L’ami­ci­zia tra una bim­ba e un ala­no

QUAN­DO È NA­TA LA PIC­CO­LA, I GE­NI­TO­RI ERA­NO PRE­OC­CU­PA­TI CHE IL LO­RO CO­LOS­SO DIVENTASSE AG­GRES­SI­VO. MA È STA­TO AMO­RE A PRI­MA VI­STA: ORA I DUE SO­NO INSEPARABILI

GENTE - - Sommario - DI FE­DE­RI­CA CA­POZ­ZI

Merri Ah­med ha 10 me­si, il vi­so di una bam­bo­li­na e due oc­chi az­zur­ri che fa­reb­be­ro te­ne­rez­za an­che a re Ero­de. Ma quan­do è na­ta i suoi ge­ni­to­ri, Kar­li e Mi­chael, ave­va­no una pre­oc­cu­pa­zio­ne non da po­co. Nel­la lo­ro ca­sa di New­ca­stle Upon Ty­ne, nel nord dell’In­ghil­ter­ra, vi­ve­va già una cop­pia di “bam­bi­no­ni” che ri­schia­va di non gra­di­re l’ar­ri­vo di un nuo­vo mem­bro in fa­mi­glia: due ala­ni di tre e cin­que an­ni, ma­sto­don­ti­ci e, il più gio­va­ne in par­ti­co­la­re, piut­to­sto vi­va­ci. «Ro­me è sem­pre sta­to un bir­ban­te, ca­si­ni­sta e di­sob­be­dien­te», spie­ga­no. «Pe­rò da quan­do è ar­ri­va­ta lei si è cal­ma­to, è di­ven­ta­to dol­cis­si­mo».

Tra il ca­gno­ne, im­po­nen­te nei suoi 90 chi­li di pe­so, e la mi­nu­sco­la bam­bi­na è sta­to amo­re a pri­ma vi­sta. An­che l’al­tro, Bow, la tro­va sim­pa­ti­ca e non è in­fa­sti­di­to dal­la sua pre­sen­za, ma Ro­me sem­bra aver­la adot­ta­ta. Non la per­de di vi­sta un at­ti­mo, spes­so si sie­de ac­can­to al­la cul­la per guar­dar­la dor­mi­re e, da quan­do lei ha co­min­cia­to a muo­ve­re i pri­mi pas­si, le sta ap­pres­so per as­si­cu­rar­si che non ca­da. In­som­ma, è una bam­bi­na­ia per­fet­ta e su­per af­fi­da­bi­le. «L’al­tro gior­no le ha an­che re­ga­la­to uno dei suoi bi­scot­ti per ca­ni», ri­de mam­ma Kar­li. «Per non par­la­re di quan­do le cam­bio il pan­no­li­no: lui ar­ri­va su­bi­to ed è co­me se vo­les­se aiu­tar­mi a le­var­glie­lo». Merri, dal can­to suo, ri­cam­bia con al­tret­tan­to slan­cio: gio­ca con lui, lo usa co­me cu­sci­no quan­do guar­da la Tv, lo ab­brac­cia e lo coccola in con­ti­nua­zio­ne, sta buo­na so­lo quan­do lui le è vi­ci­no. E non c’è ver­so di far­la man­gia­re se Ro­me non è se­du­to ac­can­to al seg­gio­lo­ne e ri­ce­ve la sua par­te di ci­bo. «Lui era co­sì scal­ma­na­to, ora è un gi­gan­te buo­no», di­ce an­co­ra la si­gno­ra Ah­med. «In com­pen­so te­mo che mia fi­glia sia con­vin­ta di es­se­re un cuc­cio­lo di ca­ne». Cer­to, a vol­te ge­sti­re una bim­ba pic­co­la e due enor­mi quat­tro zam­pe può es­se­re com­pli­ca­to. «Il pro­ble­ma de­gli ala­ni è che non si ren­do­no con­to del­la lo­ro staz­za. Ro­me si muo­ve co­me se aves­se le di­men­sio­ni di uno spa­niel. Al­la fi­ne, in­ve­ce che ave­re una fi­glia ne ho tre», sor­ri­de. Nel­le fa­mi­glie nu­me­ro­se, si sa, il buon umo­re non man­ca mai.

IL GI­GAN­TE E LA BAM­BI­NA DI­VI­DO­NO TUT­TO: LUI LE RE­GA­LA I BI­SCOT­TI

VE­GLIA SU DI LEI New­ca­stle (Re­gno Uni­to). Un pri­mo pia­no di Merri Ah­med, 10 me­si, con l’ala­no Ro­me. Ac­can­to, la bim­ba e il ca­ne (a de­stra) con il re­sto del­la fa­mi­glia: mam­ma Kar­li, pa­pà Mi­chael e Bow, l’al­tro ala­no di ca­sa.

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