Gial­lo del­la fon­de­ria, si ri­par­te da ze­ro

A TRE AN­NI DAL­LA SCOM­PAR­SA DELL’IMPRENDITORE, LE ANA­LI­SI SMONTANO LA RI­CO­STRU­ZIO­NE PIÙ AC­CRE­DI­TA­TA DAL­LA PRO­CU­RA. E UNA TE­STI­MO­NE RI­VE­LA: «SUO NI­PO­TE STU­DIA­VA DA AN­NI IL DE­LIT­TO PER­FET­TO»

GENTE - - Sommario - DI ALES­SAN­DRA GA­VAZ­ZI

S em­bra­va una del­le po­che cer­tez­ze di que­sta storia: Ma­rio Bozzoli era sta­to get­ta­to nel­la for­na­ce e per que­sto il suo cor­po non si tro­va­va. Ades­so an­che que­sto uni­co tas­sel­lo va­cil­la. An­zi, crol­la, in ba­se al­la pe­ri­zia di Cri­sti­na Cat­ta­neo, l’ana­to­mo­pa­to­lo­ga cui tre an­ni fa, all’epo­ca del­la scom­par­sa dell’imprenditore bre­scia­no, sva­ni­to nel nul­la dal­la sua azien­da l’8 ot­to­bre 2015, la Pro­cu­ra af­fi­dò una del­le ana­li­si più com­ples­se mai ten­ta­te nel­la storia del­la cro­na­ca re­cen­te. La con­clu­sio­ne, de­po­si­ta­ta il 27 apri­le, è un col­po di sce­na: le cin­quan­ta ton­nel­la­te di pol­ve­ri e de­tri­ti, frut­to del­la la­vo­ra­zio­ne dei me­tal­li, pas­sa­te al se­tac­cio per due an­ni e mez­zo, non avreb­be­ro da­to pro­va del­la pre­sen­za del cor­po di Bozzoli. E sen­za una trac­cia sup­pur mi­ni­ma dei re­sti, la di­na­mi­ca del de­lit­to che dai pri­mi mo­men­ti ave­va con­vin­to gli in­qui­ren­ti non reg­ge più. Dun­que si ri­par­te da ze­ro, o qua­si. Ri­per­cor­ren­do un’in­tri­ca­ta vi­cen­da an­che fa­mi­lia­re, vi­sto che, ol­tre a due di­pen­den­ti, tra gli in­da­ga­ti per l’omi­ci­dio di Ma­rio Bozzoli re­sta­no i due ni­po­ti Alex e Gia­co­mo, fi­gli di suo fra­tel­lo Ade­lio.

Era­no so­ci in af­fa­ri, i Bozzoli, ma con più di qual­che at­tri­to. Ne è pro­va il fat­to che la pri­ma ad ac­cu­sa­re co­gna­to e ni­po­ti sia sta­ta Ire­ne, la mo­glie di Ma­rio, che già nel­la de­nun­cia di scom­par­sa, la stes­sa se­ra di quell’8 ot­to­bre, ai ca­ra­bi­nie­ri espli­ci­ta tut­ti i suoi so­spet­ti. Sei gior­ni do­po, la se­con­da vit­ti­ma di que­sta storia fa per­de­re le pro­prie trac­ce: è Giu­sep­pe Ghi­rar­di­ni, ope­ra­io del­la Bozzoli di tur­no pro­prio il gior­no del­la tragedia. Il suo cor­po av­ve­le­na­to da due stra­ne cap­su­le di cia­nu­ro ver­rà tro­va­to sul gre­to di un tor­ren­te a cen­to chi­lo­me­tri dal­la fon­de­ria dei Bozzoli, a Pon­te di Le­gno. Si è uc­ci­so? No, im­pos­si­bi­le, as­se­ri­sco­no i fa­mi­lia­ri: aspet­ta­va l’ar­ri­vo del fi­glio­let­to che non ve­de­va da tem­po e che vi­ve con la ma­dre in Bra­si­le. Le in­da­gi­ni pro­se­guo­no.

E co­sì si ar­ri­va a og­gi, al­le nuo­ve pe­ri­zie che spo­sta­no l’oro­lo­gio dell’in­da­gi­ne in pratica a due an­ni e mez­zo fa. Tan­to da ri­va­lu­ta­re il fiu­to dei ca­ni da ri­cer­ca che la mat­ti­na do­po ave­va­no sen­ti­to trac­ce di Bozzoli all’ester­no dell’azien­da, fin ver­so l’ar­gi­ne del fiu­me Mel­la che scor­re a po­ca di­stan­za, per bloc­car­si all’im­prov­vi­so. Da lì il cor­po po­treb­be es­se­re sta­to tra­spor­ta­to in un par­cheg­gio e ca­ri­ca­to for­se sul ca­mion che le te­le­ca­me­re di sor­ve­glian­za mo­stra­va­no al­lon­ta­nar­si più o me­no all’ora del­la scom­par­sa dell’imprenditore. Dun­que si ri­par­te da lì: dall’ana­li­si del­le te­le­ca­me­re e dai do­cu­men­ti con­ta­bi­li se­que­stra­ti in azien­da. Se­gui­re il flus­so del de­na­ro, in­som­ma, per tro­va­re il ve­ro mo­ven­te.

A que­sto pun­to ri­sul­ta­no an­co­ra più im­por­tan­ti le pa­ro­le di una te­sti­mo­ne sen­ti­ta in fa­se di in­ci­den­te pro­ba­to­rio. Una te­ste che ha vis­su­to la si­tua­zio­ne fa­mi­lia­re dei Bozzoli dall’in­ter­no in quan­to fi­dan­za­ta con Gia­co­mo Bozzoli fi­no al 2011. La ra­gaz­za ave­va det­to: « Gia­co­mo mi ave­va ri­pe­tu­to che i suoi rap­por­ti con lo zio non era­no buo­ni. Avreb­be vo­lu­to uc­ci­der­lo, ma ser­vi­va il de­lit­to per­fet­to. Per que­sto, an­che se era­no pas­sa­ti an­ni, ap­pe­na ho sen­ti­to la no­ti­zia del­la scom­par­sa, so­no an­da­ta dai ca­ra­bi­nie­ri».

DI LUI NON C’È TRAC­CIA Ma­rio Bozzoli, scom­par­so a 50 an­ni l’8 ot­to­bre 2015. Per il de­lit­to so­no in­da­ga­ti i ni­po­ti Alex e Gia­co­mo e due ope­rai.

STUDIOSA ESPERTISSIMA L’ana­to­mo­pa­to­lo­ga Cri­sti­na Cat­ta­neo, 55: ha stu­dia­to 50 ton­nel­la­te di de­tri­ti del­la for­na­ce.

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