Sto­ria di co­per­ti­na Cecilia Ro­dri­guez e Igna­zioMo­ser, lu­na di mie­le al­leMal­di­ve

GENTE - - Sommario - di Sabrina Bonalumi

Q ual­che istan­te pri­ma di par­ti­re, men­tre chiu­de­vo la va­li­gia, mi ha col­to un sen­so di smar­ri­men­to: “Se su­pe­ria­mo que­sta, se non li­ti­ghia­mo nem­me­no lag­giù, è fat­ta!”, ho pen­sa­to».

Da lì a po­co Cecilia Ro­dri­guez si sa­reb­be ri­tro­va­ta per ot­to gior­ni, ven­ti­quat­tro ore su ven­ti­quat­tro, su un atol­lo mal­di­via­no in­fi­la­to co­me una pun­ta di spil­lo nel blu dell’Ocea­no In­dia­no con il fi­dan­za­to Igna­zio Moser. Un an­go­lo pa­ra­di­sia­co do­ve al­le 18 ca­la la se­ra e tut­to vie­ne av­vol­to da un si­len­zio che può ri­sul­ta­re ir­rea­le. So­prat­tut­to per chi, co­me lo­ro due, da sei me­si a que­sta par­te, do­po l’esi­lio for­za­to nel­la ca­sa del Gran­de Fra­tel­lo vip, vi­ve in un frul­la­to­re me­dia­ti­co, con i ri­flet­to­ri pun­ta­ti ad­dos­so, con il cel­lu­la­re che tril­la di con­ti­nuo e in un tes­su­to so­cia­le at­ti­vis­si­mo che non la­scia tan­to spa­zio al tê­te-à-tê­te. Il ri­sul­ta­to del­la va­can­za è sot­to gli oc­chi di chi sta guar­dan­do il no­stro ser­v­zio esclu­si­vo. «Non è an­da­ta be­ne, è an­da­ta me­ra­vi­glio­sa­men­te. Non po­trei de­si­de­ra­re al­tro», rac­con­ta Igna­zio. «L’ar­mo­nia è sta­ta per­fet­ta e, se pos­si­bi­le, mi so­no in­na­mo­ra­to di Cecilia an­co­ra di più».

«Tem­po fa ave­vo pub­bli­ca­to una fra­se che è la mia mas­si­ma: “La fe­li­ci­tà per me esi­ste”. E non è un mo­do di di­re: io la ri­cer­co tut­ti i gior­ni, nel­le pic­co­le e nel­le gran­di co­se. Da quan­do ho lui ac­can­to, mi sve­glio sen­za brut­ti pen­sie­ri, pie­na di vo­glia di vi­ve­re e con il sor­ri­so stam­pa­to sul vi­so», spie­ga la so­rel­li­na di Be­len. «For­se lo rie­sco a tra­smet­te­re nel­le fo­to­gra­fie che mi

ave­te fat­to, te­sti­mo­nian­za par­fet­ta del­le sen­sa­zio­ni che pro­vo». E sve­la un det­ta­glio pic­can­te che ren­de an­co­ra più spe­cia­le la cop­pia del mo­men­to. «Di Igna­zio mi pia­ce tut­to: il ca­rat­te­re, l’educazione, l’ener­gia. Lo strin­ge­rei a me tut­to il gior­no. A vol­te cer­co di trat­te­ner­mi, per­ché so di es­se­re pe­san­te, ma è co­sì stu­pen­do: che ci pos­so fa­re?», rac­con­ta con un can­do­re che la fa sem­bra­re an­co­ra più bel­la. Il ter­mo­me­tro del­la pas­sio­ne è in­can­de­scen­te... « Da uno a die­ci, tra noi è mil­le», con­fi­da la Ro­dri­guez. E non è dif­fi­ci­le cre­der­le. Guar­da­te l’in­ten­si­tà de­gli sguar­di che si scam­bia­no, se riu­sci­te a stac­ca­re gli oc­chi dai lo­ro cor­pi per­fet­ti. «A di­re il ve­ro, io nell’ul­ti­mo pe­rio­do ho pre­so cin­que chi­li ma stan­do qui, al ma­re, do­ve ho man­gia­to so­lo ci­bo sa­no e ho fat­to mas­sag­gi, qual­co­sa ho smal­ti­to. È che con Igna­zio so­no ri­las­sa­ta e, vi­sto che per la­vo­ro sia­mo spes­so iti­ne­ran­ti, non mi al­le­no più co­me un tem­po», con­fi­da Cecilia. «Nem­me­no io, per­ché da po­co mi han­no fat­to una “pu­li­zia del gi­noc­chio”, per un pro­ble­ma che mi por­ta­vo ap­pres­so da tem­po. Il fe­mo­re si è

