Novità nell’aria

Se Ro­ma è una ca­pi­ta­le in cri­si e Lon­don Ci­ty si pre­pa­ra al­la Bre­xit, per­ché la Bri­ti­sh Air­ways ha aper­to una nuo­va rot­ta tra que­ste due cit­tà? Ec­co co­me una com­pa­gnia ae­rea pro­get­ta gli iti­ne­ra­ri e ra­gio­na sul traf­fi­co nei cie­li

GQ (Italy) - - Save The Date -

Bri­ti­sh Air­ways ha inau­gu­ra­to lo scor­so 11 no­vem­bre un nuo­vo vo­lo da Ro­ma per l’ae­ro­por­to di Lon­don Ci­ty, il più co­mo­do per ac­ce­de­re al­la ca­pi­ta­le del Re­gno Uni­to, a due pas­si dai grat­ta­cie­li del di­stret­to fi­nan­zia­rio di Ca­na­ry Wharf. Per la com­pa­gnia di ban­die­ra bri­tan­ni­ca è la pri­ma di una se­rie di sfi­de, in ter­mi­ni di svi­lup­po: in pro­gram­ma c’è un in­ve­sti­men­to di 4,5 mi­liar­di di ster­li­ne de­sti­na­to al pros­si­mo quin­quen­nio, com­pren­si­vo dell’ac­qui­sto di 72 nuo­vi ae­ro­mo­bi­li, 4 dei qua­li de­sti­na­ti pro­prio al­la flot­ta re­gio­na­le Bri­ti­sh Air­ways Ci­ty­flyer, che ar­ri­ve­rà co­sì a uti­liz­zar­ne 28. A feb­bra­io è pre­vi­sta an­che l’aper­tu­ra di un’ul­te­rio­re nuo­va rot­ta su Mo­na­co, che por­te­rà a 34 le de­sti­na­zio­ni ser­vi­te in Eu­ro­pa da e per l’ae­ro­por­to lon­di­ne­se, con una pre­vi­sio­ne di tra­spor­to pas­seg­ge­ri pa­ri a 2,5 mi­lio­ni l’an­no. L’ita­lia, con il nuo­vo vo­lo su Ro­ma, ne rag­giun­ge in­ve­ce 4, con­si­de­ran­do quel­le già ope­ra­ti­ve di Mi­la­no, Fi­ren­ze e Ve­ne­zia. «L’ae­ro­por­to di Lon­don Ci­ty sta cre­scen­do, nel 2021 si do­te­rà di un nuo­vo ter­mi­nal quat­tro vol­te più gran­de, po­ten­zian­do il nu­me­ro dei vo­li di cir­ca il 15%», rac­con­ta il di­ret­to­re ge­ne­ra­le ven­di­te e clien­ti Bri­ti­sh Air­ways Lu­ke Hay­hoe. «La com­pa­gnia, che at­tual­men­te si po­si­zio­na co­me l’ope­ra­to­re più gran­de, ha vo­lu­to af­fer­ra­re l’op­por­tu­ni­tà: nel 2018 ab­bia­mo au­men­ta­to l’of­fer­ta del 13% e in­ten­dia­mo in­cre­men­tar­la al 20% en­tro il 2019. Ri­guar­do que­st’ul­ti­ma rot­ta, il mer­ca­to tra Lon­dra e Ro­ma ci ap­pa­ri­va va­sto, so­prat­tut­to per via dei clien­ti bu­si­ness, ma an­che ri­spet­to al tu­ri­smo, co­sì ab­bia­mo vo­lu­to of­fri­re più scel­ta e an­che la pos­si­bi­li­tà di com­bi­na­re a pia­ce­re gli ae­ro­por­ti di ar­ri­vo e di par­ten­za». Bri­ti­sh Air­ways ser­ve at­tual­men­te 200 de­sti­na­zio­ni in 75 Pae­si nel mon­do con una me­dia di cir­ca 40 mi­lio­ni di pas­seg­ge­ri l’an­no, e pos­sie­de una flot­ta di 280 ve­li­vo­li, in­clu­si i nuo­vi giganti A380 e 787 Dream­li­ner. Il per­so­na­le im­pie­ga­to rag­giun­ge le 45mi­la uni­tà, di cui 16.500 in ca­bi­na e 3.900 pi­lo­ti, 