Al Ba­no rac­con­ta il suo ami­co Ro­vaz­zi

GENTE - - Sommario - DI SA­BRI­NA BO­NA­LU­MI

Oc­chi sgra­na­ti e boc­ca aper­ta: «Ma tu che ci fai qui?». La pri­ma vol­ta tra Al Ba­no e Fa­bio Ro­vaz­zi è an­da­ta co­sì. Si era­no in­con­tra­ti per ca­so al con­cer­to di Ju­stin Bie­ber, can­tau­to­re ca­na­de­se clas­se 1994, ado­ra­to dai gio­va­nis­si­mi. «Ro­vaz­zi non si ca­pa­ci­ta­va di tro­va­re me fra tan­ti ra­gaz­zi­ni in de­li­rio. Era la pri­ma­ve­ra del­lo scor­so an­no e mia fi­glia Ja­smi­ne, che ave­va 16 an­ni, mi ave­va im­plo­ra­to di ac­com­pa­gnar­la. Seb­be­ne po­tes­si sem­bra­re un pe­sce fuor d’ac­qua, mi ero di­ver­ti­to», ri­cor­da Al Ba­no. Da quel­la vol­ta so­no se­gui­ti al­tri in­con­tri fra il leo­ne di Cel­li­no e il gio­va­ne ar­ti­sta mi­la­ne­se. Ma non ca­sua­li. Tant’è che so­no di­ven­ta­ti pro­ta­go­ni­sti del più sor­pren­den­te e az­zec­ca­to con­nu­bio ed espe­ri­men­to mu­si­ca­le dell’an­no. Con­ta in­fat­ti 22 mi­lio­ni di vi­sua­liz­za­zio­ni, pra­ti­ca­men­te un ita­lia­no su due l’ha guar­da­to, il vi­deo Fac­cio quel­lo che vo­glio, scrit­to, di- ret­to e in­ter­pre­ta­to da Ro­vaz­zi, per il qua­le Al Ba­no ve­ste la tu­ta di un ga­leot­to ( Gen­te se ne è già oc­cu­pa­to). La strana cop­pia ha con­vin­to. Ed è sta­to co­sì an­che al­la Mo­stra del ci­ne­ma di Ve­ne­zia: non fi­ni­va­no più gli ap­plau­si per lo­ro sul red car­pet al­le pri­ma del film Vox Lux.

«Ro­vaz­zi ha ta­len­to in­cre­di­bi­le e una ge­nia­li­tà nel­la re­gia no­te­vo­le. Ha una mar­cia in più e so­no cer­to che fa­rà mol­to e mol­to be­ne nel cam­po del ci­ne­ma», rac­con­ta l’ar­ti­sta. «È una ra­gaz­zo gio­va­nis­si-

«FA­BIO È SPE­CIA­LE, HA UNA MAR­CIA IN PIÙ E FA­RÀ STRA­DA NEL CAM­PO DEL CI­NE­MA», DI­CE IL CAN­TAN­TE, CHE È FRA LE GUEST STAR PRE­SEN­TI NEL VI­DEO DEI RE­CORD. E SVE­LA DI QUEL­LA VOL­TA ALL’OSPE­DA­LE GASLINI DI GENOVA, QUAN­DO UN PIC­CO­LO FAN AMMALATO...

