Ma­le­du­ca­zio­ne sen­ti­men­ta­le

GIOIA - - Sommario - di Bar­ba­ra Al­ber­ti

e ne ho vi­ste di tut­ti i co­lo­ri, sia ses­so sen­za sen­ti­men­to (an­che se non si può esclu­de­re una stra­na sen­sa­zio­ne quan­do rag­giun­gi l’or­ga­smo con qual­cu­no), che ses­so più aper­to a un fu­tu­ro. Ho no­ta­to che non c’è una re­la­zio­ne tra aspet­to fi­si­co del­la part­ner e vi­go­re ses­sua­le. Tut­to na­sce dal­la men­te e dal­la ten­sio­ne ero­ti­ca che si crea. Don­ne che i ca­no­ni de­fi­ni­reb­be­ro brut­ti­ne nei miei ri­cor­di so­no dee, e vi­ce­ver­sa. Giu­sep­pe

Gra­zie Giu­sep­pe, og­gi che il ses­so è of­fe­so dal con­su­mo,

mi fa pia­ce­re che sia un uo­mo di li­be­ri co­stu­mi, non cer­to un bi­got­to, a ri­co­no­sce­re che l’at­to ses­sua­le, an­che il più ca­sua­le, è uno scam­bio pro­fon­do, una com­mo­zio­ne dell’es­se­re. La tua let­te­ra mi dà il de­stro per ri­spon­de­re ad al­tre due, im­pub­bli­ca­bi­li per­ché ster­mi­na­te. A Ve­ra, che ha un aman­te ma di­ce che non tra­di­sce il ma­ri­to, per­ché c’è so­lo ses­so. E ti pa­re nien­te? Po­ve­ro ses­so, ri­dia­mo­gli un po’ di di­gni­tà, è un’espe­rien­za im­por­tan­te. Ras­se­gna­ti Ve­ra, lo tra­di­sci ec­co­me. Gli men­ti, gli na­scon­di una par­te di te, e se que­ste non so­no cor­na… In­te­res­san­te, Giu­sep­pe, an­che la tua no­ta sul fat­to che non sem­pre la bel­lez­za ha a che fa­re col de­si­de­rio. Sa­rà uti­le a So­nia, che ha sem­pre pre­fe­ri­to i bel­li, ed è tur­ba­ta per­ché va paz­za di un brut­to col qua­le ha sco­per­to il ses­so, do­po mol­te espe­rien­ze ir­ri­le­van­ti.

Ho 35 an­ni, per die­ci so­no sta­to fe­li­ce­men­te scam­bi­sta,

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