L’al­lar­me polmonite in Lom­bar­dia

IL BATTERIO DEL­LA LEGIONELLA È RE­SPON­SA­BI­LE DI QUE­STA EPIDEMIA. «CI SI AMMALA SO­LO INSPIRANDO LE GOCCIOLINE INFETTE. NON ABBIATE PAU­RA DI BE­RE: NON COMPORTA AL­CUN RI­SCHIO», SPIE­GA IL ME­DI­CO

GENTE - - Sommario - DI EDOAR­DO RO­SA­TI

Il boom di pol­mo­ni­ti che ha sca­te­na­to una raf­fi­ca di ri­co­ve­ri in va­ri ospe­da­li tra Bre­scia, Man­to­va e Monza è l’ul­te­rio­re ri­pro­va di una ve­ri­tà: non si ve­do­no, non puoi toc­car­li, non han­no odo­re ep­pu­re i ger­mi se ne stan­no lì, at­tor­no a noi. Coinquilini più o me­no pa­ci­fi­ci, ma sem­pre pron­ti ad al­za­re la cre­sta. Nell’on­da­ta epi­de­mi­ca che sta elet­triz­zan­do la Lom­bar­dia, si chia­ma Legionella pneu­mo­phi­la il so­spet­ta­to nu­me­ro uno, seb­be­ne sia­no tut­to­ra in cor­so le do­ve­ro­se ri­cer­che ver­so al­tre pos­si­bi­li cau­se. E al­lo­ra ec­co tut­to ciò che è be­ne sa­pe­re, con la con­su­len­za del dot­tor Ser­gio Ha­ra­ri, di­ret­to­re dell’Uni­tà ope­ra­ti­va di Pneu­mo­lo­gia e del Di­par­ti­men­to di Scien­ze me­di­che all’ospe­da­le San Giu­sep­pe Mul­tiMe­di­ca di Mi­la­no. Cos’è la Legionella pneu­mo­phi­la? «È un batterio, quin­di un mi­cror­ga­ni­smo di tutt’al­tra na­tu­ra ri­spet­to ai vi­rus. Pneu­mo­phi­la si­gni­fi­ca “amante dei pol­mo­ni”, men­tre il no­me Legionella si de­ve al fat­to che il ger­me in que­stio­ne è bal­za­to per la pri­ma vol­ta al­le cro­na­che nel 1976, do­po es­ser­si dif­fu­so tra i par­te­ci­pan­ti al raduno del­la Le­gio­ne Ame­ri­ca­na al Bel­le­vue Strat­ford Ho­tel di Phi­la­del­phia. Ol­tre due­cen­to in­di­vi­dui con­tras­se­ro all’epo­ca que­sta for­ma di polmonite, con più di tren­ta de­ces­si». Qual è la fon­te dell’in­fe­zio­ne? «L’ori­gi­ne del fo­co­la­io epi­de­mi­co tra gli ex le­gio­na­ri si ri­ve­lò il si­ste­ma di aria con­di­zio­na­ta dell’al­ber­go. Ec­co il ta­sto cri­ti­co: que­sto batterio pa­sco­la ne­gli ha­bi­tat ac­qua­ti­ci, dal­le ac­que sor­gi­ve - com­pre­se quel­le ter­ma­li - ai fiu­mi. Da qui pos­so­no poi ap­pro­da­re agli am­bien­ti idri­ci ar­ti­fi­cia­li: tu­ba­tu­re, ser­ba­toi, pi­sci­ne, fon­ta­ne, im­pian­ti di con­di­zio­na­men­to e va­sche con idro­mas­sag­gio». E co­me ci si con­ta­gia? « Ci am­ma­lia­mo inspirando le mi­cro­goc­ce d’ac­qua che con­ten­go­no, co­me un ca­val­lo di Tro­ia, l’eser­ci­to del­le Le­gio­nel­le. Goccioline che si pos­so­no for­ma­re con gli spruz­zi o per l’im­pat­to dell’ac­qua sul­le su­per­fi­ci so­li­de». Chi ha con­trat­to la polmonite da Legionella è con­ta­gio­so? «No. Non esi­ste af­fat­to la pos­si­bi­li­tà di una in­fe­zio­ne in­te­ru­ma­na. Ov­ve­ro: chi

