Il Fatto Quotidiano

Etruria colpa di Visco? No, anche Boschi & C.

- » CARLO DI FOGGIA

Chi ha distrutto Banca Etruria? Per i renziani del Pd è tutta colpa della vigilanza. Ha detto il presidente del partito Matteo Orfini dopo l’audizione in commission­e banche del procurator­e di Arezzo Roberto Rossi: su Etruria “sta emergendo la vera responsabi­lità, che è stata della Banca d’Italia”. Rossi ha criticato via Nazionale per le pressioni sull’istituto aretino affinché si fondesse con la Popolare di Vicenza dell’amico Gianni Zonin, poi finita in dissesto. Un assist a Matteo Renzi, che ha detto: “Che ci fossero conflitti d’interesse su Etruria è falso. Le responsabi­lità penali non riguardano il padre della Boschi”, che di Etruria era vicepresid­ente. Tra Bankitalia e renziani è una gara a chi mena più forte. Ma Etruria è fallita per un concorso di cause, tra le quali le colpe di Bankitalia.

LA FUSIONE. Il 3 dicembre 2013 il governator­e Ignazio Visco scrive a Etruria che la banca è in un degrado “irreversib­ile” e non può più stare in piedi da sola. Le ordina di “integrarsi con un partner di elevato s ta n di n g ” e n tr o marzo 2014. Bankitalia riservatam­ente preme per la Popolare di Zonin, pur sapendo che è messa già male (finirà in dissesto). BpVi formalizza un’offerta di 1 euro per ogni azione:

212 milioni di euro che sarebbero andati ai soci e non a rafforzare il patrimonio di Etruria. Alla fine la fusione salta per i dissidi tra Zonin e gli aretini.

I CONTI. A portare Etruria al dissesto sono le continue rettifiche di valore sui crediti deteriorat­i eseguite nel corso delle ispezioni (tre) di Bankitalia, che ha Etruria sotto osservazio­ne almeno dal 2010. A febbraio 2015, quando Visco la commissari­a, Etruria ne ha per 3 miliardi, il 42,4% degli impieghi, di cui 2 miliardi “in sofferenza” (inesigibil­i). Sono le rettifiche a causare la perdita di 526 milioni di euro del 2014, che porta il patri- monio netto di Etruria da 592 a 66 milioni, sotto i minimi regolament­ari. Durante il commissari­amento la banca non si risolleva.

BANKITALIA. A pagare sono i risparmiat­ori. Nel 2013 Etruria chiede a loro 220 milioni (100 di capitale e 120 di obbligazio­ni subordinat­e) per tappare i buchi, dopo i 100 già ottenuti nel 2012. I bond vengono venduti con cedola del 3,5%, meno di un titolo di Stato a pari scadenza: finiranno azzerati nella risoluzion­e della banca decisa dal governo Renzi a novembre 2015. A giugno scorso Consob ha multato i vertici, tra cui Boschi, per non aver messo nei prospetti del 2012 e del 2013 i gravi rilievi di Visco. Bankitalia il 6 dicembre invia alla Consob una nota di sintesi dove dice che la banca “non è in grado di procedere per via autonoma sulla via del risanament­o”. Pochi giorni dopo la banca scrive nel prospetto informativ­o che i rilievi di Bankitalia “non assumono in ogni caso un’entità tale da pregiudica­re il mantenimen­to dei requisiti prudenzial­i”. Consob approva, Bankitalia tace: 220 milioni in fumo.

BOSCHI/1. Il “conflitto di inte re ssi ” negato da Renzi c’è. Un mese prima della letteracci­a a Etruria, Visco scrive al dg di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, che anche la sua banca è scassata e deve consegnars­i subito a un istituto più grosso e più sano. Il candidato è sempre Pop Vicenza. Come ha rivelato Il Fatto, a marzo 2014 Consoli si incontra a casa di Pier Luigi Boschi a Laterina con sua figlia Maria Elena, per discutere come resistere alle pressioni di Bankitalia. Il 3 febbraio 2015 Boschi viene intercetta­to al telefono con Consoli mentre annuncia che parlerà con la figlia e con Renzi della situazione.

BOSCHI/2. Rossi ha spiegato che papà Boschi non è imputato per bancarotta per i crediti affidati dissennata­mente, per i quali sono stati rinviati a giudizio 20 ex amministra­tori, perché “non ha mai partecipat­o alle delibere per i finanziame­nti”. Non la pensa così il commissari­o liquidator­e della vecchia Etruria. Nella sua richiesta di danni per 570 milioni i crediti allegri sono conte-

NON SOLO “SALOTTI” A LATERINA I prestiti allegri sono stati contestati a tutti gli amministra­tori, papà dell’ex ministra compreso

stati in solido a tutti gli amministra­tori, Boschi compreso, indipenden­temente dalla presenza alle singole riunioni.

Ieri il senatore Andrea Augello (Idea) ha spiegato che Rossi “non dice il vero” proprio perché i fidi vanno rinegoziat­i ogni 18 mesi e quindi la responsabi­lità non è solo di chi li ha concessi per primo. Boschi è stato multato due volte da Bankitalia (274 mila euro) per carenze nell’organizzaz­ione, nei controlli interni e nella gestione nel controllo del credito. Non ha fatto ricorso.

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Ansa Palazzo Koch Il governator­e della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sarà ascoltato dalla commission­e d’inchiesta
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