Ch­ris Hem­swor­th Fu­ga da Los An­ge­les di Ales­san­dra Mat­tan­za

Al ci­ne­ma è un uo­mo co­stret­to a sa­lu­ta­re la sua famiglia. Nel­la real­tà, l’at­to­re ha portato mo­glie e fi­gli in Au­stra­lia, sua ter­ra d’ori­gi­ne, per te­ner­se­li vi­ci­ni. Vi­ven­do un po’ co­me Cro­co­di­le Dun­dee

GIOIA - - Sommario - di Ales­san­dra Mat­tan­za

Pren­di un film ru­vi­do, di guer­ra, co­me 12 sol­diers, la

sto­ria di una mis­sio­ne spe­cia­le in Af­gha­ni­stan do­po l’11 set­tem­bre. E poi pren­di le sce­ne di una te­ne­rez­za unica, che ren­do­no la sto­ria an­co­ra più strug­gen­te, tra il pro­ta­go­ni­sta in par­ten­za per il fron­te e la mo­glie che non sa nep­pu­re se ri­ve­drà. Se l’at­tra­zio­ne tra i due c’è, è pal­pa­bi­le, è per­ché lo­ro so­no ma­ri­to e mo­glie an­che nel­la real­tà: Ch­ris Hem­swor­th ed El­sa Pa­ta­ky, di­ven­ta­ta fa­mo­sa per la sa­ga di Fast & furious, an­che se già af­fer­ma­ta co­me at­tri­ce e mo­del­la nel suo Pae­se d’ori­gi­ne, la Spa­gna. A fa­re da Cu­pi­do, il lo­ro co­mu­ne agen­te, cer­to che l’ap­pun­ta­men­to sa­reb­be sta­to un suc­ces­so. E in­fat­ti ades­so han­no tre fi­gli, In­dia Ro­se e i gemelli Tri­stan e Sa­sha, ri­spet­ti­va­men­te di sei e quat­tro an­ni. So­no una del­le fa­mi­glie più so­li­de del­lo star sy­stem, e nel 2015 han­no de­ci­so di tra­sfe­rir­si da Los An­ge­les a By­ron Bay, in Au­stra­lia, ter­ra d’ori­gi­ne di lui, per cre­sce­re la lo­ro famiglia in un ran­ch. «E mai sia­mo sta­ti più fe­li­ci», com­men­ta sor­ri­den­te Hem­swor­th. Che di per­so­na è esat­ta­men­te co­me im­ma­gi­ne­re­ste l’at­to­re di­ven­ta­to fa­mo­so nel ruo­lo di Thor, il dio nor­di­co del­la sa­ga Mar­vel: ma­sco­li­no, al­to, mu­sco­lo­so, con vo­ce se­xy, oc­chi az­zur­ris­si­mi e un sorriso che sten­de al tap­pe­to. Quel­lo che lo ren­de an­co­ra più at­traen­te, pe­rò, è la sua spic­ca­ta dol­cez­za, una gran­de sim­pa­tia e spon­ta­nei­tà.

Com’è sta­to re­ci­ta­re con sua mo­glie? C’era ten­sio­ne? For­se un po’, ma leg­ge­ra. Ab­bia­mo la for­tu­na di es­se­re pri­ma di tut­to gran­di ami­ci, tra noi è sta­to co­sì fin da su­bi­to. Era co­me se co­no­sces­si El­sa da sem­pre. Sa­pe­va­mo di al­tre coppie che ave­va­no la­vo­ra­to in­sie­me e poi si era­no la­scia­te, ma non ci sia­mo fat­ti in­ti­mo­ri­re. Ne ab­bia­mo di­scus­so pri­ma, e tut­to si è svol­to con la mas­si­ma spon­ta­nei­tà, pen­so si no­ti an­che nel film. E poi ci sem­bra­va di es­se­re in lu­na di mie­le, do­po tan­to tem­po era­va­mo soli, sen­za i bam­bi­ni, che era­no con i non­ni.