mo, po­treb­be es­se­re qua­si mio ni­po­te. Ha 24 an­ni, io 75 (che pe­rò non mi sen­to af­fat­to!). Le mie pri­ma­ve­re le vi­vo co­sì: 25 al mat­ti­no, 25 al po­me­rig­gio, 25 la se­ra». Scop­pia a ri­de­re Al Ba­no, e pro­se­gue nel rac­con­ta­re il suo nuo­vo ami­co. «È mol­to sim­pa­ti­co, in­tel­li­gen­tis­si­mo, in lui si av­ver­te la tem­pra pro­dut­ti­va mi­la­ne­se. Quan­do mi ha pro­po­sto di par­te­ci­pa­re al suo vi­deo, pri­ma mi ha chia­ma­to, poi è ve­nu­to a tro­var­mi a Cel­li­no». Al Ba­no l’ha ac­col­to a mo­do suo: pren­den­do­lo per la go­la a suon di fri­sel­le al po­mo­do­ro, un pri­mo con la sua ri­cet­ta se­gre­ta che tin­ge di gial­lo oro la pasta, ver­du­ra dell’or­to e, ov­via­men­te, vi­no del­la ca­sa. «Man­gia il giu­sto, be­ve po­chis­si­mo. Di­cia­mo che a ta­vo­la non mi ha da­to la sod­di­sfa­zio­ne che pro­vai quan­do Gé­rard De­par­dieu ven­ne da me e si av­ven­tò sul­la zup­pa di coz­ze con una

«PER IL SUO UL­TI­MO VI­DEO HO FAT­TO UN CAMEO. E NE SO­NO FIERO»

vo­ra­ci­tà ru­mo­ro­sa e com­mo­ven­te».

Su­pe­ra­ta la prova del ci­bo, giun­ti al so­do, il can­tan­te non ha esi­ta­to nem­me­no un istan­te ad ac­cet­ta­re la pro­po­sta di Ro­vaz­zi, an­che se co­sì dif­fe­ren­te dal suo ge­ne­re. «Sai co­me di­co­no gli spa­gno­li? Re­no­var­se o mo

rir, e io tra le due co­se pre­fe­ri­sco rin­no­var­mi. Ro­vaz­zi è un sog­get­to ar­ti­sti­ca­men­te mol­to va­li­do, lo di­mo­stra il fat­to che in cir­ca 9 mi­nu­ti di vi­deo ha gi­ra­to sce­ne tra Ja­mes Bond e la fan­ta­scien­za, coin­vol­gen­do tan­ti ar­ti­sti [ tra gli al­tri, Mo­ran­di, Crac­co, Ra­maz­zot­ti, Vo­lo, Pa

vo­ne, Bol­di, Bria­to­re e Leotta, ndr]». Tu sei abi­tua­to a te­ne­re la sce­na per ore, da pro­ta­go­ni­sta as­so­lu­to. In que­sto ca­so... «È sta­to un cameo che mi ha sod­di­sfat­to mol­to. An­che Mar­lon Bran­do, se non er­ro, ne ha fat­ti nel­la sua vita...».

