La pri­ma vol­ta che mi so­no vi­sta al ci­ne­ma

in mez­zo a tut­ti que­gli at­to­ri im­por­tan­ti, mi so­no chie­sta: e io, che co­sa ci fac­cio qui? An­co­ra non lo so

Glamour (Italy) - - SPOTLIGHT -

E gli uo­mi­ni? «San­no che so­no fi­dan­za­ta, non si az­zar­da­no». Non ci cre­do. «Ok, qual­cu­no man­da fo­to di dub­bio gu­sto. Li bloc­co im­me­dia­ta­men­te». Il tuo fi­dan­za­to sa­rà ge­lo­so... «Ma no, è tran­quil­lo. E poi noi ci dia­mo il per­mes­so di guar­dar­ci il te­le­fo­no. Io gli con­trol­lo Wha­tsApp, lui In­sta­gram. Tut­to al­la lu­ce del so­le, sen­za spia­re». Mam­ma An­ge­li­ca fa una fac­cia per­ples­sa e sus­sur­ra: «Un po’ ge­lo­so lo è». Co­sì Eli­sa pre­ci­sa: «Ma­ga­ri all’ini­zio era pre­oc­cu­pa­to per­ché solo l’espres­sio­ne “mon­do del­lo spet­ta­co­lo” fa pre­sa­gi­re chis­sà qua­le stra­nez­za». Ora hai mes­so un pie­de den­tro: puoi di­re che non è co­sì? «As­so­lu­ta­men­te no: noi li mi­tiz­zia­mo, ma gli at­to­ri so­no per­so­ne nor­ma­lis­si­me. Nei tem­pi mor­ti tra una ri­pre­sa e l’al­tra ho chiac­chie­ra­to con tan­ti di lo­ro: Ac­cor­si mi ha rac­con­ta­to co­me ha co­min­cia­to, a Bo­ni ho chie­sto sug­ge­ri­men­ti per la mia car­rie­ra, a Fa­vi­no con­si­gli sui film da guar­da­re. So­no sta­ti tut­ti mol­to di­spo­ni­bi­li». Una drit­ta pre­zio­sa ri­ce­vu­ta? «Tre. La pri­ma: non di­men­ti­ca­re il tea­tro, il ve­ro at­to­re vie­ne da lì». La se­gui­rai? «Ci sto pen­san­do. Do­po la ma­tu­ri­tà vor­rei iscri­ver­mi a un’ac­ca­de­mia di re­ci­ta­zio­ne: sto valutando se tea­tra­le o ci­ne­ma­to­gra­fi­ca. In­tan­to ho com­pra­to Il la­vo­ro dell’at­to­re su se stes­so di Kon­stan­tin Sta­ni­sla­v­skij». La se­con­da drit­ta? «Sce­gli be­ne ogni ruo­lo: ba­sta po­chis­si­mo per “spor­ca­re” un’im­ma­gi­ne e ro­vi­na­re una car­rie­ra». La terza? «Non mon­tar­ti la te­sta». Hai pau­ra che suc­ce­da? Eli­sa vie­ne bat­tu­ta sul tem­po da sua ma­dre: «Du­bi­to che pos­sa ac­ca­de­re. Pen­sa che per la pri­ma del film di Muc­ci­no sa­pe­va che ci sa­reb­be­ro sta­ti fo­to­gra­fi e vi­deo-ope­ra­to­ri. Cre­di che si sia com­pra­ta un abi­to per l’occasione? Nean­che per sogno. La se­ra pri­ma, a mez­za­not­te, mi di­ce: “Ma’, mi pre­sti un ve­sti­to per do­ma­ni?”. Ha scar­ta­bel­la­to nel mio ar­ma­dio e ti­ra­to fuori un tu­bi­no da 30 eu­ro». Quan­do, con il tu­bi­no pre­sta­to, ti sei se­du­ta nel­la sa­la, si so­no spen­te le lu­ci e, per la pri­ma vol­ta, ti sei vi­sta sul gran­de scher­mo, che co­sa hai pro­va­to? «Con­ti­nua­vo a chie­der­mi: che co­sa ci fac­cio io in mez­zo a tut­ti que­sti gran­di at­to­ri?». Ora ti sei da­ta una ri­spo­sta? «No. Ma for­se va be­ne co­sì: fin­ché mi sen­ti­rò ba­cia­ta dal­la for­tu­na, vor­rà di­re che sto se­guen­do la drit­ta nu­me­ro tre».

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.