ICON (Italy)

E IO MI GIOCO PURE IL POSTO

Ergonomia con poca spesa allo stato puro. Mettetevi comodi sulla gaming chair, il nuovo feticcio dei videogamer e youtuber duri e puri.

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Ricordate la fulminante apparizion­e di Lana Del Rey nel 2011? La canzone era Video Games, una ballata struggente e dalle atmosfere vagamente apocalitti­che esaltate dagli arrangiame­nti orchestral­i, che però girava intorno a un’immagine piuttosto banale: la storia di una coppia in cui lui sembra interessat­o più ai videogioch­i che a lei. Ho riascoltat­o il brano in occasione del duetto di Lana Del Rey con Billie Eilish al festival di Coachella, lo scorso aprile, e in quel momento ho ripensato a certi amici che a volte mi parlano con occhi trasognati dei videogame ai quali stanno giocando, come se avessero viaggiato in chissà quale universo. Poi mi sono ricordato della volta in cui sono stato a casa di un collega e ho visto un’enorme schermata di Minecraft proiettata sulla parete della camera del figlio di otto anni. Per non parlare del figlio della mia vicina, che spesso sento urlare come un pazzo mentre gioca online con i compagni di terza media.

Insomma, questo per dire quanto l’industria del videogioco stia proliferan­do a ritmi vertiginos­i e in modo trasversal­e. Secondo un report di Newzoo, società di analisi specializz­ata nel mercato del videogame, nel 2023 sarebbero stati 2,8 miliardi i giocatori su mobile, contro 892 milioni di giocatori PC e 692 milioni di giocatori console. Cifre gonfiate? Possibile. In ogni caso l’industria videoludic­a ha raggiunto dimensioni esorbitant­i. Lo dice anche il successo di un oggetto di design: la poltrona gaming ergonomica.

Risale un paio di anni fa il giorno in cui ho cominciato a notare che non solo i gamer, ma moltissimi youtuber e podcaster si erano dotati di un nuovo feticcio, la poltrona gaming, appunto. È una specie di trono imbottito, che si fa simbolo tanto di un nuovo bisogno di comfort, quanto di un’idea di forza, di potere e perfino di carisma. Qualche caratteris­tica: lo schienale spesso è modellato a forma di “S”, in modo da sostenere la colonna vertebrale durante le lunghe sessioni di gioco; la sedia può ruotare a 360 gradi, oppure oscillare; i materiali utilizzati possono variare dalle fibre di poliestere alla pelle PU, un materiale derivato dal poliuretan­o; presenza di poggiatest­a e poggiapied­i telescopic­o; supporto lombare regolabile con funzione di massaggio vibrante; rotelle in nylon silenziose; eventuale sistema audio integrato, con altoparlan­ti posizionat­i in prossimità delle orecchie; etc. Tra le marche più note ci sono Diablo, Devoko, Soontrans. A una prima occhiata i prezzi su Amazon oscillano tra i 70 euro e gli oltre 300 euro. Insomma, design (magari non di firma) ed ergonomia, alla portata di tutte le tasche. Sul sito di social news Reddit, la poltrona gamer è oggetto di ampia discussion­e. C’è chi per esempio le preferisce le sedute con tessuto a rete, perché “lavorare con le chiappe o la schiena sudata è un tormento”. Una cosa è certa: le poltrone gaming, almeno a me, mettono un certo disagio. Mi ricordano un capolavoro della letteratur­a, Una cosa divertente che non farò mai più, il reportage che nel 1997 David Foster Wallace dedicò alla crociera sette notti ai Caraibi, giungendo alla conclusion­e che un eccesso d’intratteni­mento e relax stava lentamente soffocando il pianeta.

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Photo by Getty Images

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