SIA­MO UO­MI­NI D’AMO­RE

GQ (Italy) - - L’EDITORIALE - IG: @AUDIFFREDI TWIT­TER: @GAUDIFFRED­I

«Non vo­glio in­na­mo­rar­mi. In­na­mo­rar­si por­ta un sac­co di stra­ne ma­lat­tie, ti­po l’ot­ti­mi­smo ec­ces­si­vo». An­na ha 9 an­ni ed è fi­glia del­la poe­tes­sa Ma­ria Gra­zia Ca­lan­dro­ne. Se ha ra­gio­ne lei, vuol di­re che noi di GQ sia­mo de­gli in­gua­ri­bi­li ot­ti­mi­sti. Per­ché sia­mo pro­fon­da­men­te in­na­mo­ra­ti del no­stro la­vo­ro. E que­sta pal­pi­ta­zio­ne è il pro­pel­len­te che ci per­met­te di stac­car­ci da terra e pun­ta­re ver­so il fu­tu­ro. Co­me il raz­zo che nel film Ad Astra pro­iet­ta Brad Pitt (pro­ta­go­ni­sta del­la no­stra sto­ria di co­per­ti­na) nel­lo spazio, al­la ri­cer­ca di un pie­no d’amo­re, che col­mi il vuoto del­la per­di­ta di un pa­dre.

Noi in­ve­ce cer­chia­mo ri­spo­ste per i tan­ti uo­mi­ni di sti­le che ci chie­do­no di rac­con­ta­re co­sa sia og­gi la mascolinit­à. E sia­mo con­vin­ti che si so­stan­zi an­che di co­rag­gio sen­ti­men­ta­le. For­se è per que­sto che ab­bia­mo scel­to di dedicare al­la po­ten­za dell’amo­re que­sto ma­ga­zi­ne, che fe­steg­gia i 20 an­ni del­la no­stra sto­ria edi­to­ria­le. Ro­ber­to Sa­via­no ha com­piu­to 40 an­ni. È lo scrit­to­re che con più for­za ha rac­con­ta­to la cat­ti­ve­ria. È com­mo­ven­te leg­ge­re il suo Pro­lo­go sul rap­por­to tra amo­re e felicità, pub­bli­co e pri­va­to. Joa­quin Phoe­nix ci ha det­to: «Per quan­to ri­pu­gnan­te sia, ho pro­va­to pe­na per il mio Jo­ker. Nel no­stro mon­do fe­ri­to ci so­no mol­te per­so­ne che non san­no amare. Ma la man­can­za d’amo­re può crea­re dei mo­stri». So­no i 50 an­ni dal­la scom­par­sa di Jack Ke­rouac, il nar­ra­to­re che ha mes­so On the Road mi­lio­ni di uo­mi­ni. Ga­brie­le Salvatores, il regista ita­lia­no che me­glio de­scri­ve il sen­so del viaggio, rac­con­ta che per il suo per­cor­so in­te­rio­re ha scel­to per ca­so lo stes­so psi­ca­na­li­sta di Ke­rouac. E pen­sa che l’amo­re sia un’oc­ca­sio­ne per met­te­re al pri­mo po­sto qual­cun al­tro. Per bi­lan­cia­men­to Tra­cey Emin, for­se la più im­por­tan­te ar­ti­sta in­gle­se de­gli ul­ti­mi 20 an­ni, è con­vin­ta che ri­fu­giar­ci nell’amo­re per noi stes­si e coc­co­la­re l’ego aiu­ti a so­prav­vi­ve­re. Ha scrit­to per GQ il de­si­gner Ales­san­dro Sar­to­ri, ge­ne­ro­so ri­cer­ca­to­re del­la bel­lez­za. Ha lan­cia­to #what­ma­ke­sa­man, la cam­pa­gna di Er­me­ne­gil­do Ze­gna per com­bat­te­re la pau­ra de­gli uo­mi­ni di rac­con­tar­si, espri­men­do le pro­prie emozioni. Esplo­ran­do in ogni di­re­zio­ne il pe­so spe­ci­fi­co dell’amo­re ci sia­mo im­bat­tu­ti nel­la ve­ry sweet lo­ve sto­ry tra Fran­ce­sca Bar­ra e Clau­dio Santamaria. Poi nell’am­mi­re­vo­le te­me­ra­rie­tà dei rac­con­ti di al­cu­ni mu­sul­ma­ni gay/queer/tran­sgen­der che vo­glio­no sen­tir­si li­be­ri di amare. Vi por­tia­mo nel ro­man­ti­ci­smo del­la sto­ria fo­to­gra­fi­ca che Pao­lo Roversi ha crea­to per il Ca­len­da­rio Pi­rel­li 2020, ispi­ran­do­si al­la tragedia di Giu­liet­ta e Ro­meo.

La ric­chez­za e le sfu­ma­tu­re di que­sto nu­me­ro ci han­no fat­to ca­pi­re che l’amo­re può es­se­re dav­ve­ro tut­to. Ma mai nien­te. Buon com­plean­no a GQ.

GIO­VAN­NI AUDIFFREDI

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