ISPI­RA­TO DAI LUO­GHI

Da Pa­ra­di­se al tour chi è mi­ster 147 mi­lio­ni di clic

GQ (Italy) - - LIFE MUSICA - Te­sto di CRISTINA MARINONI

Un in­gle­se con la fac­cia da stu­den­te, che in real­tà è un mu­si­ci­sta da 4 mi­lio­ni di di­schi: Geor­ge Ezra, 25 an­ni, è in te­sta al­le clas­si­fi­che con hit co­me Bu­da­pe­st (qua­si 147 mi­lio­ni di clic su You­tu­be) e Pa­ra­di­se (da me­si co­lon­na-tor­men­to­ne di uno spot di te­le­fo­nia). «La sod­di­sfa­zio­ne più gran­de? Que­sto tour, il mio pri­mo nel­le gran­di are­ne. Ma non per una que­stio­ne di in­cas­si, an­che se so­no da sold out», rac­con­ta con quell’in­con­fon­di­bi­le vo­ce tra bas­so e ba­ri­to­no, suo mar­chio di fab­bri­ca.

Per co­sa, al­lo­ra?

Per i co­ri di chi co­no­sce a me­mo­ria tut­ti i bra­ni: un’emozione che mi dà i bri­vi­di ogni se­ra.

Co­me sa­rà il con­cer­to al Me­dio­la­num Fo­rum di Mi­la­no del 17 mag­gio?

Una gran­de fe­sta con sei mu­si­ci­sti ec­ce­zio­na­li: ci sca­te­ne­re­mo con chi­tar­re, trom­be e per­cus­sio­ni, bal­le­re­mo con il pub­bli­co e scher­ze­re­mo. Sen­za ef­fet­ti spe­cia­li: il ful­cro del­lo spet­ta­co­lo re­sta­no le can­zo­ni. Ec­co per­ché ho scel­to set­te out­fit to­tal black, in com­ple­to… ano­ni­ma­to no brand (ri­de, ndr)».

Se do­ves­se de­fi­ni­re il suo sti­le mu­si­ca­le? In una pa­ro­la, di­rei pop. Con­ta­mi­na­to da va­ri ge­ne­ri: amo il rock e so­no cre­sciu­to ascol­tan­do Bob Dy­lan, Woo­dy Gu­th­rie e Lead Bel­ly, mae­stri del folk e del blues.

Lo sti­le del suo guar­da­ro­ba, in­ve­ce? Ca­sual. Il mo­ti­vo è sem­pli­ce: con ma­glia e jeans mi sen­to a mio agio ed è que­sto che con­ta per me. L’ele­gan­za non de­ri­va dall’ab­bi­glia­men­to, ma dall’ar­mo­nia nei mo­vi­men­ti.

Nel 2013 era uno sco­no­sciu­to, og­gi è una star: quan­to l’ha cam­bia­ta il suc­ces­so lam­po? Di si­cu­ro so­no di­ver­so ri­spet­to agli ini­zi, ma la car­rie­ra non c’en­tra: si trat­ta di evo­lu­zio­ne per­so­na­le do­vu­ta all’età, co­me ca­pi­ta a qual­sia­si ragazzo. La mia vi­ta, sì, in­ve­ce, che è sta­ta ri­vo­lu­zio­na­ta dal­la fa­ma.

In me­glio o in peg­gio? L’uni­co aspet­to ne­ga­ti­vo è la lon­ta­nan­za dal­le per­so­ne care, i ge­ni­to­ri e gli ami­ci di sem­pre. A col­ma­re un po’ il vuo­to ci pen­sa mia so­rel­la Jes­si­ca: è il mio tour ma­na­ger e mi se­gue ovun­que. Il re­sto è man­na dal cie­lo: ho avu­to la for­tu­na di tra­sfor­ma­re la mia pas­sio­ne in la­vo­ro e, in più, ho sem­pre la va­li­gia in ma­no. Il mas­si­mo, per me che ado­ro viag­gia­re: le idee mi­glio­ri per i pez­zi mi ven­go­no pro­prio men­tre vi­si­to po­sti nuo­vi.

Ti­po?

Per il se­con­do al­bum mi han­no ispi­ra­to scor­ci spet­ta­co­la­ri del­la Gran Bre­ta­gna, co­me il Kent o l’iso­la di Skye, e Bar­cel­lo­na, do­ve mi so­no fer­ma­to un me­se. Non a ca­so il di­sco si in­ti­to­la Stay­ing at Ta­ma­ra’s: so­no ar­ri­va­to nel suo Airbnb con un qua­der­no vuo­to e so­no ri­par­ti­to con un dia­rio di bor­do pie­no.

Al­lo­ra Bu­da­pe­st le sa­rà pia­ciu­ta un sac­co: le ha de­di­ca­to il pez­zo con cui poi ha sfon­da­to. A di­re la ve­ri­tà, non ci so­no sta­to: era una me­ta del gi­ro in Eu­ro­pa che non so­no riu­sci­to a rag­giun­ge­re. L’ho scel­ta a sim­bo­lo del­la li­sta di co­se al­le qua­li ho do­vu­to ri­nun­cia­re: le vo­ci au­men­ta­no, ma il tem­po per spun­tar­le non mi man­ca.

Geor­ge Ezra, 25 an­ni, 30 di­schi tra oro e pla­ti­no, ap­pe­na pre­mia­to co­me Be­st Bri­ti­sh Ma­le So­lo ai Brit Awards. Sa­rà in con­cer­to a Mi­la­no il 17 mag­gio

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