Tre ca­gno­li­ne fan­no rifiorire il Ci­le

CON UNA SAC­CA FO­RA­TA PIE­NA DI SE­MI SUL­LA SCHIE­NA, LA BOR­DER COL­LIE DAS E LE SUE DUE FI­GLIE SCOR­RAZ­ZA­NO NEL­LA VA­STA AREA BRU­CIA­TA NEL 2017. E AL LO­RO PASSAGGIO LA NA­TU­RA TOR­NA A SOR­RI­DE­RE

GENTE - - Sommario - DI ALES­SIO PA­GA­NI

Ci so­no do­di­ci zam­pe che cor­ro­no nei bo­schi del Ci­le. Con una missione par­ti­co­la­re: fa­re più stra­da pos­si­bi­le, di­ver­ten­do­si e ri­por­tan­do la vi­ta do­ve fi­no a po­co tem­po fa c’era­no so­lo ce­ne­re e di­stru­zio­ne. Per­ché quel­lo che il fuo­co ha por­ta­to via tor­ni len­ta­men­te a ger­mo­glia­re gra­zie a tre Bor­der Col­lie speciali. Più ra­pi­di ed ef­fi­ca­ci dell’uo­mo. La missione di Das, 6 anni, e del­le sue fi­glie Oli­via e Sum­mer, 2 anni, è in­fat­ti al con­tem­po par­ti­co­la­re, di vi­ta­le importanza, ep­pu­re mol­to sem­pli­ce: se­mi­na­re al­be­ri cor­ren­do, sal­tan­do e gio­can­do do­ve una vol­ta c’era­no i bo­schi. Il se­gre­to è “an­co­ra­to” al­la lo­ro schie­na: por­ta­no bor­se speciali pie­ne di se­mi d’al­be­ro e, men­tre scor­raz­za­no at­tra­ver­so le fo­re­ste bru­cia­te, spar­go­no i se­mi.

Con i lo­ro zai­ni e tanta vo­glia di vi­ve­re, le tre ca­gno­li­ne so­no riu­sci­te già a co­pri­re un rag­gio ab­ba­stan­za am­pio, por­tan­do spe­ran­za sia al­le per­so­ne che agli ani­ma­li. Quel­la di ri­tro­va­re ri­fu­gio e una ca­sa. C’è an­co­ra tan­to da fa­re, ma l’idea è quel­la giu­sta. Ne so­no con­vin­te Fran­ci­sca Tor­res, re­spon­sa­bi­le di un’or­ga­niz­za­zio­ne am­bien­ta­li­sta non go­ver­na­ti­va chia­ma­ta “Pewos”, fo­ca­liz­za­ta sul be­nes­se­re de­gli ani­ma­li, e sua so­rel­la Co­stan­za. En­tram- be han­no de­ci­so di dar­si da fa­re. E for­ni­re il pro­prio con­tri­bu­to per il be­nes­se­re del­la flo­ra e del­la fau­na ci­le­na, mes­sa a du­ra pro­va dai ter­ri­bi­li even­ti del gen­na­io 2017. Al­lo­ra, nel gi­ro di po­chis­si­mi gior­ni, una se­rie di in­cen­di col­pì il Pae­se cau­san­do un­di­ci vit­ti­me, cin­que del­le qua­li vi­gi­li del fuo­co, e spez­zò via del tut­to la cit­tà di Santa Ol­ga. Le fiam­me di­strus­se­ro ogni co­sa sul lo­ro cam­mi­no, da­gli al­be­ri al­le case, com­pre­se le vi­te di per­so­ne e ani­ma­li. Al­la fi­ne an­da­ro­no in fumo cir­ca 580 mi­la ettari di ter­re­no. Al pun­to che il pre­si­den­te Mi­chel­le Ba­che­let ha descritto l’ac­ca­du­to co­me «il più gran­de di­sa­stro fo­re­sta­le» nel­la sto­ria ci­le­na.

Tor­na­ta la cal­ma, gli abi­tan­ti del­le co­mu­ni­tà lo­ca­li si so­no messi al la­vo­ro per