600 so­lo nel­le trat­te ser­vi­te da Ci­ty­flyer. E an­che per quan­to ri­guar­da il traf­fi­co glo­ba­le, si stu­dia­no nuo­ve rot­te. «Le zo­ne del mon­do su cui stia­mo la­vo­ran­do so­no Sta­ti Uni­ti, Su­da­fri­ca e Giap­po­ne, ma il no­stro in­te­res­se mag­gio­re è ri­vol­to ver­so i Pae­si con un’eco­no­mia in cre­sci­ta», con­ti­nua Hay­hoe. «Gli in­di­ca­to­ri che ana­liz­zia­mo so­no com­ples­si. In so­stan­za ri­guar­da­no i flus­si già esi­sten­ti, la do­man­da dei clien­ti bu­si­ness e tu­ri­smo e i ser­vi­zi già ef­fet­tua­ti dal­la con­cor­ren­za, i ci­cli eco­no­mi­ci e il Pil dei Pae­si di par­ten­za e di ar­ri­vo, la ca­pa­ci­tà de­gli hub, i co­sti ipo­tiz­za­ti e le pro­spet­ti­ve di redditività». Ma ci so­no an­che di­ver­se al­tre va­ria­bi­li da te­ne­re pre­sen­ti. «La cre­sci­ta dei co­sti del car­bu­ran­te può au­men­ta­re i prez­zi dei bi­gliet­ti, in­fluen­do sul­la do­man­da, co­sì co­me il cam­bio del­la va­lu­ta. Le com­pa­gnie ae­ree uti­liz­za­no prin­ci­pal­men­te il dol­la­ro Usa per pa­ga­re il car­bu­ran­te, i lea­sing e par­te del­la ma­nu­ten­zio­ne, quin­di le sue va­ria­zio­ni in­ci­do­no sui co­sti e di con­se­guen­za sui prez­zi. Poi van­no va­lu­ta­ti gli im­pat­ti le­ga­ti all’in­sta­bi­li­tà po­li­ti­ca, al ter­ro­ri­smo o al­le epi­de­mie glo­ba­li, co­me l’in­fluen­za avia­ria, per esem­pio. Per quan­to ci ri­guar­da da vi­ci­no, dovremo te­ner con­to an­che dell’av­vio di Bre­xit, an­che se al mo­men­to non sia­mo in gra­do di pre­ve­der­ne gli ef­fet­ti». Il mer­ca­to glo­ba­le, nel frat­tem­po, è in espan­sio­ne. Se­con­do la An­nual Re­view 2018 di Ia­ta (In­ter­na­tio­nal Air Tran­sport As­so­cia­tion, che rap­pre­sen­ta 290 com­pa­gnie ae­ree tra cui an­che Bri­ti­sh Air­ways, ov­ve­ro l’82% del traf­fi­co to­ta­le) il tra­spor­to ae­reo va­le og­gi il 3,5% dell’eco­no­mia mon­dia­le. Nel 2017 han­no viag­gia­to cir­ca 4,1 mi­liar­di di pas­seg­ge­ri e il bu­si­ness glo­ba­le è au­men­ta­to del 9,7%, il mi­glior ri­sul­ta­to dal 2010, con un uti­le net­to per le com­pa­gnie di 38 mi­liar­di di dol­la­ri. Il re­port Ia­ta 20-year Pas­sen­ger Fo­re­ca­st pre­ve­de inol­tre che i pas­seg­ge­ri po­treb­be­ro rad­dop­pia­re a 8,2 mi­liar­di nel 2037, con una cre­sci­ta an­nua­le del 3,5% e uno spo­sta­men­to del traf­fi­co ver­so le re­gio­ni dell’asia-pa­ci­fi­co. Air Tran­sport Ac­tion Group (Atag) sti­ma si po­treb­be­ro rag­giun­ge­re i 97,8 mi­lio­ni di po­sti di la­vo­ro en­tro il 2037, da­gli at­tua­li 65,5 mi­lio­ni (Avia­tion: Be­ne­fi­ts Beyond Bor­ders).

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