svi­lup­pa la ma­lat­tia non la trasmette a chi gli sta vi­ci­no». L’ac­qua, al­lo­ra, si può be­re tran­quil­la­men­te? « Cer­to. Non ci so­no af­fat­to ri­schi. Il con­ta­gio, lo ri­ba­dia­mo, av­vie­ne non per boc­ca, ma per ina­la­zio­ne del­le par­ti­cel­le di ac­qua in­fet­ta di­sper­se nell’aria». Qua­li di­stur­bi cau­sa la Le­gio­nel­lo­si? «È una pa­to­lo­gia piut­to­sto ag­gres­si­va. In ge­ne­re, il ma­les­se­re si ma­ni­fe­sta do­po un pe­rio­do d’in­cu­ba­zio­ne va­ria­bi­le dai due ai die­ci gior­ni, con febbre, do­lo­re to­ra­ci­co, dif­fi­col­tà re­spi­ra­to­rie e tosse, ma c’è pu­re il ri­schio che l’in­fe­zio­ne sca­te­ni una polmonite ful­mi­nan­te nell’ar­co di po­che ore. La polmonite da Legionella mo­stra sin­to­mi spes­so in­di­stin­gui­bi­li da quel­la cau­sa­ta da al­tri mi­cror­ga­ni­smi e per ta­le mo­ti­vo la diagnosi di la­bo­ra­to­rio è in­di­spen­sa­bi­le per po­ter at­tua­re una te­ra­pia mi­ra­ta». È una ma­lat­tia cu­ra­bi­le? «For­tu­na­ta­men­te le ri­sor­se an­ti-Le­gio­nel­lo­si non man­ca­no. I me­to­di per por­re la diagnosi so­no og­gi mol­to ra­pi­di, il trat­ta­men­to, poi­ché ab­bia­mo a che fa­re con una ma­lat­tia bat­te­ri­ca, si ba­sa sul ri­cor­so agli an­ti­bio­ti­ci. Si sap­pia, pe­rò, che non si trat­ta di una pa­to­lo­gia ba­na­le, so­prat­tut­to in pre­sen­za di cer­te con­di­zio­ni che au- men­ta­no la no­stra vul­ne­ra­bi­li­tà all’agen­te in­fet­ti­vo: l’età avan­za­ta (su­pe­rio­re ai 40 an­ni), l’abi­tu­di­ne al fu­mo di si­ga­ret­ta, le di­fe­se im­mu­ni­ta­rie de­bo­li, la con­co­mi­tan­za di una ma­lat­tia cro­ni­ca, co­me il dia­be­te o le af­fe­zio­ni car­dio­va­sco­la­ri». C’è un si­ste­ma per pre­ve­ni­re un’emer­gen­za sa­ni­ta­ria co­me que­sta? « Con­tro la mol­ti­pli­ca­zio­ne e la dif­fu­sio­ne del­la Legionella la mos­sa è so­stan­zial­men­te una: cor­ret­ta pro­get­ta­zio­ne e ma­nu­ten­zio­ne de­gli im­pian­ti idro-sa­ni­ta­ri». Esi­ste un vac­ci­no per ar­gi­na­re la Legionella? « C’è la vac­ci­na­zio­ne an­ti-pneu­mo­coc­co, ov­ve­ro lo Strep­to­coc­cus pneu­mo­niae, il prin­ci­pa­le re­spon­sa­bi­le del­la polmonite a qual­sia­si età, ma non con­tro la Legionella in par­ti­co­la­re». Quin­di, la Legionella non è l’uni­ca cau­sa di pol­mo­ni­ti gra­vi? «An­che lo pneu­mo­coc­co può ren­der­si pro­ta­go­ni­sta di qua­dri se­ve­ri. Di si­cu­ro con­for­ta il fat­to che la stra­gran­dis­si­ma mag­gio­ran­za dei ma­la­ti gua­ri­sce al­la per­fe­zio­ne, e che la mor­ta­li­tà per pol­mo­ni­ti, ne­gli ul­ti­mi 50 an­ni, è crol­la­ta dra­sti­ca­men­te in tut­to il mon­do, pe­rò non s’è mai az­ze­ra­ta: un cer­to nu­me­ro di pa­zien­ti, pur­trop­po, può an­co­ra soc­com­be­re a que­ste for­me in­fet­ti­ve. La polmonite è una ma­lat­tia as­sai dif­fu­sa: nel no­stro Pae­se si con­ta­no cen­ti­na­ia di mi­glia­ia di ca­si all’an­no, che af­fron­tia­mo per lo più a domicilio. Sol­tan­to le si­tua­zio­ni più im­pe­gna­ti­ve ven­go­no ospe­da­liz­za­te. Pe­rò an­che in que­sto ca­so i nu­me­ri so­no im­por­tan­ti: par­lia­mo di ol­tre 130 mi­la ri­co­ve­ri all’an­no in Ita­lia. Il no­stro Pae­se van­ta un pri­ma­to: è una del­le na­zio­ni eu­ro­pee con la mor­ta­li­tà più bas­sa per pol­mo­ni­ti in ge­ne­ra­le. Ec­co per­ché di fron­te a una qua­lun­que polmonite non si pen­si che qual­che pa­sti­glia di an­ti­bio­ti­co ba­sti a ri­sol­ve­re tut­to. Le com­pli­can­ze, ta­lo­ra se­rie, so­no sem­pre die­tro l’an­go­lo. E quin­di è ca­te­go­ri­ca­men­te vie­ta­to snob­bar­le: du­ran­te i trat­ta­men­ti del ca­so, il riposo a ca­sa pro­lun­ga­to è par­te in­te­gran­te del­la te­ra­pia».

PRO­VO­CA FEBBRE, TOSSE E DO­LO­RI Il batterio del­la Legionella pneu­mo­phi­la (a si­ni­stra, in pro­vet­ta): è re­spon­sa­bi­le di una polmonite che ha co­me sin­to­mi febbre, tosse, do­lo­re to­ra­ci­co e dif­fi­col­tà re­spi­ra­to­rie.

SU­BI­TO LA DIAGNOSI A si­ni­stra, un me­di­co con­trol­la la la­stra ai pol­mo­ni di un pa­zien­te: è il pri­mo stru­men­to per dia­gno­sti­ca­re una polmonite. Sot­to, un bam­bi­no be­ve a una fon­ta­nel­la pub­bli­ca: un’azio­ne non pe­ri­co­lo­sa, per­ché il batterio del­la Legionella, pur pre­sen­te nell’ac­qua, è dan­no­sa so­lo se vie­ne ina­la­to. «Co­me si pre­vie­ne un’emer­gen­za si­mi­le? Con la cor­ret­ta pro­get­ta­zio­ne e ma­nu­ten­zio­ne de­gli im­pian­ti idro-sa­ni­ta­ri», di­ce il dot­tor Ha­ra­ri.

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