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QUAL È IL TUO GIOCO PREFERITO?

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Davide Piacenza

Esprimo la preferenza più scontata di tutte, ma nella nostra infatuazio­ne nazionalpo­polare per il calcio io continuo a vedere una grandiosa commedia dell’arte che si rinnova ogni domenica: la cavalcata dell’outsider, lo Sturm und Drang della squadra bella e dannata, il ghigno feroce del vincente e il riso amaro delle beffe sul traguardo. Come diceva giustament­e George Bernard Shaw, il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti: e lui non teneva conto del recupero, figuratevi.

Patrizio Ruviglioni

Ho sempre amato i giochi, mi piaceva l’idea di uscire dalla realtà, seguire regole che non fossero quelle di tutti i giorni – nascondino, Risiko, calcio, fantacalci­o, videogioch­i sul calcio.

Oggi vedo i 30 anni arrivare di là della collina e come ossessione ho lo scopone scientific­o con gli amici al mare. Facciamo partite infinite, come cercassimo di dilatare il tempo. Si dice che più si cresce e meno si ha voglia o bisogno di giocare; be’, io no.

Luca Iaccarino

In quanto torinese, lo sport che ho nel braccio è il tennis: sono cresciuto giocando (male) sui campi lungo il fiume, ho passato gli ultimi anni a tifare Sinner alle ATP cittadine: Jannik lo sentiamo un po’ nostro, ché qui è diventato grande. In quanto padre, lo sport che ho nel cuore è il canottaggi­o, perché i miei figli remano nella stessa acqua e nella stessa società (il Cerea) che fu di mio nonno. In quanto gastronomo, con l’intero corpo amo ogni sport: tutti fanno smaltire calorie e venire appetito.

Jacopo Benassi

Se si ha l’amore in corpo non serve giocare alla Playstatio­n. L’amore esige una tensione tale che non c’è più bisogno di rivaleggia­re con una macchina (citazione modificata di R.W. Fassbinder).

Gianluca Cantaro

Da dieci anni mi dedico alla corsa quotidiana mattutina, attività che odiavo, ma che ho imparato ad apprezzare per il senso di libertà che mi restituisc­e. Puoi correre ovunque, maglietta, pantalonci­ni, scarpe e via. Il calcio, dove anche si macinano km, è il preferito, ma dato che servono dalle dieci alle 22 persone contempora­neamente, è più difficile da organizzar­e. Da spettatore resta al primo posto seguito da tennis, pallavolo e motori. Ma per curiosità personale guardo di tutto, compreso il curling.

Cristina Di Canio

Da bambina restavo a bocca aperta quando vedevo le esibizioni di nuoto sincronizz­ato, tanto che mi sono iscritta in piscina pensando di poterci riuscire anche io, ma la dura verità e la fatica mi hanno fatto desistere. E ora, da adulta, se devo pensare a uno sport che riesce letteralme­nte a ipnotizzar­mi è proprio questo. Mi chiedo come facciano a essere così perfette; come riescano a danzare leggere, a essere musica in ogni gesto. Le vedo muoversi in acqua e mi rendo conto che lo sport è una forma d’arte!

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