GQ Sty­le

GQ (Italy) - - Prologo - I L GLOBETROTTER Te­sto di PAO­LA MONTANARO

Il viag­gio di Gior­gio Ar­ma­ni, quar­ta ge­ne­ra­zio­ne Ma­ri­nel­la, 30 an­ni di car­rie­ra di Ran­kin

Quel­lo che si ce­la die­tro la na­sci­ta di una col­le­zio­ne di mo­da è sem­pre qual­co­sa di mol­to in­ti­mo: il pro­ces­so, len­to o ve­lo­ce che sia, che por­ta al­la crea­zio­ne di abi­ti è estre­ma­men­te le­ga­to a un vis­su­to, una vi­sio­ne, un pen­sie­ro, ad al­cu­ni pun­ti fer­mi che con il pas­sa­re del tem­po so­no ca­pa­ci di de­li­nea­re l’es­sen­za, l’ani­ma di uno sti­li­sta piut­to­sto che di un al­tro.

Il viag­gio è uno di quel­li tra i più ca­ri e ri­cor­ren­ti nell’uni­ver­so di Gior­gio Ar­ma­ni. Lo è da sem­pre, an­che co­me ispi­ra­zio­ne del­la col­le­zio­ne di que­sto in­ver­no do­ve il pro­ta­go­ni­sta è un viag­gia­to­re che por­ta con sé, e at­tra­ver­so i suoi abi­ti, ri­cor­di ed espe­rien­ze del pro­prio vis­su­to. Ar­ma­ni lo de­fi­ni­sce un uo­mo aper­to e pra­ti­co, so­fi­sti­ca­to e poe­ti­co al con­tem­po, e pen­sa al suo guar­da­ro­ba co­me a un in­sie­me di pez­zi ric­chi di se­gni ed echi che ri­man­da­no all’av­ven­tu­ra. Ma non so­lo. I ri­fe­ri­men­ti al mon­do del ci­ne­ma, al­tro le­ga­me in­dis­so­lu­bi­le per Ar­ma­ni, so­no una co­stan­te an­che in que­sta col­le­zio­ne, co­sì co­me l’ele­gan­za in sti­le An­ni 40 quan­do gli uo­mi­ni si ve­sti­va­no con cu­ra e sen­za fri­vo­lez­ze. Il pi­glio è fie­ro, qua­si mi­li­ta­re ma l’im­ma­gi­ne fi­na­le non è quel­la di un uo­mo du­ro: le li­nee so­no mor­bi­de e na­tu­ra­li, gli abi­ti non co­strin­go­no il cor­po, lo la­scia­no li­be­ro di muo­ver­si e di espri­mer­si. I bom­ber con il col­lo mon­tan­te si por­ta­no so­pra pan­ta­lo­ni lun­ghi, flui­di a re­ga­la­re un’ele­gan­za spon­ta­nea. Men­tre i cap­pot­ti, lun­ghi fi­no al­le ca­vi­glie, si al­ter­na­no a giub­bot­ti al­la vi­ta de­cli­na­ti in un mix di pel­le e mon­to­ne da in­dos­sa­re so­pra car­go pan­ts o jog­ger. E an­che le giac­che dop­pio­pet­to, a ot­to bot­to­ni, con i re­vers a lan­cia sot­to­li­nea­no la vi­ta e le spal­le, e re­ga­la­no una to­ni­ca fi­si­ci­tà. Ar­ma­ni rac­con­ta la sua idea di uo­mo at­tin­gen­do a un re­per­to­rio di ri­cor­di ed espe­rien­ze per par­la­re di og­gi, esplo­ra con li­ber­tà

La col­le­zio­ne ispi­ra­ta al viag­gio, la sfi­la­ta in ae­ro­por­to e la nuo­va idea poe­ti­ca di Gior­gio Ar­ma­ni

espres­si­va un im­ma­gi­na­rio fat­to di azio­ne ed ele­gan­za, po­po­la­to di uo­mi­ni dall’at­teg­gia­men­to fie­ro e dal­la ge­stua­li­tà de­li­ca­ta, che si ve­sto­no con cu­ra ed espri­mo­no la pro­pria per­so­na­li­tà con di­sin­vol­tu­ra, an­che in mo­vi­men­to. Un’idea che lo sti­li­sta spie­ga co­sì: «Il viag­gio per me si­gni­fi­ca cam­bio di pro­spet­ti­va, in­vi­to al­la li­ber­tà; un punto di partenza che tra­du­co in abi­ti ele­gan­ti, spes­so poe­ti­ci, cer­ta­men­te ric­chi di echi e di ri­man­di, sen­za mai tra­di­re la fun­zio­ne d’uso». Ma­te­ria­li e la­vo­ra­zio­ni ar­ti­gia­na­li, co­sì co­me la scel­ta cro­ma­ti­ca di tin­te te­nui dai ver­di mi­li­ta­ri ai gri­gi-ne­ri che do­na­no quell’aria di già vis­su­to, a raf­for­za­re il punto di partenza del­lo sti­li­sta, ov­ve­ro quel­lo del viag­gio co­me me­mo­ria di espe­rien­ze che si ri­tro­va­no in ogni ca­po fir­ma­to Gior­gio Ar­ma­ni.

So­pra, un look del­la sfi­la­ta di Gior­gio Ar­ma­ni per la col­le­zio­ne A/I 2018-19. A fian­co, un’im­ma­gi­ne del­la cam­pa­gna P/E 1992

So­pra, due im­ma­gi­ni di back­sta­ge in oc­ca­sio­ne del­la sfi­la­ta di Gior­gio Ar­ma­ni per L’A/I 2018-19

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