RIE­SCO­NO A RI­SE­MI­NA­RE FI­NO A 30 CHI­LO­ME­TRI IN UNA SO­LA GIOR­NA­TA

ri­se­mi­na­re ar­bu­sti, er­ba e fio­ri tra­mi­te se­mi­na a spa­glio, ma con ri­sul­ta­ti as­sai scar­si in ter­mi­ni di ef­fi­ca­cia. Co­pri­re tut­ta la va­stis­si­ma area col­pi­ta sem­bra­va dav­ve­ro un’impresa im­pos­si­bi­le, ma non si po­te­va la­scia­re che i ter­re­ni in­ce­ne­ri­ti ri­ma­nes­se­ro al lo­ro de­sti­no. Ec­co per­ché ser­vi­va­no con­tro­mi­su­re speciali per ten­ta­re di con­te­ne­re i dan­ni e age­vo­la­re una ri­pre­sa. Per Fran­ci­sca, che è an­che istrut­tri­ce di ca­ni per di­sa­bi­li, la ri­spo­sta non po­te­va che es­se­re chie­de­re aiu­to al­le sue tre Bor­der Col­lie. In campo so­no sce­se co­sì Das, Oli­via e Sum­mer, tre ca­gno­li­ne ca­ri­che di ener­gia e vo­glia di fa- re. Sul­la lo­ro schie­na è sta­ta mes­sa una sac­ca fo­ra­ta pie­na di se­mi che si spar­go­no sul suo­lo. Que­sti se­mi per­met­te­ran­no in bre­ve tem­po di ri­co­strui­re al­be­ri, pian­te e fio­ri del­le fo­re­ste de­va­sta­te dal fuo­co. Das, Oli­via e Sum­mer ogni vol­ta che tor­na­no con lo zai­no vuo­to ri­ce­vo­no una ri­com­pen­sa, in at­te­sa di par­ti­re con il nuo­vo ca­ri­co di “vi­ta”. In pra­ti­ca so­no di­ven­ta­te del­le per­fet­te se­mi­na­tri­ci. Il lo­ro ren­di­men­to è 10 vol­te più ef­fi­cien­te ri­spet­to a quel­lo de­gli uma­ni. Pos­so­no per­cor­re­re fi­no a 30 chi­lo­me­tri in una gior­na­ta e spar­ge­re fi­no a 10 chi­li di se­mi cia­scu­na, quan­do gli uma­ni po­treb­be­ro se­mi­na­re al mas­si­mo su 3 chi­lo­me­tri al gior­no. Co­sì, nel­la pri­ma fa­se del pro­get­to, Das, Oli­via e Sum­mer so­no riu­sci­te a spar­ge­re se­mi in 15 bo­schi di­ver­si: i lo­ro “uma­ni” le spo­sta­no con un fur­go­ne e non ap­pe­na si fer­ma­no lo­ro so­no pron­te a sal­ta­re giù e ini- zia­re a cor­re­re. Un di­ver­ti­men­to da­gli im­por­tan­ti ef­fet­ti be­ne­fi­ci. Do­po il lo­ro passaggio, l’er­ba ha co­min­cia­to a cre­sce­re. E pic­co­li ar­bu­sti, pian­te ram­pi­can­ti e fun­ghi han­no già fat­to la lo­ro ap­pa­ri­zio­ne, in­co­rag­gia­ti dall’umi­di­tà dell’in­ver­no au­stra­le. E la missione pro­se­gui­rà. «At­tra­ver­sia­mo cam­pi che so­no già to­tal­men­te ver­di, gra­zie al la­vo­ro di Sum­mer, Oli­via e Das», sot­to­li­nea Fran­ci­sca, che rea­liz­za que­sto pro­get­to uni­ca­men­te gra­zie all’aiu­to di vo­lon­ta­ri e do­na­zio­ni, «e ab­bia­mo già as­si­sti­to al ri­tor­no di al­cu­ni ani­ma­li». Cer­to sia­mo so­lo all’ini­zio, per­ché a due anni dal dram­ma le fo­re­ste ci­le­ne so­no una de­so­la­zio­ne. Ma è tor­na­ta la spe­ran­za. Al pun­to che l’as­so­cia­zio­ne Pewos ri­tie­ne che nel gi­ro di cin­que anni gran par­te dei bo­schi e dei cam­pi del­la re­gio­ne ri­tro­ve­ran­no lo stes­so eco­si­ste­ma di pri­ma. Gra­zie a tre ca­ni speciali e al lo­ro la­vo­ro, fon­da­men­ta­le per la ri­na­sci­ta di un in­te­ro ter­ri­to­rio.

580 MI­LA ETTARI IN FUMO Un’im­ma­gi­ne del terribile in­cen­dio che nel 2017 de­va­stò 580 mi­la ettari di bo­schi e fo­re­ste in Ci­le e cau­sò la mor­te di un­di­ci per­so­ne.

PRON­TE A COR­RE­RE PER DA­RE VI­TA Quat­tro im­ma­gi­ni del­le tre di Bor­der Col­lie (Das, di 6 anni, e le sue fi­glie Oli­via e Sum­mer, di 2), al la­vo­ro per ri­se­mi­na­re le zo­ne ci­le­ne de­va­sta­te nel 2017. Nel­la fo­to gran­de, la sac­ca fo­ra­ta che por­ta­no ad­dos­so viene riem­pi­ta di se­mi che ver­ran­no spar­si sul ter­re­no du­ran­te la cor­sa. Sot­to, le due cuc­cio­le a spas­so con la lo­ro pa­dro­na, Fran­ci­sca Tor­res dell’as­so­cia­zio­ne Pewos che ha lan­cia­to l’ori­gi­na­le ini­zia­ti­va.

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