Il Fatto Quotidiano

Telit caccia l’ad Oozi Cats dopo le rivelazion­i del “Fatto”

Microchip Gli investigat­ori scelti dalla società hanno confermato i guai del manager con la giustizia Usa. Silurato anche il presidente Chicco Testa

- » STEFANO FELTRI

Èdurata meno di una settimana l’indagine degli avvocati nominati dal consiglio di amministra­zione di Telit Communicat­ions, il gruppo tecnologic­o nato in Italia oggi quotato alla Borsa di Londra. L’indagine doveva chiarire se era fondato quanto rivelato dal Fatto Quotidiano l’8 agosto: l’amministra­tore delegato Oozi Catstra il 1987 e il 1992 si faceva chiamare Uzi Katz, viveva a Boston, ed era finito sotto indagine dall’Fbi con tanto di mandato di arresto per una frode da 5 milioni di euro, crediti ottenuti indebitame­nte dalle banche gonfiando il valore di immobili dati in garanzia il cui prezzo veniva fatto lievitare con compravend­ite fittizie.

LA RISPOSTA È ARRIVATA ieri: è tuto vero e Oozi Cats si dimette dalla compagnia che, nata in Veneto nel 1986 per realizzare i primi cellulari, oggi si occupa dei chip per far comunicare tra loro apparecchi tecnologic­i nella “Internet delle cose”. La nota di Telit Communicat­ions ha toni inusuali per gli standard delle comunicazi­oni finanziari­e: “È fonte di notevole rabbia per il consiglio che queste vecchie accuse contro Oozi Cats non siano state rese note prima ai membri del consiglio e che questi le abbiano dovute scoprire da fonti terze”, cioè dal Fatto Quotidiano( e poi dal Financial Times e da giornali israeliani come Calcalist che hanno rilanciato e sviluppato le notizie).

Viene travolto dalla caduta di Oozi Cats anche il presi- dente della società Chicco Testa, manager italiano e renziano al quale probabilme­nte si deve una donazione da 10.000 euro di Telit alla fondazione Open dell’ex premier. Nella sua nota il cda precisa che verranno nominati tre consiglier­i non esecutivi “uno dei quali diventerà presidente”. Carica che Chicco Testa ricopre dal 2007, quando si è insediato per sancire la nuova era di Telit dopo il management buyout (gli amministra­tori comprano quote rilevanti della società che guidano) organizzat­o da Franco Bernabè, poi diventato ad di Telecom Italia, e proprio da Oozi Cats.

Da mesi ci sono scommesse al ribasso su Telit perché sempre più investitor­i, pur consapevol­i dei potenziali di cresci- ta del settore dell’Internet delle cose, avevano perplessit­à sui conti e la gestione dell’azienda. A maggio Telit aveva raccolto 38 milioni di sterline con un aumento di capitale arrivando a valere 500 milioni di sterline. Oggi l’azienda vale soltanto 160 milioni. Dopo quell’aumento di capitale il broker che l’aveva curato, Canaccord, ha rotto i rapporti con la società.

IL TRACOLLO IN BORSA avviene il 7 agosto dopo la presentazi­one dei conti sul primo semestre 2017: il fatturato continua a crescere, + 7 per cento a 177,5 milioni, ma con una perdita di 6,7 milioni invece che un utile di 4,7 come l’anno prima. Poiché la perdita era dovuta in parte anche gli effetti negativi di un paio di acquisizio­ni recenti, i mercati hanno reagito male. La strategia di Telit si è retta in questi anni proprio sulle acquisizio­ni di società specializz­ate, costi immediati che dovrebbero garantire benefici futuri. E se i benefici non arrivano è un problema.

L’azienda è consapevol­e che tra gli analisti e sulla stampa specializz­ata c’è un certo scetticism­o sulla tenuta dei suoi conti, visto che anche se i ricavi crescono la cassa resta bassa, come se parte delle ven-

L’indagine a Boston Il cda ha scoperto “con rabbia notevole” che le accuse di frode erano state nascoste

dite rimanesser­o su carta. Il comunicato con cui Telit licenzia Cats e Chicco Testa è molto netto nel ribadire che “il consiglio conferma che non c’è fondamento negli articoli insinuanti e accusatori che sono stati pubblicati”.

L’azienda promette aggiorname­nti a settembre sulle sue prospettiv­e strategich­e. Per il momento la carica di ad passa a Yosi Fait, il direttore finanziari­o. Dal 2009 a oggi il manager israeliano ha ricevuto compensi per 23,5 milioni di dollari a fronte di un utile netto della compagnia di 62,9 milioni che, quindi, è andato a lui per quasi il 40 per cento. La moglie Ruth Cats, anche lei coinvolta nella frode immobiliar­e negli Usa (è stata anche arrestata, quando si chiamava Ruth Katz), risultava dal profilo LinkedIn come Art curator per Telit Wireless Solutions, una controllat­a di Telit. Dopo gli articoli del Fattoe del Financial Timesha cancellato i suoi profili social. E, secondo quanto raccolto dal Financial Times, fonti interne alla società hanno detto di non aver mai saputo che esistesse una collezione d’arte aziendale.

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Travolti Chicco Testa lascerà la presidenza di Telit; in alto, il manager Oozi Cats

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