È ve­ro che ave­te in­se­ri­to an­che del­le bat­tu­te trat­te dal­la vo­stra vi­ta rea­le? Non che l’aves­si­mo pro­gram­ma­to, ma è ca­pi­ta­to ( ri­de, ndr), e al re­gi­sta è pia­ciu­to.

Sua mo­glie ha det­to di ave­re de­ci­so di ab­ban­do­na­re la car­rie­ra per de­di­car­si al­la famiglia. Si è mai sen­ti­to in col­pa per que­sto?

No, per­ché lei è fan­ta­sti­ca, non me l’ha mai fat­to pe­sa­re. An­zi, mi ha sem­pre so­ste­nu­to nel­le mie scel­te e mi ha spro­na­to, af­fin­ché in­se­guis­si i miei so­gni. So­no io che spes­so sof­fro se de­vo sta­re trop­po sen­za lei e i bam­bi­ni. Sia­mo mol­to af­fia­ta­ti in­sie­me: la mat­ti­na fac­cia­mo colazione e poi si va tut­ti a fa­re surf. Mi man­ca­no quan­do so­no lon­ta­no. In que­sto sen­so, mi so­no av­vi­ci­na­to an­co­ra di più al pro­ta­go­ni­sta del film, che la­scia la sua famiglia per an­da­re in mis­sio­ne.

Nel­la pel­li­co­la ci so­no mol­te sce­ne tre­men­de, so­prat­tut­to per quan­to ri­guar­da le don­ne.

Sì, e non so­no sta­te fa­ci­li da guar­da­re, an­che se pur­trop­po fanno par­te del­la real­tà. Da pa­dre di una fi­glia, per di più mol­to pro­tet­ti­vo, de­vo di­re che mi han­no tur­ba­to non po­co.

Co­me si è pre­pa­ra­to per im­me­de­si­mar­si fi­no a que­sto pun­to?

Sia­mo par­ti­ti dal­le ba­si. Era co­me es­se­re tor­na­ti a scuo­la, tut­ti noi at­to­ri ci sia­mo tro­va­ti da­van­ti a una lavagna, con un mem­bro del­le for­ze spe­cia­li che ci spie­ga­va tut­to. Poi un trai­ning mi­li­ta­re con un ex Na­vy Seal. È gen­te che con uno sguar­do ti fa ca­pi­re su­bi­to quel­lo che vuo­le. Ma ciò che più mi ha col­pi­to è il le­ga­me tra que­sti uo­mi­ni, di­ven­ta­no co­me fra­tel­li, uni­ti co­me non mai. Ho an­che in­con­tra­to il per­so­nag­gio rea­le che ha ispi­ra­to la sto­ria, e ho cer­ca­to di “tra­sfor­mar­mi” in lui. Ha un ca­ri­sma in­cre­di­bi­le, da co­man­dan­te: quan­do en­tra in una stan­za, è ca­pa­ce di do­mi­na­re gli al­tri e di far­si ama­re e ca­pi­re al tem­po stes­so.

Ri­cor­da an­co­ra do­ve si tro­va­va du­ran­te l’at­ten­ta­to al­le Tor­ri Ge­mel­le?

Vi­ve­vo an­co­ra con i miei ge­ni­to­ri. Ri­cor­do che guar­da­va­mo scioc­ca­ti la te­le­vi­sio­ne. Per que­sto, quan­do mi han­no pro­po­sto que­sta sce­neg­gia­tu­ra, ho su­bi­to ac­cet­ta­to. Il ter­ro­ri­smo com­pie at­ti scel­le­ra­ti, da con­dan­na­re con tut­te le for­ze. Ho sen­ti­to que­sto film co­me una mis­sio­ne.

«Se a El­sa non fos­se pia­ciu­ta l’Au­stra­lia l’avrei ca­pi­to: quan­do li­ti­ghia­mo, par­la spa­gno­lo» Ch­ris Hem­swor­th

Nel film sie­te un grup­po di uo­mi­ni in azio­ne. C’è sta­ta più com­pe­ti­zio­ne o più fra­tel­lan­za tra di voi?

