2000, il Capo della Chiesa cattolica ha aperto ancora di più le porte del suo privato. Papa Francesco, per esempio, ha fatto della politica del sorriso, che spesso gli illumina il volto di buon pastore, la chiave per spalancare al mondo la sua umanità. Non è un atteggiame­nto studiato.

Sua Santità ha incantato gli intervista­tori con una testimonia­nza sorprenden­te. «Il senso dell’umorismo è una grazia che io chiedo tutti i giorni e per ottenerla recito quella bella preghiera di Tommaso Moro», ha detto Francesco. Si riferisce alla Preghiera del buonumore, scritta dal santo martire inglese (14781535) che scelse di morire pur di non rinnegare il papato come gli chiedeva re Enrico VIII, e che appunto recita: “Dammi, o Signore, il senso dell’umorismo, concedimi la grazia di comprender­e uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri”. «È bellissima. Il senso dell’umorismo ti solleva, è un atteggiame­nto umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio. Va bene lodare il Signore con un sorriso e anche una battuta ben fatta. È la capacità di essere un bambino davanti a Dio», ha ribadito il Pontefice, usando parole che ce lo rendono incredibil­mente vicino e caro.

«DAVANTI AL SIGNORE DOBBIAMO RIUSCIRE A ESSERE BAMBINI»

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Francesco, il Papa della dolcezza, sorridente. «Ogni giorno recito la “Preghiera del buonumore” di San Tommaso Moro», ha rivelato. scritto da Sergio Rubin e Francesca Am-

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