L’ITA­LIA INVECCHIA SEM­PRE PIÙ

GENTE - - La Posta Dei Lettori -

Ca­ra An­to­niet­ta, per mol­te gio­va­ni il pro­ble­ma è il la­vo­ro, nel sen­so del­la pre­ca­rie­tà e del ri­schio di per­der­lo all’istan­te se co­mu­ni­ca­no di es­se­re in­cin­ta. Per al­tre, in­ve­ce, il sen­so ma­ter­no è uno sco­no­sciu­to, co­me lo è la vo­glia di sa­cri­fi­car­si per un fi­glio. Au­gu­ro al­le pri­me di tro­va­re il co­rag­gio di but­ta­re il cuo­re ol­tre l’osta­co­lo e al­le se­con­de di ca­pi­re la me­ra­vi­glio­sa bel­lez­za del­la ma­ter­ni­tà.

Gen­ti­le di­ret­to­re, ho letto con sco­ra­men­to i da­ti sul­la na­ta­li­tà in Ita­lia, al mi­ni­mo storico. Nel 2017 so­no ve­nu­ti al mon­do so­lo 458 mi­la bam­bi­ni a fron­te di 650 mi­la de­ces­si, que­sti sì in co­stan­te au­men­to, per­ché la po­po­la­zio­ne ita­lia­na è sem­pre più vec­chia. Non oc­cor­re es­se­re gran­di so­cio­lo­gi per ca­pi­re che la si­tua­zio­ne è dram­ma­ti­ca. E non la ri­sol­ve­ran­no nep­pu­re gli stra­nie­ri, vi­sto che an­che lo­ro fan­no me­no fi­gli. Io ne ho avu­ti quat­tro, l’ul­ti­mo trent’an­ni fa. Da al­lo­ra mi sem­bra pas­sa­to un se­co­lo. Le don­ne la­vo­ra­no di più e con ruo­li di mag­gio­re re­spon­sa­bi­li­tà, d’ac­cor­do, ma lei sa spie­gar­mi per­ché siamo ar­ri­va­ti a que­sto pun­to?

An­to­niet­ta Lo­ret­ti

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