Ci sia­mo di­ver­ti­ti. Ri­de­re ha aiu­ta­to a dis­sol­ve­re la ten­sio­ne di un film tan­to in­ten­so. Ar­ri­va­vo ogni se­ra sfi­ni­to, an­che se è sta­to un ono­re in­ter­pre­ta­re un uo­mo che am­mi­ro tan­to. Vo­le­vo che tra­spa­ris­se­ro il suo cuo­re e la sua de­di­zio­ne.

Lei si ri­tie­ne ca­pa­ce di azio­ni eroi­che nel­la vi­ta ve­ra?

Non mi sen­to di cer­to un eroe. Ho pau­re, an­sie, in­si­cu­rez­ze. So­no un uo­mo nor­ma­le, che ama la sua famiglia e il suo la­vo­ro. An­che se pen­so che tut­ti, se mes­si al­la pro­va, pos­sia­mo com­pie­re azio­ni eroi­che. Per que­sto mi pia­ce la di­re­zio­ne che han­no pre­so gli ul­ti­mi film Mar­vel. Ne ho di­scus­so an­che con i nuo­vi re­gi­sti, An­tho­ny e Joe Rus­so, con cui ab­bia­mo già gi­ra­to an­che il pros­si­mo, che usci­rà nel 2019. Ci te­ne­vo che il mio Thor aves­se un la­to più uma­no, an­che co­mi­co, da­to che io so­no co­sì, po­si­ti­vo: so che que­sto pia­ce tan­to ai miei fi­gli.

La guar­da­no al ci­ne­ma?

So­no ap­pas­sio­na­ti di Thor e mi ado­ra­no quan­do non so­no per­fet­to, for­se per­ché mi ri­co­no­sco­no di più. So­no fe­li­ce che ora cre­sca­no lon­ta­ni dai ri­flet­to­ri di Hol­ly­wood, in Au­stra­lia: lì tut­ti ci trat­ta­no co­me per­so­ne nor­ma­li, e per lo­ro è un’espe­rien­za stu­pen­da cre­sce­re in ri­va al ma­re e in mez­zo agli ani­ma­li del­la fat­to­ria.

Co­me ha con­vin­to sua mo­glie a tra­sfe­rir­si? Ave­va­te scel­to Los An­ge­les per­ché è a me­tà stra­da tra l’Au­stra­lia e la Spa­gna...

Si è in­na­mo­ra­ta di By­ron Bay, che è dav­ve­ro un pa­ra­di­so. Se non le fos­se pia­ciu­to, l’avrei ca­pi­to su­bi­to: quan­do li­ti­ghia­mo, si met­te a par­la­re in spa­gno­lo. I miei fi­gli la ca­pi­sco­no, ma io, che so­no un po’ pi­gro con le lin­gue, non ho an­co­ra idea di che co­sa di­ca.

È te­sti­mo­nial dell’en­te del tu­ri­smo au­stra­lia­no, per il qua­le ha re­ci­ta­to in uno spot ispi­ra­to al mi­to di Cro­co­di­le Dun­dee, cam­pio­ne d’in­cas­si ne­gli An­ni 80.

Quel film è per­fet­to con Paul Ho­gan: è im­pos­si­bi­le imi­tar­lo! Pe­rò mi pia­ce­reb­be far­ne un re­ma­ke. Amo l’Au­stra­lia, ne va­do fie­ro. An­zi, in­vi­to tut­ti a ve­nir­ci in va­can­za. Per­fi­no mia mo­glie si è con­vin­ta...

CON LA MO­GLIE Ch­ris Hem­swor­th in una sce­na di 12 sol­diers, il film sull’ar­ri­vo dei pri­mi sol­da­ti ame­ri­ca­ni in Af­gha­ni­stan do­po l’11 set­tem­bre, in cui re­ci­ta al fian­co del­la mo­glie El­sa Pa­ta­ky, 41 an­ni. La cop­pia ha tre fi­gli.

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