Al Ba­no è giu­sta­men­te fiero di ciò che pen­sa e di quel­lo che fa, po­co o tan­to che sia. «Amo di­ver­si­fi­ca­re, an­che se per mol­ti so­no sem­pre il can­tan­te di Fe­li­ci­tà. E mi pia­ce sta­re a con­tat­to con i gio­va­ni: so­no sti­mo­lan­ti e mi per­met­to­no di guar­da­re il mon­do con oc­chi di­ver­si. Con gli oc­chi dei miei fi­gli più pic­co­li, Ja­smi­ne e Bi­do, di 17 e qua­si 16 an­ni». Che hai vo­lu­to sul red car­pet con te, a Ve­ne­zia. «Ero fe­li­ce di po­ter­mi go­de­re una cit­tà e un’at­mo­sfe­ra co­sì ma­gi­che con lo­ro. Era­va­mo ele­gan­ti o no?». Mol­to. Tut­ti e tre. Su quel pa­na­ma bian­co in te­sta, for­se avrei una ri­ser­va... «Ma sai che co­sa ho sco­per­to? Che an­che mio pa­dre, don Car­me­lo, lo in­dos­sa­va dal gior­no al­la not­te, in qual­sia­si oc­ca­sio­ne. Da po­co ho ri­guar­da­to in­sie­me a mia ma­dre le fo­to di fa­mi­glia. A par­te la gran­de emo­zio­ne, mi so­no ac­cor­to di que­sto det­ta­glio che mi ac­co­mu­na an­co­ra di più a lui». An­che nel vi­deo di Ro­vaz­zi lo ave­vi: di pa­glia, per­so­na­liz­za­to. «Ve­di? Fa or­mai par­te di me. Quan­do ab­bia­mo gi­ra­to quel­la sce­na era­va­mo nel Mu­seo del car­ce­re, nell’ex ca­sa di re­clu­sio­ne di To­ri­no. Ave­vo por­ta­to i miei fi­gli, si so­no di­ver­ti­ti e so­no sta­ti en­tu­sia­sti di ve­de­re Fa­bio in azio­ne». In azio­ne, ma fuo­ri dal­le sce­ne, Al Ba­no l’ha vi­sto va­rie vol­te. Ma ce n’è una che gli ri­mar­rà sem­pre nel cuo­re. «Que­st’esta­te mi tro­va­vo a Genova per un con­cer­to che ho te­nu­to su una na­ve da cro­cie­ra. La mat­ti­na se­guen­te de­ci­si di fa­re una vi­si­ta all’ospe­da­le Gaslini, do­ve pur­trop­po ci so­no tan­ti bam­bi­ni ma­la­ti gra­vi, ag­grap­pa­ti al­la vita. Tra tut­ti, ce n’era uno a il cui pa­dre dis­se: “Guar­da chi c’è! Lo co­no­sci?”. Il pic­ci­no, do­po aver­mi guar­da­to, ri­spo­se con un fi­lo di vo­ce: “no”. Mi av­vi­ci­nai: Ro­vaz­zi lo co­no­sci, pe­rò? Ti pia­ce? Si il­lu­mi­nò. Ti an­dreb­be di par­lar­gli? Ri­spo­se con un sor­ri­so». Nel ri­cor­da­re que­sta sce­na te­ne­ra ades­so sor­ri­de an­che Al Ba­no. «Chia­mai Ro­vaz­zi, era­no le 11 del mat­ti­no e lo sve­gliai: non sa­pe­vo che ave­va la­vo­ra­to tut­ta la not­te. Ac­cet­tò su­bi­to di par­la­re con il pic­co­lo fan. E lo fe­ce con gar­bo, gen­ti­lez­za ed en­tu­sia­smo esem­pla­ri. Ro­vaz­zi è an­che que­sto, un aspet­to che me lo fa sti­ma­re an­co­ra di più», con­fi­da il leo­ne di Cel­li­no, che pre­sto ve­dre­mo in due spe­cia­li mu­si­ca­li su Ca­na­le 5. E che, in pri­ma­ve­ra, ini­zie­rà a gi­ra­re una fic­tion di sei pun­ta­te. «Tor­no a fa­re l’at­to­re, co­sì per un po’ ten­go a riposo le mie cor­de vo­ca­li».

UNA COP­PIA DA... TAN­TO DI CAP­PEL­LO Ve­ne­zia. Al Ba­no, 75 an­ni, e Fa­bio Ro­vaz­zi, 24, si con­ce­do­no ai fo­to­gra­fi sul red car­pet del­la Mo­stra del ci­ne­ma ospi­ti al­la pri­ma del film Vox Lux. L’ar­ti­sta pu­glie­se ha sem­pre il pa­na­ma in te­sta. AL BA­NO RAC­CON­TA L’AR­TI­STA DEI TORMENTONI PIÙ AMATI

DEBUTTO UF­FI­CIA­LE Al Ba­no sfi­la or­go­glio­so con i fi­gli più pic­co­li: Ja­smi­ne, 17 an­ni, già mol­to gra­zio­sa nel suo abi­to da se­ra di se­ta, e Bi­do, qua­si 16, na­ti dal le­ga­me con Lo­re­da­na Lec­ci­so. IN PASSERELLA CON LA FI­DAN­ZA­TA Ro­vaz­zi, con un in­so­li­to pa­io di oc­chia­li dal­le len­ti az­zur­ra­te, scher­za con i fo­to­gra­fi in­sie­me con la fi­dan­za­ta Ka­ri­na Be­z­he­nar, stu­den­tes­sa e mo­del­la di 20 an­ni. La cop­pia è le­ga­ta da ol­tre un an­no.

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