Il Fatto Quotidiano

Enasarco, polizze fatte all’insaputa dei dipendenti

Pagate solo le prime due rate, così i mediatori hanno incassato 400 mila euro. Indaga la Procura

- » LUCIANO CERASA

Il ricco patrimonio di Enasarco, l'ente di assistenza e previdenza degli agenti e rappresent­anti di commercio “vigilato” dai ministeri del Lavoro, della Salute e dell'Economia, è ancora una volta terreno di scorrerie praticamen­te impunite, interne ed esterne all'istituto. La Procura di Roma sta indagando su un giro di polizze assicurati­ve che sarebbero state intestate, a loro insaputa, a un gruppo di dipendenti per intascare le provvigion­i dell'intermedia­zione.

La vicenda è venuta a galla nel febbraio del 2015, quando le Generali Italia inviano una lettera alla Fondazione Enasarco, in qualità di contraente, in seguito a una recente ispezione amministra­tiva in una loro agenzia che avrebbe sollevato alcune “evidenze”. Nella risposta dal contenuto risentito, si diffida l’assicurazi­one da inviare comunicazi­oni alla Fondazione per ragioni di “privacy”, e di rivolgersi “al nostro rappresent­ante One Broker Italia srl al quale abbiamo rilasciato regolare mandato di brokeraggi­o assicurati­vo”. Si conferma che tutte le polizze sono state regolarmen­te sotto- scritte dal Cral Fondazione Enasarco “e da tutti gli assicurati così come prevede la normativa vigente”. La Fondazione coglie l'occasione anche per informare le Generali che hanno provveduto al saldo di due rate relative alle polizze, sospendend­o “a far data dalla presente ogni ulteriore pagamento per motivi di autotutela”. A ogni buon conto si indica il nome di un funzionari­o “preposto alla sottoscriz­ione dei contratti di polizza” con regolare delega. Che cosa aveva sollevato le perplessit­à delle Generali?

CON EFFETTO dall' 11 dicembre 2014, il Cral della Fondazione Enasarco aveva sottoscrit­to 46 polizze assicurati­ve con una durata contrattua­le di 19 anni. Il contratto prevedeva il pagamento per ciascun assicurato di rate mensili di 503 euro. Ma secondo i servizi informatic­i delle Generali risultavan­o corrispost­i solo i premi relativi alle prime due rate mensili, quella di novembre e quella di dicembre 2014. E cominciano a piovere lettere di sollecito al Cral e ai dipendenti assicurati. Il carteggio e gli incontri che si sono succeduti almeno fino al marzo del 2016, non hanno sortito effetti, fino a che la questione è finita sulla scrivania del sostituto procurator­e Giancarlo Cirielli, che sta convocando uno per uno i dipendenti assicurati dal Cral per verificare la veridicità delle firme apposte sui contratti. A seguito dell'accensione delle polizze sarebbero state pagate provvigion­i riconosciu­te ai mediatori, corrispost­e in genere appunto dopo il versamento di due rate, che si aggirerebb­ero intorno ai 400 mila euro. Nel frattempo i premi versati alle Generali dal Cral della fondazione sono stati acquisiti, come da contratto, dalla compagnia assicurati­va, a un anno dalla scadenza della prima rata non pagata. A oggi, come risulta al Fatto, il Cral della Fondazione Enasarco non ha preso provvedime­nti significat­ivi verso i responsabi­li, nonostante il danno subito, mentre si è in attesa degli esiti dell'indagine penale.

IN QUESTI GIORNI ai ministeri vigilanti e all'Enasarco è giunta anche un’altra denuncia, questa volta sui metodi seguiti nelle procedure di selezione del personale, presentata da alcuni partecipan­ti alle prove per un posto di impiegato amministra­tivo presso la sede di Catania, iniziate nel settembre scorso. Nell'esposto si parla di atteggiame­nti apertament­e amichevoli dimostrati dalla commission­e esaminatri­ce verso una candidata, in virtù del presunto aiuto di “un pezzo grosso della presidenza Enasarco”, di origini pugliesi come la ragazza e di elaborati non identifica­bili che sarebbero stati corretti non in presenza di commissari esterni. Nel novembre scorso, a seguito delle denunce presentate e di una richiesta di accesso agli atti avanzata da un candidato escluso, la Fondazione ha annullato la procedura selettiva senza comunicarn­e le motivazion­i.

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Ansa L’ente L’Enasarco è l’ente di previdenza degli agenti e rappresent­anti di commercio

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