Un sol­da­to ri­tro­va il ca­ne la­scia­to in Si­ria

GENTE - - Sommario - DI ALES­SIO PA­GA­NI

Strin­gen­do­la for­te al suo pet­to le ave­va giu­ra­to che sa­reb­be­ro ri­ma­sti per sem­pre in­sie­me. E set­te me­si do­po, in mez­zo una guer­ra, cin­que Sta­ti at­tra­ver­sa­ti al­le spal­le e due vo­li, uno dei qua­li in­ter­con­ti­nen­ta­le, quel­la pro­mes­sa è sta­ta man­te­nu­ta. San­ci­ta da un lun­go ab­brac­cio all’aeroporto di Pa­ri­gi. «Glie­lo do­ve­vo. Con tut­to me stes­so. Per­ché è fa­ci­le pen­sa­re che io le ab­bia sal­va­to la vi­ta. Ma in real­tà è sta­ta Bar­rie ad aver sal­va­to la mia. Quel­la ca­gno­li­na ha pro­tet­to il mio cuo­re e la mia men­te dal­la guer­ra. Mi ha te­nu­to al si­cu­ro e vi­vo».

Ne ave­va vi­ste tan­te Sean Laid­law, 30 an­ni, ex sol­da­to dei Royal En­gi­neers in­gle­si. Die­ci an­ni in mi­me­ti­ca, due mis­sio­ni in Af­gha­ni­stan, è sta­to chia­ma­to in Si­ria co­me esper­to di smal­ti­men­to bom­be. E là ha com­bat­tu­to la sua bat­ta­glia più du­ra. È sta­to tra le ma­ce­rie di Raqqa, di­la­nia­ta dall’Isis, che lo scor­so feb­bra­io la sua vi­ta è cam­bia­ta per sem­pre. Fra i re­sti di una scuo­la si­ria­na de­va­sta­ta da un’esplo­sio­ne ha in­con­tra­to Bar­rie, pic­co­la meticcia di Asian She­pherd ri­ma­sta in­trap­po­la­ta fra le ma­ce­rie, uni­ca so­prav­vis­su­ta del­la sua cuc­cio­la­ta.

Tra l’odo­re acre di esplo­si­vo e la pol­ve­re Sean ha sen­ti­to dei la­men­ti pro­ve­ni­re dai de­tri­ti e ha in­tra­vi­sto il mu­set­to del cuc­cio­lo, spa­ven­ta­to e af­fa­ma­to. Ci so­no vo­lu­ti tre gior­ni per con­qui­sta­re la sua fi­du­cia, ol­tre ad ab­bon­dan­ti ra­zio­ni di car­ne. Ma i due so­no pre­sto di­ven­ta­ti in­se­pa­ra­bi­li. E lui, all’ini­zio to­tal­men­te ine­sper­to nel­la cu­ra dei ca­ni e im­pre­pa­ra­to a que­sto col­po di ful­mi­ne al pun­to da dar­le un no­me da ma­schio pri­ma di ac­cor­ger­si che fos­se una fem­mi­nuc­cia, si è ag­grap­pa­to al­la cuc­cio­la con tut­te le sue for­ze. « Quan­do la­vo­ri in una zo­na di guer­ra, al­la fi­ne del turno, tor­nan­do al cam­po, ti sie­di nel­la tua stan­za e sei so­lo», rac­con­ta ora che la mis­sio­ne in Si­ria si è fi­nal­men­te con­clu­sa. «Ave­re una com­pa­gna con cui gio­ca­re e al­le­nar­mi, ha te­nu­to la mia men­te lon­ta­na da tut­te le co­se che sta­vo ve­den­do e fa­cen­do là fuo­ri. Mi ha re­sti­tui­to un po’ di nor­ma­li­tà. Ha im­pe­di­to che lo stress del­la guer­ra aves­se la me­glio. Non avrei po­tu­to ab­ban­do­nar­la».

Un’idea che non l’ha sfiorato nem­me­no quan­do ad apri­le, di ri­tor­no nel Re­gno Uni­to per un bre­ve pe­rio­do di con­ge­do, ha sa­pu­to che la sua mis­sio­ne sa­reb­be sta­ta can­cel­la­ta. Bar­rie era lag­giù, non po­te­va fi­ni­re co­sì. «È sta­to du­ris­si­mo. Ero una del­le po­che per­so­ne a es­se­re di­spia­ciu­ta di non po­ter tor­na­re in Si­ria», ha com­men­ta­to. Co­sì Sean si è da­to da fa­re per ten­ta­re il re­cu­pe­ro del ca­ne. An­che at­tra­ver­so una rac­col­ta di fon­di che gli ha per­mes­so di ra­ci­mo­la­re i 6 mi­la eu­ro ne­ces­sa­ri. E, gra­zie an­che all’as­so­cia­zio­ne Pa­ws of War, che si oc­cu­pa di as­si­ste­re gli ani­ma­li coin­vol­ti nei con­flit­ti, la mis­sio­ne è riu­sci­ta. Per ar­ri­va­re in Eu­ro­pa, la meticcia Bar­rie ha do­vu­to at­tra­ver­sa­re cin­que Pae­si - com­pre­se la Si­ria, l’Iraq e la Gior­da­nia - ma do­po set­te me­si l’ab­brac­cio con il suo pa­dro­ne all’aeroporto di Pa­ri­gi l’ha ri­pa­ga­ta di tut­te que­ste pe­ri­pe­zie. Ora i due so­no tor­na­ti in­se­pa­ra­bi­li. Vi­vo­no a Horn­chur­ch, nell’Es­sex. Nien­te più guer­ra, per­ché Sean non an­drà più via, ha de­ci­so di apri­re una pa­le­stra, ma so­lo av­ven­tu­re nei par­chi e in cam­pa­gna. Una vi­ta in­sie­me, pa­ci­fi­ca, lon­ta­no da­gli or­ro­ri.

UNO SMINATORE IN­GLE­SE HA TRO­VA­TO QUE­STA METICCIA TRA LE MA­CE­RIE DI RAQQA. «È STA­TA LA MIA SAL­VEZ­ZA», DI­CE. ORA È RIU­SCI­TO A POR­TAR­LA A CA­SA

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.