rot­to do­ve ap­pog­gia sul gi­noc­chio. Do­po l’esta­te, for­se do­vrò far­lo ri­co­strui­re», rac­con­ta il gio­va­ne Moser, che, pur in fa­se di con­va­le­scen­za, sull’atol­lo non si è ri­spar­mia­to e ha pre­so par­te a tut­te le at­ti­vi­tà pos­si­bi­li, tra cui snor­ke­ling diur­no e not­tur­no, ca­noa e wind­surf. «So­no un ter­re­mo­to vi­ven­te, viag­gio sem­pre a tut­to gas. Cecilia è più tran­quil­la, dor­mi­glio­na, io la sti­mo­lo men­tre lei cer­ca di pla­car­mi, fa­cen­do­mi ca­pi­re che non si può es­se­re sem­pre al 100 per 100 e pre­ten­de­re da te stes­so per­for­man­ce che non co­no­sco­no li­mi­ti. La sua dol­cez­za do­ma la mia esu­be­ran­za», spie­ga lui. E si la­scia an­da­re a una di- chiar­zio­ne d’amo­re che ci pia­ce pen­sa­re suo­ni co­me una pro­mes­sa. «Quan­do stai co­sì be­ne con una per­so­na vie­ne spon­ta­neo pen­sa­re e par­la­re del fu­tu­ro. Vi­via­mo in­sie­me e per ora non ho fret­ta di fa­re pas­si az­zar­da­ti, ma un bam­bi­no no­stro ci pia­ce­reb­be. Ho 25 an­ni e mol­to da di­mo­stra­re e rea­liz­za­re, ma io vor­rei es­se­re un pa­pà gio­va­ne, per ave­re le ener­gie e gli en­tu­sia­smi giu­sti per un fi­glio. ma ci vo­glio­no an­che ba­si so­li­de e le stia­mo co­struen­do». Cecilia ascol­ta e an­nui­sce. «Non ho dub­bi su di lui e su di noi. Tra un an­no, se si sen­ti­rà pron­to, mi pia­ce­reb­be in­zia­re a pen­sa­re a una fa­mi­glia».

In­tan­to, quel­le d’ori­gi­ne, so­no fe­li­ci del lo­ro rap­por­to. «Pa­pà Fran­ce­sco Moser è un fe­no­me­no, ha un’ener­gia che mi sor­pren­de ogni vol­ta che so­no da lo­ro. Al mat­ti­no mi sve­glio e lo spio dal­la fi­ne­stra: va su e giù con la bi­ci, poi va nei cam­pi e con­trol­la, poi si met­te a la­vo­ra­re. Mi do­man­do ogni vol­ta do­ve tro­vi tut­ta quel­la grin­ta! Sua ma­dre è te­ne­ris­si­ma, mi vi­zia per­ché cu­ci­na in mo­do stu­pen­do», rac­con­ta Cecilia. Igna­zio, dal can­to suo, con­fi­da: «So­no un mam­mo­ne e quan­do sen­to no­stal­gia di ca­sa ca­pi­ta che chia­mi an­che Ve­ro­ni­ca, la ma­dre di Cecilia: è ca­ri­nis­si­ma. Con Je­re­mias, suo fra­tel­lo, sia­mo un po’ co­me Cip & Ciop, e Be­len è mol­to gen­ti­le con me. An­che ave­re fa­mi­glie co­sì so­li­de, ave­re due fra­tel­li a te­sta, ci ren­de si­mi­li e ci le­ga an­co­ra di più».

«NON RIU­SCIA­MO A STACCARCI. LE NO­STRE MA­NI SI CER­CA­NO DI CON­TI­NUO» Ali­ma­thà (Maldive). Cecilia Ro­dri­guez, 28 an­ni, e Igna­zio Moser, 25, in due im­ma­gi­ni che sve­la­no la lo­ro in­ten­sa at­tra­zio­ne fi­si­ca. «Vo­glio sem­pre sfio­rar­lo, strin­ger­lo», di­ce la...

IN­CAN­TE­VO­LE Si­nuo­sa e lan­gui­da, Cecilia po­sa con uno dei co­stu­mi del­la sua col­le­zio­ne sul­la sca­let­ta del­la sua ca­me­ra “over­wa­ter”, os­sia po­si­zio­na­ta sull’ac­qua.

LA GIOR­NA­TA CO­MIN­CIA CO­SÌ Cecilia e Igna­zio si so­no sve­glia­ti da po­co e si dan­no il buon­gior­no cir­con­da­ti dall’ac­qua. Li aspet­ta una gior­na­ta di so­le, ozio e te­ne­rez­ze. Per lui an­che ca­noa e snor­ke­ling.

NIDO SUL MA­RE Igna­zio strin­ge Cecilia che si ab­ban­do­na al­la te­ne­rez­za dell’ab­brac­cio, mo­stran­do cur­ve per­fet­te. A cul­lar­la c’è an­che il suo­no del ma­re, a un pas­so dal lo­ro let­to. SI PER­DO­NO L’UNO NELL’AL­TRA La pro­fon­di­tà del lo­ro amo­re si co­glie...

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